Alessandro Papanti – Empoli: posta per strada ferrata 1847 – 1862

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Articolo pubblicato su “Notiziario Aspot” n. 16, del Novembre 2001, per gentile cortesia dell’autore Alessandro Papanti.

LA RIVOLUZIONE DELL’ ‘800.

L’utilizzo della ferrovia – oggi certamente mezzo di comunicazione fra i più diffusi ed economici, per alcuni aspetti ritenuto superato ed obsoleto – costituì al suo nascere, nel secondo quarto del ‘ ’800, una vera e propria rivoluzione economica e sociale capace di influire nelle abitudini e sulla vita quotidiana, al pari di quella verificatasi con l’impiego dell’automobile nel ventesimo secolo e con le strade informatiche dei nostri giorni.

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Prima di allora il trasporto terrestre veniva fatto nei modi di sempre: con il cavallo, con il bue, e con i mezzi a ruote che tali animali erano in grado di trainare; a questo si affiancava la via fluviale percorsa da imbarcazioni capaci, è vero, di stivare anche notevoli quantità di merci, ma si può immaginare con quale difficoltà in relazione ai periodi di piena o di secca che potevano impedire la navigabilità del fiume, e con quale sforzo quando – una volta scesone il corso – si trattava di risalirlo vincendo la corrente.

E’ quindi comprensibile come la possibilità di usare un mezzo di trasporto meccanico, non condizionato da fattori atmosferici, in grado di assicurare collegamenti regolari con notevole celerità per quantità di persone e cose prima di allora impensabili, abbia investito in pieno il sistema dei trasporti dell’epoca.

Ciò fu vero a maggior ragione per Empoli, sia perchè situata sulla direttrice dei traffici fra la capitale del Granducato ed il suo principale porto, tappa obbligata negli scambi di Firenze con Pisa, Livorno e da qui con le località oltremare e viceversa; sia in quanto la cittadina disponeva di un importante scalo sull’Arno allora percorso da navicelli dal Masso della Gonfolina fino alla foce. Anzi proprio sul fiume passavano le grandi quantità di merci e quelle più pesanti.

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La nascita della ferrovia impattò dunque in pieno sull’economia ed i trasporti che interessavano Empoli, per un verso segnando il lento ma irreversibile declino della via di fiume, per l’altro accentuando l’importanza commerciale non solo verso il tradizionale asse Firenze- Livorno, ma anche in direzione di Siena, in quanto Empoli divenne capolinea di una ferrovia verso sud, che ricalcava il percorso dell’antica Via Francigena.

Grazie al liberismo del Granduca Leopoldo II°, la Toscana ebbe – fra i primi paesi Europei – un rapido sviluppo della rete ferroviaria. Buona parte delle Strade Ferrate Toscane furono realizzate fra il 1844 ed il 1850; fra queste quelle le cui linee passavano per Empoli: la Strada Ferrata Leopolda da Livorno a Firenze e la Strada Ferrata Centrale Toscana da Empoli a Siena, successivamente proseguita fino a Chiusi.

Fig.1  Mappa delle Strade Ferrate che interessavano la stazione di Empoli al 1860 circa: la S.F. Leopolda e la S.F. Centrale Toscana.


Il treno fece la sua comparsa nella cittadina con l’inaugurazione della tratta Pontedera-Empoli, avvenuta il 21 giugno 1847. La Strada Ferrata Centrale Toscana da Empoli a Siena fu aperta il 3 dicembre 1849. Empoli fu dunque nodo ferroviario di notevole importanza quale stazione di transito della prima e capolinea della seconda.

LA FERROVIA E LA POSTA

Anche la posta allora era trasportata su diligenze, con staffette a cavallo o ancora con messaggeri a piedi. L’utilità del nuovo mezzo di trasporto per un rapido inoltro della corrispondenza fu subito compresa dalle Poste Granducali. Con lo stesso atto – il Sovrano Rescritto 5/3/1841 – con cui si concedeva la costruzione e l’esercizio delle Strade Ferrate, fu previsto per le società concessionarie l’obbligo di riservare un posto all’addetto dell’Amministrazione Postale al trasporto della corrispondenza, dietro pagamento del biglietto come un normale passeggero.

Il Granducato di Toscana – unico fra gli Antichi Stati Italiani – non aveva tuttavia stabilito il proprio diritto esclusivo all’esercizio del servizio postale. Le società ferroviarie – in assenza della privativa a favore dello Stato- poterono quindi dare corso ad un analogo servizio in piena autonomia e concorrenza; anzi sembra siano state proprio queste le prime a trasportare  corrisponenza via ferrovia.

