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Via Cavour e filiale CRSM: ieri e oggi – di Carlo Pagliai

Prendiamo in esame un angolo della nostra città, ovvero il tratto di Via Cavour ove hanno sede la biblioteca comunale, l’Arciconfraternità Misericordia e infine la filiale della Cassa di Risparmio di San Miniato; focalizziamoci su questo edificio, costruito a cavallo degli anni 1968[1] e 1972[2] e inaugurato nel 1972. In pochi che abbiano un’età con alcuni “anta” potranno ricordare che c’era sia la villa Pini (già Villa Del Vivo – Salvagnoli Marchetti)[3] sia l‘ex Convento delle monache benedettine (costruito a fine Ottocento)[4], le stesse il cui Ordine fu sciolto per decretazione napoleonica nel 1808 (il loro convento precedente era nell’edificio in Via Leonardo da Vinci ove oggi vi ha sede il Trovamici).

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In seguito fu costruito il convento “fuoridelle Mura” proprio ove oggi ci sono i due grossi edifici moderni ove in uno di essi ha sede la filiale della CRSM. Molti saranno increduli nel vedere e confrontare le foto d’epoca scattate dal Pietro Caponi con lo stato attuale. In una di queste foto si vede il Convento in sfondo adiacente alla ex villa Pini con un muro di cinta diverso rispetto alla foto panoramica su via Cavour (cancellata metallica ad inferriate) infatti la foto col muro di cinta dotata di feritoie a rombi orizzontali, anche se esprimo riserve per individuarne periodizzazione e prospettiva di presa grafica. Per una migliore comprensione dello stato previgente la trasformazione descritta, rimando alla visione della foto aerea n igm 225 del 09/06/1965. Tra l’altro merita accennare che le decorazioni sulle fioriere con bugnati sferici  furono un’opera del celeberrimo artista locale Luigi Boni.

Ex Villa Pini, Via Cavour


Note e Riferimenti:
[1] Da verificare, ma a giudicare dalle volumetrie si reputano probabili le Licenze edilizie n° 379/1968, n° 385/1968
[2] Ibidem
[3] Empoli Com’era, Volume I°, AA.VV., Editori dell’Acero,  Empoli 1999, pag. 70;
[4] Ibidem

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  1. ..sono tra i “poch” con molti anta che me lo ricordo bene ! la chiesa ed il convento delle “benedettine” non so se avesse un valore artistico, architettonico, ma ne aveva eccome di fascino. bella la chiesina, ci si andava per la visita delle 7 chiese. e poi il “convento”, solo pochi eletti si dicava potessero accederci. In dottore, pochi selezionati fornitori. Vicino alla chiesa c’era una grata, dalla quale..la monaca di turno comunicava col mondo esterno. E poi una ruota, tipo quella dei trovatelli, attraverso la quale le nostre nonne mettavano i vestiti da rammendare. Erano abilissime…però i pantalonoi da uomo non li rammendavano…..E poi la Villa anche lei aveva il suo fascino. c’era l’erto, l’ortolano…ricordo di aver storto i’ naso quando la rasero a terra…

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