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Una gradita recensione bibliografica

Si pubblica il commento critico del Prof. Mauro Guerrini al libro di Carlo Pagliai “Empoli scomparsa. Vecchie immagini di luoghi e cose perdute”, Editori dell’Acero, 2015.  

con l’Addendum di Carlo Pagliai ↓

EMPOLI SCOMPARSA 2015-04-29 REV5 copertina


 

Il libro nasce da un progetto di Alessandro Naldi – titolare degli Editori dell’Acero – il quale ha coinvolto Carlo Pagliai, la persona che, oggi, possiede l’archivio fotografico più fornito sulla storia e sull’evoluzione urbanistica di Empoli. Si tratta di un libro d’immagini, con testo a corredo delle 96 illustrazioni pubblicate, quasi tutte esposte in grande dimensione, spesso estese su due pagine.

Le immagini parlano di per sé, le didascalie aiutano e rimandano all’immagine per una lettura più informata: si ha, dunque, una lettura ciclica immagine-testo, testo-immagine. L’opera censisce e commenta le trasformazioni urbanistiche cittadine intervenute dalla fine dell’Ottocento al periodo postbellico, affiancando alcuni elementi inediti al di fuori di questo arco temporale meritevoli di citazione. Il volume intende proprio cristallizzare gli aspetti nodali delle trasformazioni urbane di Empoli, esterne e interne a quella che fu la Terra murata.

Perciò l’autore ha selezionato quanto di meglio disponeva: una documentazione straordinaria, frutto di anni di ricerca puntigliosa, avvalendosi della generosa disponibilità di altri studiosi e collezionisti (per la maggior parte empolesi), anche loro possessori di cospicue raccolte di foto, cartoline, immagini della città. In particolare, Giovanni Guerri e Andrea Caponi hanno conferito con entusiasmo il materiale dei loro preziosi archivi personali e familiari, fatto insolito per i collezionisti; l’elenco dei donatori è consultabile a pagina 7.

Il volume, pertanto, può definirsi un prodotto corale, con Pagliai nella funzione di regista, di un direttore che ha integrato abilmente le fonti documentali, i dati acquisiti e i motivi delle trasformazioni, coordinando e valorizzando l’entusiasmo dei partecipanti all’iniziativa. Il risultato è un ‘ibrido desiderato’, che può essere letto come testo divulgativo e come studio erudito. Lo studio grafico Photochrome ha lavorato con alto profilo qualitativo per esaltare, con i suoi strumenti, la qualità delle immagini originali, spesso non buona o in condizioni degradate per l’usura del tempo e della conservazione; Photochrome ha, infatti, compiuto un lavoro di ottimizzazione grafica, rendendo le fotografie estremamente gradevoli alla lettura.

Le immagini sono corredate da un’ampia didascalia di commento e di approfondimento sulle principali informazioni di natura storica che desidera anticipare le probabili domande del lettore rispetto a manufatti, edifici, monumenti, spazi pubblici scomparsi.
Da qui il titolo del volume: Empoli scomparsa. Vecchie immagini di luoghi e cose perdute.
Un’Empoli trasformata profondamente rispetto agli ultimi due secoli, un’Empoli sconosciuta a molti, la cui riproposizione serve per muoverci nel presente, per aggiungere un nuovo grado di consapevolezza della nostra identità urbana di empolesi, in preparazione al nono centenario dell’incastellamento della Terra d’Empoli (1119-2019).

Il libro riesce bene sia sul piano storico sia sul piano grafico. L’impianto del libro evidenzia l’impronta di un tecnico, di un ingegnere civile, che lo rende diverso rispetto ad analoghe e preziose pubblicazioni su Empoli già edite dagli Editori dell’Acero negli ultimi venti anni. Il comune denominatore del testo è, infatti, la storia urbanistica e le trasformazioni urbane di un insediamento mai cresciuto alla soglia di città, se non per elezione al titolo, avvenuta durante il Ventennio.

Il paradigma di crescita extra moenia manifestato a Empoli non è dissimile da quanto successo nei centri urbani toscani e italiani: ripete il medesimo schema di rottura delle cinta murarie rinascimentali che per oltre tre secoli avevano svolto la funzione di contenimento della pressione urbana. La ricerca getta le basi di una rappresentazione evolutiva dei luoghi, per consegnare agli empolesi del presente e del futuro una prova testimoniale dei cambiamenti avvenuti, insieme a un messaggio di filosofia urbanistica: non si dovrebbe leggere una città e il suo territorio col filtro nostalgico, piuttosto si dovrebbe prendere sempre maggiore consapevolezza che le città sono il luogo della trasformazione, della dinamicità, dell’evoluzione. Un’ultima nota, non trascurabile, relativa al prezzo straordinario per un volume di così alto impegno editoriale: 15,00 €, offerta che durerà per tutto il 2015.

Mauro Guerrini

Con g.c. a pubblicare.
Già pubblicato anche su Il Segno di Empoli n° 98/2015, pag. 30;

ADDENDUM di Carlo Pagliai    

Ringrazio calorosamente il Prof. Mauro Guerrini per le belle parole spese per la recensione, che altro non possono valorizzare il lavoro bibliografico.
Credo che forse più di ogni altro lettore, critico o cittadino empolese, abbia appreso pienamente il messaggio e l’intento divulgativo dei contenuti.
Particolarmente, mi ha colpito il fatto che abbia inquadrato la giusta angolatura della “filosofia urbanistica” che sottintende il lavoro stesso, intuendo quindi proprio quella inedita e sottile sfumatura di stile dovuta alla mia formazione tecnica e urbanistica.

Ringrazio nuovamente.

Carlo Pagliai

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