skip to Main Content

La pala del Pontormo torna a casa: in 150mila l’hanno ammirata alla mostra di Palazzo Strozzi

S. Giovanni e S. Michele arcangelo - Pontormo

Pala dei SS. Giovanni e S. Michele arcangelo

ARTE §

Il prossimo martedì 29 luglio ritroveranno tradizionale sede nella chiesa di San Michele a Pontorme le due tavole costituenti la celebre pala dei SS. Giovanni Evangelista e Michele arcangelo del 1519 [1] dipinta da Jacopo Carucci detto il Pontormo.
Lo scorso 03 marzo 2014 furono traslate ed esposte a Palazzo Strozzi di Firenze nell’ambito della grande mostra “Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della maniera”.
Furono staccate da quella parete solo altre due volte in precedenza: in occasione della mostra del 1986 al Convento degli Agostiniani, e nel 1994 per il quinto centenario della nascita dell’artista.

Estratto dal comunicato stampa:

“Un grande onore questo prestito. Una grande soddisfazione per l’amministrazione aver visto – spiega l’assessore alla Cultura del Comune di Empoli Eleonora Caponi aver visto un’opera del nostro territorio protagonista in una mostra che ha avuto numeri di livello internazionale: 150mila i visitatori a Palazzo Strozzi. Ringraziamo chi ha curato la mostra per aver dedicato anche una collocazione di prestigio alla pala che aveva una posizione centrale in cui veniva valorizzata come merita. Si tratta di una delle assolute eccellenze artistiche del nostro territorio. Vorrei ricordare che per tutta la durata della mostra Pontormo e Rosso Fiorentino la casa dell’artista a Pontorme è stata aperta in quanto faceva parte del percorso di visita collegata alla esposizione fiorentina e che al suo interno era presenta anche l’installazione firmata da Marco Bagnoli, sempre collegata alla mostra di Palazzo Strozzi”.

“I Santi che Jacopo dipinse per gli uomini di Pontorme tornano nella loro dimora – aggiunge Cristina Gelli, curatrice della mostra ‘Pontormo e il suo seguito nelle terre di Empoli’ – dopo che migliaia di occhi, curiosi e attenti, hanno potuto ammirarli. Lì sono stati parte integrante di un percorso ordito, con sapiente cura, da Carlo Falciani e Antonio Natali, che ha narrato le divergenti vie della ‘maniera’ attraverso testi, tra i più poetici, di Pontormo e Rosso Fiorentino.  Ho parlato di occhi curiosi e attenti, perché tali erano quelli delle persone che mi è capitato di incontrare ogni volta che ho percorso quelle stanze. Espressioni non troppo diverse da quelle di coloro che, qualche mese prima, avevano visitato la Città degli Uffizi realizzata  a Pontorme”. ”Il San Giovanni Evangelista e il San Michele Arcangelo del Pontormo sono stati tra i protagonisti di quelli che vengono definiti, sbrigativamente, grandi eventi, ma che invece ci piacerebbe pensare come salde tessere di un mosaico in cui, ogni forma di valorizzazione, diventa un viatico di conoscenza e valorizzazione”.

Note e Riferimenti:
[1] Il 1519, per i riferimenti alla precedente pala Pucci in S. Michele Visdomini, è il termine comunemente accettato dalla maggioranza degli studiosi.
Si distingue il vecchio saggio del CLAPP (
Jacopo Carrucci da Pontormo, London, 1916) che li data tra il ’17 ed il ’18, nonché quello ormai superato del GAMBA (Il Pontormo, Firenze, 1921), dove sono ritenuti eseguiti tra il ’12 ed il ’15. Concordi invece il FREEDBERG  (Painting of the high Renaissance in Rome and Florence, Cambridge, 1961), la Cox Rearick (The drawnings of Pontormo, Cambridge, 1964) ed il BERTI (Pontormo, Firenze, 1966).
Per ulteriori aggiornamenti su tali opere cfr. A. PAOLUCCI, 
Il Museo della Collegiata di S. Andrea in Empoli, Firenze, 1985), p. 157-158.

pala pontorme partenza

Lascia un commento

Back To Top