Claudio Biscarini: Quando l’Istituto Storico Germanico di Roma si occupò dell’archivio comunale di Empoli, senza che in città nessuno lo sapesse.

Pubblicità

L’Istituto Storico Germanico (Deutsches Historiches Institut), con sede a Roma, dopo l’8 settembre 1943, trasferì tutte le sue biblioteche e archivi nel territorio del Reich. Ma i suoi funzionari non smisero di interessarsi alle opere d’arte e alle biblioteche e archivi italiani. Tra l’altro, alcune opere d’arte erano state nascoste, per sottrarle ai bombardamenti aerei, nella Villa della Bastia ma ignoriamo quali fossero. Nell’aprile 1944, il direttore dell’Istituto Germanico prof. Theodor Mayer , su richiesta del Reichssicherheitshauptamt, l’ufficio centrale di sicurezza del Reich, venne inviato di nuovo in Italia su richiesta dell’SS-Gruppenführer Wilhelm Harster comandante del BDS-Italien di Verona, per seguire personalmente la salvaguardia degli archivi italiani. Il professor Mayer si mise subito all’opera ma, contrariamente a quello che volevano i suoi superiori, lo studioso fece presente che sarebbe stato opportuno, come era nei compiti dell’Istituto Germanico, di studiare la storia tedesca in Italia. In questo ambito, particolare attenzione si doveva dare agli archivi storici delle città ghibelline toscane tra cui Lucca, Pisa e Empoli nelle cui biblioteche vi sono incartamenti dai quali sarebbero da carpire dettagli importanti per la storia del Reich. Così si legge in un libro molto interessante di recente uscita[1], che getta uno spiraglio su questa vicenda importante. Poi, con il passare dei mesi, di questa idea del prof. Mayer non se ne fece più niente perché la guerra andò avanti e lo studioso ripartì per la Germania nel giugno del 1944. Ancora mancano nella nostra città studi su argomenti molto importanti per ricostruire quel che accadde in quei mesi che precedettero l’arrivo degli alleati. Dove furono messe al sicuro le opere d’arte mobili esistenti a Empoli? Dove vennero immagazzinati i documenti, i libri e altro dell’archivio storico comunale? Come vennero salvaguardati i monumenti delle città vicine come Vinci? Sappiamo che nel castello Guicciardini di Oliveto, presso Castelfiorentino, erano conservate opere d’arte degli Uffizi e della Fondazione Horne di Firenze che, a metà luglio 1944, furono portate via dall’Oberst vonHoffmann del Dienststelle L 51837, forse appartenente alla 4a Divisione paracadutisti, nonostante il settore del fronte in cui era ubicata la villa fosse sotto la giurisdizione del Panzer-Grenadier-Regiment 71 della 29. Panzer-Grenadier-Division. Tra l’altro, questo ufficiale fece caricare su un’ambulanza due opere famose di Cranach l’Adamo ed Eva che misteriosamente sparirono. Ma tutte le altre opere d’arte delle città e paesi presso Empoli?

 


[1]  Andrea Carlesi, La protezione del patrimonio artistico italiano nella RSI (1943-1945),Greco&Greco editori, Milano 2012.

Pubblicità

Lascia un commento