skip to Main Content

Strafalcioni e castronierie scritte sulla storia di Empoli – di Carlo Pagliai

Mi è stato fatto notare un articolo di storia di Empoli pubblicato su un portale “E di Empoli” riportante alcuni strafalcioni che meritano di essere chiariti: http://www.ediempoli.eu/percorso-artistico-empoli/

Senza vena personale e lungi da polemiche, la critica è rivolta ai diretti interessati con ottica costruttiva, sperando sia recepita come tale; tuttavia il livello di inesattezza dei contenuti storici riportati nel post merita correzione onde evitare propagazione di errori verso i lettori.
Tali errori madornali non possono neppure essere additati alle fonti bibliografiche citate in calce a codesto articolo, e la vedo ardua giustificarla con errori di battitura: si è semplicemente preso fischi per fiaschi.

Già per Empoli gira abbastanza ignoranza di suo, se poi gli si va a scrivere che la Collegiata è « una chiesa di inizio 1900 » non ci sarà da stupirsi se qualcuno lo andrà a ridire altrove.

Mi limito ad analizzarne alcuni estratti dallo stesso post, a partire dalla Madonna del Pozzo:

« Il nostro percorso artistico parte dal centro di Empoli, da piazza della Vittoria e la sua Chiesa della Madonna del Pozzo. Chiamata anticamente “Madonna di fuori”, perché situata al di fuori delle mura del Castello empolese, la chiesa fu costruita nel 1621 intorno all’affresco della Madonna con Bambino e Santi, rimasto illeso (miracolosamente) dall’incendio del 1522. Solo nel ‘600 furono aggiunti il loggiato esterno e l’imponente cupola ottagonale. »

Correzione:

  1. la chiesa non fu costruita nel 1621, l’osteria è documentata fin dal 1441 (Giglioli pag. 167);
  2. la chiesa fu istituita dalla Compagnia di Sant’Andrea il decennio seguente a quello dell’incendio del 1522 (Pogni, pag. 123);
  3. nel 1621 fu completata l’aggiunta della tribuna ottangolare di Andrea Bonistalli architetto (Lazzeri pag 117);
  4. pure il loggiato fu aggiunto nel 1621, opera dal medesimo architetto (Lazzeri pag 117);

Santo Stefano degli Agostiniani:

« sorgono la Chiesa di Santo Stefano e il Convento degli Agostiniani. La chiesa fu eretta a cavallo fra il IV e V secolo e fino al 1800 circa, quando fu soppresso l’ordine dai decreti napoleonici, vi rimasero i frati Eremitani di Sant’Agostino. »

Correzione:
La chiesa non fu eretta a cavallo tra il IV e V secolo, bensì nella seconda metà del Trecento (Giglioli pag 116), in particolare i frati agostiniani nelle filze conservate in ASFi citano che nel 1350 ebbero licenza di fabbricare la chiesa e che stettero diciassette anni a determinare come si dovesse fare. (ASFI, Conventi soppressi, Santo Stefano d’Empoli LVII. Vol. 31, Memoriale segnato A, a c. 38r.)

Collegiata:

« A questi punti, non ci resta che andare in piazza dei Leoni, o meglio, in piazza Farinata degli Uberti. Qui tutti conosciamo la Collegiata di Sant’Andrea, una chiesa di inizio 1900 attorno alla quale è sorto l’intera struttura urbanistica della città; particolarmente interessante per la facciata bicromatica dei marmi verdi e bianchi, che rientra nel filone del “romanico fiorentino”. »

Correzione:
Vorrei tanto che fosse una mia svista, ma una chiesa in stile romanico fiorentino come può essere stata costruita all’inizio del 1900 ? 
Della Collegiata, prim’ancora Pieve, non sappiamo un bel niente di quando sia stata edificata e solamente l’Anonimo empolese del Cinquecento si limitò a sostenere nel 1567, senza uno straccio di prova, che la pieve esistesse 1106 anni prima quindi risalendo al V secolo d.c. (forse per questo è stato confuso con la predetta errata origine di S. Stefano degli Agostiniani ? ).
Premesso ciò, quel che sappiamo in maniera inconfutabile è che la pieve è citata nella Bolla del 1059 e citata nell’Istrumento del 1119; il resto è ben noto, ma scrivere che sia una chiesa di inizio 1900 mi sembra davvero esagerato: non vi è neanche possibilità di errore di tastiera, perchè del ‘900 d.c., ad oggi non vi sono documenti specifici e attendibili sulla Collegiata; qualcosa è citato dal Lami sulle basi del Romagnoli ma quest’ultimo non si è rivelato una fonte attendibile.
Al limite si può citare che la Pieve è citata nel 840 d.c. quale tributaria della diocesi pisana nel non più reperibile “Liber de Censibus”  citato nel Campione Beneficiale di Sant’Andrea (Naldi, pag. 23), ma sempre attestante l’esistenza e non l’edificazione.

 

Intendiamoci!
Nel ribadire il mio tono costruttivo e in un’ottica di miglioramento reciproco verso chiunque si occupi di storia d’Empoli, si rammenta che ad oggi essa presenta molte parentesi nebulose, a cui studiosi di calibro ben superiore al mio hanno dato vasti contributi a fronte di scarsità di fonti.
Beninteso, rimango ampiamente disponibile per future e reciproche collaborazioni sulla materia, vasta e bellissima.

a cura di CARLO PAGLIAI        seguimi su    Facebook      Linkedin

 

Empoli - Collegiata 31-07-2014 (9)

Lascia un commento

Back To Top