PASQUINO di MATTEO da Montepulciano

PASQUINO Di MATTEO Da Montepulciano

Seguendo le piste aperte dal Giulas, siamo andati a cercare notizie di questo scultore quattrocentesco, al quale in alcuni testi si attribuisce l'esecuzione della Fonte battesimale in marmo, presente nel battistero a Empoli. Abbiamo anche trovato un suo lavoro eseguito…

Un’analisi e una proposta : la città ad anello. Di Vincenzo Mollica

Un’analisi E Una Proposta : La Città Ad Anello.  Di Vincenzo Mollica

Quando alcuni indicatori del territorio segnalano l'approssimarsi di uno stato di malattia  nel sistema centrale, è salutare che la città s'interroghi sulle soluzioni da adottare per evitare che la situazione si aggravi. Il dibattito avviato dall'Amministrazione, attraverso una straordinaria partecipazione…

Il progetto di restauro di Porta Pisana dell’architetto Ezio Cerpi, 1959

Il Progetto Di Restauro Di Porta Pisana Dell’architetto Ezio Cerpi, 1959

Abbiamo recuperato questo disegno, pubblicato nel Bullettino Storico Empolese Vol. I, anno 1959.

Fa parte di un progetto, che risale ai primi anni del ‘900, e che doveva servire a recuperare agli antichi splendori la nostra Porta Pisana, che negli anni era diventata molto diversa da quella originale, arrivando a diventare adibita ad usi abitativi, come si vede dalle foto di Pietro Caponi già pubblicate. Evidentemente il progetto rimase chiuso nei cassetti comunali e potrebbe servire, caso mai, proprio adesso, in vista di uno sperato restauro della antica e gloriosa Porta.

Empoli, Via Chiara 2002. di Carlo Pagliai

Empoli, Via Chiara 2002. Di Carlo Pagliai

Pubblico alcune foto della mia collezione. Scattate in Via Chiara nell’ann0 2002 quando ancora dovevano essere rifatta la pavimentazione stradale, allora costituita da uno strato di asfalto degradato e posto sopra l’antico lastricato in pietra serena.

Inserisco anche una foto di Via Chiara all’altezza di Palazzo Rigoli già Palazzo Falagiani.

Paolo Pianigiani: Uno scherzo finito male

Paolo Pianigiani: Uno Scherzo Finito Male

Correva l’anno di Nostro Signore1523: c’era la peste a Firenze e si stava diffondendo nel contado. Jacopo da Pontormo, non ancora trentenne, per scansare il morbo sterminatore, scappò alla Certosa e, per sdebitarsi coi frati, dipinse alcuni meravigliosi affreschi. Michelangelo era già da un anno alle prese con le tombe dei Medici.
Intanto da noi, nel castello di Empoli, un gruppo di amici decide di esorcizzare la tristezza dei tempi e organizza una bella cena, comprensiva di dopocena. E sceglie una locanda, appena fuori porta, subito dietro casa: l’osteria della Cervia.