I servizi delle poste private a cura delle Società Ferroviarie e delle poste Granducali coesistettero per circa quindici anni, fino al dicembre 1862, quando entrò in vigore la legge sulla privativa postale dello Stato su tutto il territorio del Regno.

Il contemporaneo esercizio di questo duplice servizio comportò che su ferrovia potevano essere trasportati vari tipi di corrispondenza: 1) lettere consegnate dal mittente alle società ferroviarie e da queste recapitate, che presentano solo i bolli delle Strade Ferrate e il cui porto non è mai assolto con francobolli; 2) lettere consegnate all’Ufficio Postale Granducale ma viaggiate, in tutto o in parte, per ferrovia con l’addetto delle poste statali,  affrancate con francobolli – salvo fino a quando fu tollerata la consuetudine di lasciare il pagamento del porto a carico del destinatario – e presentano fino al 1853, oltre a quelli ordinari, bolli aventi lo scopo di contraddistinguere quel mezzo di trasporto; 3) lettere che sono state affidate alle società ferroviarie, hanno percorso parte del tragitto in treno e sono poi state consegnate all’amministrazione statale per l’inoltro alla località di destinazione in quanto non servita dalla ferrovia; caso questo in cui doveva essere assolta sia la tariffa della società che quella delle Poste Granducali.

  IL BOLLO DI STRADA FERRATA USATO DALLE POSTE GRANDUCALI

Per contraddistinguere il trasporto della corrispondenza su ferrovia – per tutto o per parte del tragitto – le Poste Toscane introdussero bolli particolari che – per gli undici Uffici Postali di II^ Classe ubicati nelle vicinanze delle stazioni – presentavano le lettere “S.a F.a” (Strada Ferrata) entro un ovale. Empoli faceva parte di tali uffici ed ebbe in dotazione questo bollo usato in abbinamento al doppio cerchio datario nominale. Fig. 2

 

4 maggio 1851.  Lettera da Empoli a San Miniato con il bollo ovale “S.a F.a “ indicante l’inoltro tramite Strada Ferrata. La vicinanza delle due località indica come le Poste Granducali usassero la ferrovia anche nei casi in cui la percorrenza era breve. Sul fronte della lettera appare la cifra manoscritta” 2”, indicante la tariffa di due crazie; era ancora prevalente l’uso di far corrispondere il porto dal destinatario, nonostante il Granducato avesse emesso con il 1 aprile 1851 i primi francobolli.

Fig. 3 

9 febbraio 1853. Oltre che in partenza, il bollo “S.a F.a” fu usato anche in arrivo – come su questa lettera proveniente da Pisa – al fine di distinguere il mezzo di trasporto usato. Questo bollo trovò impiego dal gennaio 1850 al 1853; la brevità del periodo – ad Empoli come nelle altre località – indica il venir meno della necessità di specificare sulla lettere il mezzo di trasporto impiegato: la ferrovia era divenuto un veicolo ordinario – nel volgere di pochi anni – anche per le Poste Granducali.

 BOLLI DEL SERVIZIO POSTALE PRIVATO DELLE SOCIETA’ FERROVIARIE

Se da un lato la posta statale destinò un solo bollo al servizio via ferrovia, dall’altro la gamma dei bolli impiegati dalle società ferroviarie per il trasporto della corrispondenza che veniva loro direttamente affidata alla Stazione di Empoli per il recapito fu ampia ed articolata, come del resto per le altre stazioni con un rilevante traffico postale.

Ciò fu dovuto a varie circostanze:

  • le poste statali disponevano già dei bolli nominali e datari ai quali era sufficiente aggiungere

l’ovale “S.a F.a” per indicare il  mezzo usato;

