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Un caporale, un Reggimento, una nave bianca, una vecchia fotografia – di Claudio Biscarini

L'immagine scattata da Fabiani nel marzo 1941. Si notano navi alla fonda, tra le quali una nave ospedale

L’immagine scattata da Fabiani nel marzo 1941. Si notano navi alla fonda, tra le quali una nave ospedale

Quante cose può raccontare una vecchia fotografia!
Carlo Pagliai ci ha passato questa interessante immagine, scattata da suo nonno Fabiani  caporale del 127° Reggimento  della 41a Divisione Fanteria Firenze, probabilmente nel porto di Bari o Durazzo in Albania. Fabiani raggiunse, infatti, col suo reparto il porto albanese il 23 marzo 1941.Quel giorno pioveva a dirotto e i fiumi dell’Albania erano di nuovo in piena. Il Comandante Superiore FF.AA. d’Albania,  Generale Ugo Cavallero aveva pianificato la ripresa della controffensiva italiana per il 28 marzo.
In precedenza, dal 9 a 15 marzo, sotto l’occhio vigile di Mussolini volato per l’occasione al fronte, era fallita l’operazione Primavera verso la val Deshnicës e il passo di Klisura. Eravamo solo riusciti a riprenderci il monte Trebeshines e l’Himara senza scalfire a fondo la linea difensiva greca sul Mali Scindeli. La 41a Divisione Fanteria Firenze venne spedita in Albania in quei giorni. Così la descriveva nel suo diario Cavallero: Cureremo anche l’avvicinamento della Firenze, ma non sarà pronta che fra quindici giorni. E’ però una buona divisione, con buoni elementi (reclutamento toscano),  e ben comandata. Comandava la Grande Unità, creata nel capoluogo toscano il 15 settembre 1939, il generale di Divisione Paride Negri. La Divisione era formata dai Reggimenti Fanteria 127°, motto Irresistibile nell’attacco, del colonnello Osvaldo Mazza e 128°, motto Più che la vita, la Patria, comandato dal colonnello Alberto Seraglia, dal 41° reggimento Artiglieria guidato dal colonnello Enrico Arnano, dalla 92a Legione CC.NN. d’Assalto Francesco Ferrucci agli ordini del Console M.V.S.N. Gaetano Assante e altri reparti. La sede del deposito del 127° Fanteria era alla caserma Gavinana in Pistoia. Mentre Cavallero preparava l’offensiva verso la Grecia, in Jugoslavia accadevano interessanti eventi. Il 25 marzo, il Reggente principe Paolo ratificò l’entrata della nazione nel Patto Tripartito. Il 27, un colpo di Stato militare portava al potere re Pietro II e il generale Simoviҫ prendeva il posto del capo del Governo Cvetkoviҫ, rinnegando l’accordo con tedeschi ed italiani. Hitler e Mussolini rivolsero la loro attenzione verso la Jugoslavia e la Divisione Firenze, in previsione o di un attacco jugoslavo in aiuto alla Grecia o di operazioni italiane coordinate con quelle tedesche, fu schierata nel settore di Librazhd, a sbarramento dello sbocco su Tirana o verso

 La zona di operazioni della Divisione Firenze nell'aprile 1941. In basso, a sinistra, le posizioni del 127° Reggimento Fanteria. Fonte:USSME, La  campagna di Grecia, Tomo III schizzi e fotografie, Roma 1980.

La zona di operazioni della Divisione Firenze nell’aprile 1941. In basso, a sinistra, le posizioni del 127° Reggimento Fanteria. Fonte:USSME, La campagna di Grecia, Tomo III schizzi e fotografie, Roma 1980.

