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Sulle Mura d’Empoli: Progetto di Rigenerazione Urbana n° 3 – di Carlo Pagliai

Come potevo dimenticare il “Torrino de’ Righi” già Torre dei Galli, poi di proprietà Salvagnoli Annunziata moglie di Luigi Galli nel 1820 ?
E fino ai giorni nostri, di proprietà della ASL e di recente acquisito dal Comune.

In molti sanno che questo torrino è l’unica torre angolare della penultima Cerchia Muraria di Empoli, quella precedente alle Mura che vediamo negli spazi pubblici.
Senza dilungarsi sulla storia del manufatto, passerei ad illustrare la proposta di recupero, anzi ! Parlerei di restauro architettonico piuttosto che di recupero, e mi limito allo spazio pubblico senza entrare in merito al riutilizzo dell’edificio.

Ho letto più volte proposte progettuali, alcune sconfinanti nel grottesco per carenza di indagine storica dei manufatti esistenti.
Vediamo di fare chiarezza, una volta per tutte.
Già il Piano Comunale di Ricostruzione del 1948 prevedeva di effettuare demolizioni per riconnettere con un’ampia scalinata la piazzetta davanti allo Spedale Vecchio (Via Paladini) con Via Ridolfi.

Ebbene, occorre prendere coscienza di alcuni aspetti architettonici, urbanistici e storici, ma anche topografici. In primis, il dislivello tra il piano “zero” di Via Ridolfi e la Piazzetta dello Spedale in Via Paladini ammonta a circa 4,20 ml. Un bel problema per poter rendere accessibile il passaggio ai soggetti con disabilità (vedi barriere architettoniche).
Come si risolve? Ci sono diverse possibili soluzioni, ma le approfondirò in altra sede.

Qualcuno ha più volte azzardato una ipotesi di “sfollamento” integrale di tutte costruzioni presenti nello spazio intercorrente tra il torrino da una parte, e l’ospedale con le Mura dall’altra.
A mio avviso tale ipotesi progettuale non è percorribile in quanto non tiene conto di alcuni aspetti primari, ovvero:
1) Tra il torrino e le Mura medioevali vi è un terrapieno “terrazzato”, una volta adibito ad orto, il quale si configurava come “pomerio con carbonaia” addossati alle Mura; più semplicemente, era un terrapieno che serviva per assorbire l’energia d’urto dei proiettili che avrebbero potuto colpire la parte bassa delle Mura e per impedire l’entrata del nemico, nei casi di rottura della muratura in laterizi.
Tale terrapieno non è interamente rimuovibile, salvo indispensabili indagini con sondaggi archeologici per definire le stratigrafie e accertarne l’epoca e diversità di esecuzione: infatti ipotizzerei che alla base del torrino vi fosse stato un fossato con antistante “strada circondaria”; con l’essiccamento del <<“foso vechio”>> magari il passaggio potè divenire più agevole. Sto congetturando, ripeto che di debbono fare indagini di approfondimento.
C’è un altro elemento da vagliare ed emerge dalla lettura delle filze del periodo podestarile, trascritte da Libertario Guerrini: da una di esse si intuisce che l’odierna Via Paladini non era in salita fino allo Spedale; lo divenne dopo. quale accesso all’erigendo Bastione Mediceo, con alcune proteste di abitanti che perdevano il passaggio diretto verso la vicina Porta Senese.
Guardando gli affreschi dello Stradano sull’assedio del 1530 effettivamente vi si trova alcuni riscontri:
1) Il bastione angolare mediceo e il suo “Mastio” ancora non esistevano, si vede raffigurato un semplice bastione angolare identico agli altri esistenti, quindi un altro indizio a favore dell’assenza della salita di Via Paladini.
2) Tra il Torrino e lo Spedale Vecchio ci sono alcune costruzioni, di cui due sono evidenti superfetazioni o elementi incongrui e pertanto da rimuovere.
Tuttavia vi è un terzo corpo di fabbrica congiungente direttamente il Torrino con lo Spedale Vecchio di cui si propone un rilievo schematico. Tale volume è accessibile al pubblico ancora oggi perchè è divenuto da due anni l’ingresso da Via Paladini dell’Università sita nell’ex Spedale, e chiunque può andare a visionare di persona quello che descriverò.
Guardiamo attentamente la planimetria rilevata: tra Torrino e Spedale esiste questo volume, con muri spessissimi e adibito a corridoio prospicente la piazzetta di Via Paladini; tale corridoio da una parte accede al vano scala dello Spedale Vecchio (guarda caso nei pressi di una vecchia troniera ancora esistente) e dall’altra in una porta che accede al piano primo del torrino; tra l’altro la sua copertura doveva essere una voltina a botte, poi parzialmente alterata nella sommità.
Appare evidente che tale volume abbia una connotazione storica, e si può ipotizzare che possa essere stato un camminamento militare protetto tra la penultima e ultima Cerchia, edificato assieme al Bastione e alla nuova torre di Mastio.

In base a questi due punti espletati ogni ipotesi di “sgombramento” integrale deve essere rimandata a seguito di future ricerche e approfondimenti su tale aerea, e chissà quale novità emergeranno dai risultati. Per questa porzione delle Mura, delicata ma altrettanto curiosa, ritengo prematuro proporre qualsivoglia progetto, ma al momento fisserei alcuni punti fermi quali la demolizione delle due esistenti superfetazioni sul terrazzo delle Mura e provvederei a consolidare/restaurare il Torrino, che non mi sembra godere di buona salute.

https://www.facebook.com/pagliai.carlo

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