  • il notevole periodo di tempo in cui le Società svolsero questo servizio: dal 1847 al 1862;
  • la diversa indicazione che i bolli stessi dovevano fornire: località di provenienza, data di spedizione, orario del treno, se la lettera era franca oppure la tariffa che doveva corrispondere il destinatario;
  • il passaggio della gestione, nel febbraio 1860, della Strada Ferrata Leopolda nelle Strade Ferrate Livornesi, che ebbero in concessione anche le società delle Strade Ferrate Lucchesi ( da Lucca a Pisa e da Lucca a Pistoia ) e la Strada Ferrata Maria Antonia da Firenze a Pistoia, con conseguente cambiamento dei bolli;
  • il mutamento della moneta in corso nel Granducato originariamente espressa in crazie, soldi e quattrini, poi in centesimi di lira, che venne adottata dal novembre 1859 quando – dopo la partenza del Granduca Leopoldo II° – si formò un Governo Provvisorio con a capo Bettino Ricasoli che, attraverso il Plebiscito del marzo 1860, portò all’annessione al Regno d’Italia;
  • il fatto che Empoli, come già accennato, fosse sia stazione di transito della più importante linea ferroviaria della Toscana, la Firenze-Livorno, sia capolinea della Strada Ferrata Centrale Toscana, quella per Siena.

Tariffe e bolli di tariffazione

Il trasporto su ferrovia della corrispondenza non comportò mutamenti di tariffa: una lettera consegnata alle Poste Granducali scontava un porto di 2 crazie –purchè entro le 40 miglia di distanza- sia che il trasporto avvenisse con i mezzi tradizionali, che con l’uso della Strada Ferrata.

La tariffa della lettera affidata alla Strada Ferrata Leopolda era invece di 3 crazie, superiore a quella statale, ma il mittente portando la missiva in stazione poco prima della partenza del treno aveva la possibilità di fare recapitare la lettera entro poche ore, specialmente se la destinazione era lungo la linea; la maggiore spesa aveva quindi giustificazione nella celerità del servizio.

Quando il destinatario non si trovava in località servita dalla ferrovia la lettera, esaurito il transito su strada ferrata, era affidata alla posta statale, che provvedeva all’ulteriore inoltro ed al recapito; in tal caso occorreva corrispondere ambedue le tariffe.

A ciò si aggiunga che la corrispondenza poteva essere affrancata dal mittente o essere a carico del destinatario: da ciò l’esistenza di bolli con indicazione della tassa “da esigere” o con la scritta “franca”.

La Strada Ferrata Centrale Toscana – come pure le Strade Ferrate Lucchesi e la S. F. Maria Antonia – applicò due tariffe: 2 crazie per qualunque stazione della propria linea; 3 crazie se la percorrenza era superiore a 40 miglia o la lettera doveva proseguire sulla ferrovia di altra società toscana.

Come prima accennato, il Governo Provvisorio a fine 1859 adottò il sistema monetario espresso in centesimi di lira italiana; in tale occasione la tariffa della lettera sulle Strade Ferrate Toscane fu uniformata a 15 centesimi.

Fig. 4

Bolli di tariffazione della S.F. Leopolda

 

 

Bolli di tariffazione delle S.F. Centrale Toscana 

 

Bolli di tariffazione delle S.F. Livornesi

 

 

 

 

 

La quasi totalità degli oggetti trasportati con il servizio postale delle Strade Ferrate erano lettere semplici; il servizio di raccomandazione non risulta sia stato eseguito pur essendo note indicazioni manoscritte private di “raccomandata”.Per questo motivo le stazioni avevano in dotazione solo timbri indicanti la tariffa della lettera.

Vi sono però eccezioni riguardanti la spedizione di plichi, piccoli pacchi o buste con campioni di merce per i quali la tariffa non era quella di 3 crazie o di 15 centesimi. Per supplire a questa mancanza, a partire dal 1859 furono introdotte delle “etichette”, sulle quali sono indicati a penna o a stampa i centesimi di lira del porto.

Fig. 5 Etichetta su lettera con campione senza valore spedita da Livorno ad Empoli

 

 

 

 

 

 

 

Queste etichette sono note su corrispondenze provenienti dai centri maggiori, come Livorno o Siena; probabilmente non tutti gli uffici ne furono dotati. Il fatto che, pur essendo rare, esse si presentino in notevole varietà di tipi, induce a ritenere che fossero stampate in minime quantità dalla società ferroviaria che – ogni volta esaurite le scorte – ne faceva nuove tirature, oppure venissero impresse localmente da alcuni uffici di stazione per supplire alle necessità contingenti.

Non risulta che presso la stazione di Empoli siano state usate etichette, ma – caso che pare isolato nell’ambito delle Strade Ferrate Toscane – venne impiegato un bollo apposito: l’ovale con indicazione “ Da esigere  C.mi …..” senza indicazione della cifra. Vi sono casi in cui la cifra 15 esistente sul bollo di tassazione è stata corretta a penna con l’indicazione di un diverso valore – come a Lucca – ma non si trattava di impronte che ne erano prive.