Dibra. L’inizio delle operazioni vide  la Divisione inserita nel Raggruppamento del Generale Gabriele Nasci, con la 4a Divisione Alpina Cuneense, il Reggimento Lancieri di Milano, una compagnia carri leggeri e una compagnia Genio traghettatori per traghettare i reparti sul Drin. I combattimenti che seguirono non furono facili per la Firenze. Addirittura, il 127° Reggimento ebbe tra i suoi caduti anche il  comandante, colonnello Mazza, che fu sostituito dal colonnello Salvatore D’Agostino. La pressione tedesca e italiana, però, ebbero ragione della resistenza opposta dal nemico e, dall’11 aprile 1941, la Firenze era inserita nel XIV Corpo d’armata, unitamente al gruppo Brisotto e al Raggruppamento Camicie Nere d’Assalto del luogotenente generale della M.V.S.N.[1] Alessandro Biscaccianti[2], al rastrellamento del settore Librazhd-Dibra-Struga. il caporale Fabiani se la fece tutta. Risulta, infatti dal suo Foglio Matricolare, che il caporale Fabiani arrivò in zona di guerra già dal 23 marzo 1941 e ne ripartì nel giugno 1942.

Non sappiamo dove venne scattata questa fotografia che Carlo ci ha passato, se a Bari il 22 marzo 1941 o il giorno dopo a Durazzo. Sullo sfondo si vedono chiaramente alcuni piroscafi alla fonda, probabilmente navi destinate a uno dei tanti convogli che traversavano l’Adriatico in quei giorni convulsi di una campagna militare sbagliata. Tra di loro spicca lo scafo di una nave bianca, una delle nostre navi-ospedale. Vediamo di cercare di risalire almeno a quale di queste navi ci riferiamo.

La Regia Nave Ospedale California

La Regia Nave Ospedale California

L’Italia entrò in guerra con sette grandi unità ospedaliere, alcune trasformate da iniziale trasporto truppe a questa funzione umanitaria. Esse erano le Regie Navi Aquileia, Gradisca, Principessa Giovanna, California, Toscana, Sicilia, Virgilio. Ad esse, si affiancarono altre unità medie trasporto infermi, che poi dovevano essere trasbordati sulle più grosse e meglio attrezzate navi-ospedale, e cioè le Regie Navi Arno, Po,Città di Trapani,  Ramb IV, c’erano poi tre navi ambulanza, Regia Nave Epomeo, Regia Nave Meta  Regia Nave Sorrento a cui si affiancavano alcune piccole unità di soccorso sanitario, le Regie Navi Laurana, San Giusto, Capri, Giuseppe Orlando. Anche la Regia Aeronautica partecipò, con propri idrovolanti come il Cant Z 501 Gabbiano e il Cant Z 506 Airone dipinti in bianco con le croci rosse, alla gara di solidarietà in mare. Sia i nostri velivoli che le nostre navi non fecero mai distinzioni tra feriti nazionali o di altri paesi belligeranti sia alleati che nemici. Stessa cosa non si può dire dei britannici che, fin dall’inizio del conflitto, non rispettarono le norme internazionali che vietavano l’attacco a velivoli o navi soccorso. Ne fecero le spese tutte le nostre unità ospedaliere, sistematicamente attaccate col siluro e con le bombe malgrado avessero tutti i segnali internazionali, comprese le luci che di notte illuminavano le grandi croci rosse, e i velivoli. Furono affondate tutte le  piccole unità di soccorso sanitario, salvo la Regia Nave Laurana, la Regia Nave Principessa Giovanna, la Regia Nave California,la Regia Nave Po, la Regia Nave Tevere, la Regia Nave Arno. Quest’ultima, nel giugno 1941, divenne set cinematografico del film La nave bianca di Roberto Rossellini e Francesco De Robertis sulla vita a bordo di una nave ospedale.

