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Sui Fossati del Castello d’Empoli – di Carlo Pagliai

Sarà senz’altro capitato spesso ai proprietari dei cortili posti tra via Salvagnoli e il tracciato nord delle mura tardo quattrocentesche, di riscontrare la presenza di alcune fogne, di cui non si conosce bene le caratteristiche.

 


Carlo Pagliai

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Grazie a un documento presente nell’Archivio Storico Comunale di Empoli, ovvero il progetto di demolizione della porta d’Arno di Girolamo Vettori, redatto nell’anno 1825, (Comunità, 188), è possibile trovare qualche spiegazione in merito.

In tale documento, infatti (foto 1), vi è rappresentata la pianta del castello attorno all’attuale incrocio fra via Salvagnoli e via Ridolfi, in quel tempo denominate rispettivamente via Circondaria e via degli Asini.

 

Porta d'Arno - ASCE Empoli

foto n.1 – Archivio storico comune di Empoli, Comunità, 188;
Progetto per la costruzione di una fognatura in via d’Arno,
con la demolizione della porta d’Arno, Girolamo Vettori, 1825.
Pubblicato su Empoli: città e territorio, Editori dell’Acero, Empoli 1998, pag. 134;

Ho provveduto a riprodurre in scala una parte del disegno, ovvero la sezione urbana di quella che diverrà via Salvagnoli. In tale sezione dello stato ante opera (foto 2), sulla sinistra vi sono le mura, sulla destra il terrapieno dell’attuale via Salvagnoli e in mezzo… ecco il fossato!
La ricostruzione è stata effettuata digitalizzando il documento e facendo riferimento ad alcune misure presenti: per esempio possiamo leggere che la larghezza di tali fossati era di circa 13 metri, ovvero 22,80 braccia fiorentine di allora (un braccio fiorentino corrisponde a 0,583 ml).

via salvagnoli fogna 1825

Foto 2 – Sezione ante opera, a cura di Carlo Pagliai

via salvagnoli fogna 1825 2

Foto 3 – Sezione post opera, a cura di Carlo Pagliai

Per una migliore comprensione, facciamo riferimento alla suddetta planimetria (foto 1): in colore giallo si vede il parapetto murario che delimitava i fossati, che a livello strada risulta essere stato alto circa trenta centimetri.
Si comprende anche che il fossato, al momento del rilievo, non doveva contenere molta acqua; dalla digitalizzazione in scala risulta infatti un livello pari a circa trenta centimetri, forse meramente rappresentativo.
Nella mia ricostruzione, si può osservare anche un segmento orizzontale che unisce il parapetto lato strada con le mura; non deve essere confuso con qualche livello idrico: al contrario, è la muratura “rompi tratto” dei fossati, che delimitava lateralmente le ampie porzioni di questi specchi d’acqua; i fossi erano separati tra loro in quanto la corona dei fossati non era perfettamente pianeggiante, ma oggi come allora vi è un lieve dislivello topografico attorno al “castello” d’Empoli.

E per ovvi motivi di idraulica, i fossati vennero costruiti partizionati in pianta e con quote idrauliche variabili, tra loro collegati con cateratte. Il taglio planimetrico dei fossati si può osservare anche nella mappa del catasto leopoldino “Comunità di Empoli Sezione D”.
E’ interessante osservare che il muretto di contenimento del fossato fiancheggiante via Salvagnoli è stato largamente utilizzato come muro di fondazione per tutti gli edifici lì esistenti; una signora mi ha gentilmente fatto accedere ad una sua cantina sita al piano seminterrato di un palazzo nella predetta strada, e ho potuto immortalare (foto 4) una porzione di questo muro, allo stato semigrezzo, e da cui si osserva la consistenza in muratura mista in pietrame e calce.

cantina

Foto 4 – scatto effettuato su parete contenimento dei fossati in aderenza a via Salvagnoli.

Nel documento d’archivio c’è anche una sezione dedicata al progetto di realizzazione della fognatura, con copertura arcuata, al piede delle mura esistenti, e con conseguente interramento dei fossati. Per rendere migliore la comprensione di tale sezione, si pubblica una versione digitalizzata in scala; appare subito chiaro quali modifiche erano previste.

Già pubblicato su Il Segno d’Empoli n° 87/2012, pag. 14.

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