Ad Empoli è probabile sia stato impiegato un bollo precedentemente in dotazione a questo o ad un altro ufficio, ma usurato o danneggiato – come farebbe supporre l’impronta piuttosto impastata e priva della “ i ” di “C.mi” – cui era stato tolto il “15” al fine di poter applicare manualmente il valore.

 Fig. 6

Corrispondenza spedita dalla Stazione di Empoli sotto l’amministrazione delle Strade Ferrate Livornesi con bollo di tariffazione in ovale ed indicazione del valore manoscritta. Si tratta di lettera accompagnatoria di un pacco, come può dedursi:

–          dal porto di C.mi 85 superiore di molto alla tariffa di C.mi 15 per le lettere;

–          dalle scritte sul frontespizio ove è indicato: “Da consegnarsi una cassetta marcata AB n°5”; cassetta alla quale viene fatto riferimento anche nel testo.

Questo bollo svolge la funzione propria delle “etichette”, in uso presso le stazioni maggiori, che venivano applicate sulle lettere contenenti campioni o che accompagnavano pacchetti.

E’ per ora l’unico caso noto di questo bollo.

 Strada Ferrata Leopolda

I primi bolli apposti alla Stazione di Empoli per il trasporto di corrispondenza tramite le società ferroviarie sono quelli impiegati dalla Strada Ferrata Leopolda negli anni 1847-48: si tratta di quattro bolli accomunati dalla arcaicità dei caratteri e dalla grossolanità dell’impronta, che possono presentarsi insieme o separatamente.

Fig.7  I bolli a caratteri primitivi indicanti nell’ordine: la data; gli orari di partenza dei treni:le 12 del mattino o le 6 del pomeriggio; la stazione.

 

 

 

 

La presenza di due soli orari indica che il servizio di corrispondenza veniva svolto tramite due soli convogli giornalieri. Dal 1856 al 1859 fu usato un bollo a doppio cerchio che assommava in sè le informazioni necessarie: stazione, data e numero della corsa nella terza riga, espresso in numeri romani dal 1 al 4; segno che i treni usati giornalmente erano divenuti quattro.

Fig.8   Bolli a doppio cerchio in uso dal 1856 al 1859 con il numero del treno giornaliero e lettera della S. F. Leopolda spedita da Empoli a Livorno, con bollo a doppio cerchio indicante la stazione, la data di spedizione 28 febbraio (1856), la terza corsa della giornata.

 

Strada Ferrata Centrale Toscana

La prima tratta della Strada Ferrata Centrale Toscana da Empoli a Siena fu aperta nel dicembre 1849; la linea venne progressivamente prolungata fino a Chiusi e completata nel 1862. Questa società dotò Empoli – come la maggior parte delle altre stazioni di questa linea – di un bollo a doppio ovale, usato dal 1851 al 1861.

Fig. 9      

 

 

 

 

 

 

21/06/1859.  Piego proveniente dalla “Delegazione di Governo di Empoli”, ed inoltrato tramite la S. F. Centrale Toscana al Gonfaloniere di Montaione, Vi compare il doppio ovale della Stazione di Empoli ed il bollo di tariffazione per 3 crazie.

La tariffa avrebbe dovuto essere di 2 crazie in quanto il percorso interessava solo questa società ferroviaria ed il tragitto era inferiore alle 40 miglia; una spiegazione della tariffa più elevata potrebbe essere trovarsi nella necessità di recapitare la lettera in località non direttamente servita dalla ferrovia, ma posta a qualche chilometro dalla stazione più vicina: quella di Castelfiorentino.

La lettera presenta anche un interesse storico.

Siamo in periodo di Governo Provvisorio, come conferma il bollo del mittente, la “Delegazione di Governo di Empoli”. All’interno è riportato il bollettino del 18 Giugno 1859 relativo alla II^ Guerra d’Indipendenza. Questo il testo:

“ Al Delegato d’Empoli.                                                            Bollettino n° 94.

Torino 21    ore 10 e min. 4 ant.

Abbiamo da Brescia il 18.  Le Truppe Sarde conservano le posizioni a Rezzato e Castenedolo. I Francesi occupano Brescia e dintorni.

Gli Austriaci rioccuparono Montichiari il 17, dicesi collocandovi molta cavalleria.

Le nostre truppe godono ottima salute.

Fano, Urbino, Fossombrone e ieri Ancona pronunciaronsi per la causa nazionale.