La Regian Nave Ospedale Aquileia

La Regia Nave Ospedale Aquileia

Resta arduo, quindi, conoscere quale di queste navi è raffigurata nella foto di Fabiani. Si nota subito che essa ha un solo fumaiolo e sappiamo che l’immagine è stata scattata nel marzo 1941. Questo ci permette di eliminare alcune delle grandi navi ospedale, quali la Principessa Giovanna[3], la Toscana[4], la Virgilio[5], la Gradisca[6]. Anche alcune unità medie trasporto infermi devono essere tolte dal mazzo: la Ramb IV si trovava in Mar Rosso e non uscì mai da lì, la Regia Nave Arno fu attaccata nel dicembre 1940 e i lavori per rimetterla in mare durarono due mesi. E’ quindi improbabile che fosse nei due porti citati nel marzo 1941, essendo documentata la sua prima missione dopo i lavori il 16 aprile 1941 sulla rotta africana. La Tevere, con due fumaioli, venne affondata a Tripoli il 17 febbraio 1941, le Regie Navi Orlando, Laurana, San Giusto erano troppo piccole[7] e non corrispondono a quella della foto, la Capri divenne nave soccorso nel marzo 1942, la Regia Nave Po affondò a Valona il 14 marzo 1941, la Città di Trapani divenne unità ospedale nel novembre 1941. La Regia Nave Sicilia lasciò Lero poco dopo la gemella Toscana e, arrivata a Trieste, abbandonò questo porto nell’aprile-maggio 1941. Il cerchio, quindi, si restringe.

A nostro parere, la nave ospedale raffigurata nella foto scattata da Fabiani potrebbe essere o la Regia Nave California, dotata di 770 posti letto e che effettuò alcuni trasporti di feriti dall’Albania, ma principalmente si diresse verso l’Africa settentrionale, entrata in servizio il 13 giugno 1940 o la Regia Nave Aquileia, requisita anch’essa lo stesso giorno con 670 posti letto, ambedue con un solo fumaiolo e operative nel marzo 1941. Su quest’ultima unità venne imbarcata Edda Ciano Mussolini come crocerossina volontaria. Noi, a lume di naso, propendiamo per la Regia Nave California relativamente a quella fotografata dal Fabiani. Infatti, dall’immagine, purtroppo di non ottima qualità, par di vedere che l’unità avesse quattro alberi, come la California, mentre l’Aquileia disponeva di due alberi. Anche per il porto abbiamo una nostra idea. A nostro parere si tratta di Bari, e il giorno forse  è il 22 marzo 1941. Questo perché le operazioni di sbarco del Reggimento devono essere state veloci e, se è vero che pioveva a dirotto, almeno difficoltose, mentre a Bari egli potrebbe avere avuto tutto il tempo di scattare l’immagine.



[1] Il grado corrispondeva a Generale di Divisione nel Regio Esercito.

[2] In questo Raggruppamento, era inserito il 93° Battaglione Camicie Nere d’Assalto Giglio Rosso di Empoli.

[3] La Regia Nave Principessa Giovanna fu l’ultima unità ospedaliera ad entrare in servizio nel febbraio 1943, e aveva due fumaioli.

[4] La Regia Nave Toscana si trovava nel Dodecanneso allo scoppio della guerra come piroscafo. Venne dichiarata ospedale per salvarla dal possibile internamento. Partì da Lero il 5 marzo 1941 e arrivò a Trieste, dove completò l’armamento come nave ospedale, il 12 marzo 1941 e vi rimase fino a maggio dello stesso anno.

[5][5] La Regia Nave Virgilio fu requisita per essere sottoposta a lavori che la trasformarono in nave ospedale, il 18 marzo 1941. Non poteva, quindi, essere operativa cinque giorni dopo a Bari o Durazzo.

[6] La Regia Nave Gradisca era stata requisita nel giugno 1940, ma aveva due fumaioli.

[7] L’unico fumaiolo era troppo più basso di quello della nave della fotografia e anche lo scafo era più piccolo.

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  1. Abbiamo avuto conferma dal Dr. Erminio Bagnasco, direttore della rivista Storia Militare con cui collaboriamo e forse il più grande esperto della Regia Marina a livello europeo, che la nave ospedale è quasi certamente la California, unica nave ospedale italiana con 4 alberi e che il porto è Bari, anzi, come ha detto Bagnasco, la diga foranea di quel porto.

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