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Prima e seconda guerra mondiale: due nuove informazioni – di Claudio Biscarini

Quest’anno, quasi in ogni città si ricorda il centesimo anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia durante il Primo conflitto mondiale. Quella che ben presto sarà chiamata “La Grande Guerra”, portò al fronte centinaia di uomini delle nostre contrade.
Ogni Arma e Corpo vide tra le file cittadini provenienti da Empoli, Vinci, Montelupo, Fucecchio, San Miniato.
Molti, purtroppo, non ritornarono.
Altri si cimentarono in nuovi modi di fare la guerra. Uno di questi era la nascente aeronautica. Gli italiani avevano avuto il “privilegio” di utilizzare per primi l’invenzione dei fratelli Wright durante la guerra italo-turca del 1911- 1912. Giulio Govotti, il 1 novembre 1911, lanciò dal suo aereo Etrich Taube tre bombe Cipelli su un accampamento turco nella località di Ain Zara e una sull’oasi di Tripoli. Fu, però, durante il Primo conflitto mondiale che l’aeronautica, sia nella specialità bombardamento che in quelle della ricognizione e della caccia, avrebbe avuto il suo massimo sviluppo. La guerra cambiava e questo cambiamento avrebbe, nel corso degli anni successivi, sempre più coinvolto i civili nelle operazioni militari.

Monumento commemorativo di alcuni aviatori empolesi Caduti nella Prima Guerra mondiale, Parco della Rimembranza.

Monumento commemorativo di alcuni aviatori empolesi Caduti nella Prima Guerra mondiale, Parco della Rimembranza.

Tra i “pionieri dell’aria” che durante la guerra operarono con i loro velivoli nei cieli del Friuli ci fu il tenente pilota Mario Fucini, nato a Empoli il 1 febbraio 1891, effettivo alla 25a Squadriglia Voisin. Fu decorato con Medaglia d’Argento al Valor Militare per un’azione del 28 luglio 1916.Il 16 febbraio 1917, per aver riportato il suo velivolo in fiamme all’aeroporto di Monfalcone, ebbe la Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Promosso tenente passò alla caccia nella 84a Squadriglia nel luglio 1917. In forza, poi, alla 87a Squadriglia dove ebbe la sua prima vittoria e quindi alla 76a Squadriglia. Conseguite altre due vittorie, iniziò a volare su velivoli Hanriot HD 1 [1]Trasferito alla 78a Squadriglia, il 16 giugno 1918 abbatteva due aerei nemici, tra cui un temibile Albatros D III[2] sopra Nervesa . Il 15 agosto 1918 ebbe la sua seconda Medaglia d’Argento al Valor Militare e, il 27 ottobre 1918 abbatteva l’ultima delle sue sette vittorie, che lo faranno classificare “asso della caccia”, un velivolo Ufag C[3]. Fucini continuò la sua carriera nell’Aeronautica, congedandosi da colonnello nel 1935 e promosso Generale di Brigata Aerea nel 1953. Il nostro illustre concittadino decedeva a Roma il 1 settembre 1977.  Era decorato anche con il Cavalierato dell’Ordine della Corona d’Italia ed era Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia. Ha lasciato un libro di memorie dal titolo emblematico: Voli sul nemico.

Non altrettanto noto, ma degno di menzione , il Carabiniere Reale Salvatore Salvadori di Valentino, nato a San Miniato il 20 maggio 1898. Effettivo alla Legione Allievi Carabinieri Reali di Roma, prestò servizio nel Battaglione Scuola Aviatori, uno dei 173 membri dell’Arma a solcare i cieli di cui uno dei massimi esponenti fu il capitano Ernesto Cabruna, da Tortona, Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Anche il secondo conflitto mondiale, per quanto riguarda le nostre zone, ci riserva ancora delle sorprese. Da un caro amico di Roma, Mario Di Sorte, ho avuto un documento interessante conservato nella Emeroteca della capitale. Si tratta di un manifesto il cui testo riporto interamente:

Comune di Empoli. Il Commissario porta a conoscenza della popolazione il seguente comunicato del Comando Germanico: L’organizzazione Tod (sic) abbisogna giornalmente di un numero di operai variante da 100 a 120, col seguente orario di lavoro : dalle ore 19 del pomeriggio alle ore 5 della mattina seguente: Per evitare misure di carattere forzoso, s’invitano gli operai di questo Comune a presentarsi spontaneamente presso l’Ufficio Ferroviario Tedesco – Piazza della Vittoria- Palazzo Comparini , alle ore 19 precise di ogni pomeriggio. I lavoratori saranno trasportati gratuitamente a mezzo camion sul luogo del lavoro e pure in camion sarà effettuato il viaggio di ritorno a Empoli. Dopo il ritorno gli operai riceveranno , quale compenso per il lavoro eseguito, L. 50 nette, oltre il vitto , che sarà composto di pane, salame, formaggio, ecc. Dalle ore 5 del mattino alle ore 19 della sera, gli operai saranno completamente liberi.

Purtroppo, non siamo a conoscenza della data in cui  questo manifesto venne emanato ma possiamo immaginarlo. La citazione dell’Ufficio Ferrovieri militarizzati tedesco ci induce a supporre che, gli operai pagati 50 lire e a pane e salame, dovessero lavorare la notte a riattare le ferrovie sconvolte, di giorno, dagli aerei alleati. Quanti empolesi aderirono sotto la spinta del compenso ( e del companatico)? Non lo sappiamo. Cambiando a nostro piacimento le parole del  grande padre Dante, possiamo forse dire che più dell’onor poté il digiuno?

Claudio Biscarini

 


Note e Riferimenti:

[1] Armato con una mitragliatrice Vickers da 7,7 mm. Volava a una velocità di 178 Km a duemila metri.

[2] Biplano armato con due LMG 08/15 Spandau. Raggiungeva una velocità massima di 175 Km.

[3] Biplano da ricognizione armato con  2 o 3 MG 07/12 cal. 8 mm Schwarzlose. Raggiungeva una velocità di 190 Km e una tangenza di 4. 900 metri.

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