Li 21 Giugno 1859  ore 9 ½ pom.                                          Il Delegato

 

Strade Ferrate Livornesi

Con il passaggio sotto l’amministrazione delle Strade Ferrate Livornesi della Strada Ferrata Leopolda – avvenuto nel 1860 – i bolli di quest’ultima furono sostituiti con altri che contrassegnavano la nuova gestione.

Per la Stazione di Empoli si realizzarono due tipi di bollo: un doppio cerchio con indicazione della stazione, del giorno, del mese e del numero del treno, che troviamo sulla corrispondenza del 1860; un doppio ovale con la sola indicazione della stazione, usato nel 1861.

Non è peraltro chiara la ragione per cui al doppio cerchio completo delle varie indicazioni (data e corsa) fu sostituito il doppio ovale con la sola località di provenienza, in uso presso altre stazioni di minor traffico.

 Fig. 10


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Impronta del primo tipo di bollo in dotazione alla Stazione di Empoli sotto le S. F. Livornesi e lettera spedita da Empoli a Livorno nel 1861 con il doppio ovale ed il bollo con tassazione espressa in centesimi di lira italiana. Quest’ultima impronta è la stessa già in uso sotto la F. S. Leopolda.

Fig. 11

 

 

 

 

 

 

18 gennaio 1861.  Non erano infrequenti casi nei quali nell’inoltro della corrispondenza delle Strade Ferrate si verificassero disguidi, specialmente in una stazione come quella di Empoli dove confluivano le linee di due diverse amministrazioni.

Ne costituisce un esempio questa lettera da Empoli a Colle Valdelsa dove è evidente la sovrapposizione di impronte diverse. In partenza furono apposti i bolli delle S. F. Livornesi a doppio cerchio ed il “S.F.L. Franca” in cartella  – forse perchè il mittente aveva indicato la destinazione in modo poco chiaro che fu interpretato come “Colle di Valdera”- mentre la missiva doveva essere instradata sulla S.F. Centrale Toscana per Colle DI Valdelsa. Rilevato l’errore, al primo bollo fu sovrapposto il doppio ovale di quest’ultima linea.

 

 UFFICI AMBULANTI E LINEARE DI STAZIONE

Con il 1 gennaio 1863 il servizio postale divenne privativa dello Stato; a partire da questa data cessò per le società ferroviarie la possibilità di trasportare e recapitare in proprio la posta. La corrispondenza poteva quindi essere inoltrata solo tramite le Poste del Regno, che nel frattempo avevano mutuato dalle Strade Ferrate la ricerca della rapidità del servizio propria di queste.

Le poste statali a tal fine fecero realizzare delle carrozze speciali predisposte per il funzionamento di un ufficio postale ambulante, di solito posto in coda al convoglio. Gli utenti potevano consegnare le lettere presso le stazioni ferroviarie e imbucarle direttamente sul vagone postale del treno in partenza. Durante il viaggio, la posta veniva lavorata e smistata dall’ufficio ambulante, che apponeva il proprio bollo con l’indicazione delle stazioni di partenza ed arrivo alle estremità della linea, di regola annullando il francobollo.

I primi vagoni con ufficio ambulante entrarono in funzione proprio sulla linea Firenze – Livorno fra la fine del 1860 ed il gennaio 1861; servizio che fu rapidamente esteso alle altre linee.

 Fig. 12

19 febbraio 1865.  Lettera portata dal mittente alla Stazione di Empoli dove venne inoltrata sul primo treno utile. L’ufficio ambulante obliterò il francobollo con l’ambulante della linea Firenze – Livorno; quindi appose il bollo stampatello lineare “EMPOLI”, indicante la stazione di impostazione.

 

Allo scopo di contrassegnare le località intermedie della linea – fra le quali Empoli – in cui la posta veniva consegnata agli ambulanti, furono approntati per la linea Firenze / Livorno bolli in stampatello con il nome della stazione di impostazione, che furono apposti – in modo peraltro saltuario – a fianco del bollo tondo indicante la percorrenza. Sono noti casi sporadici di bolli di stazione annullatori.

 Fig. 13

Immagine della Stazione di Empoli ai primi del ‘900.

 

 

 

 

 

 

 

Riferimenti bibliografici:  F. Bargagli Petrucci  Monografia delle Poste Toscane.  Vol. 3

                                     L. Sirotti-G. Colla      Dagli Stati Preunitari al Regno d’Italia  Vol. 2

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