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Recensione della Conferenza sulle foto aeree IGM di Empoli 27/10

Fonte: Arnon.it            http://www.arnon.it/site/d_News.asp?ID=258&IDCatN=5

Empoli, 28.10.2012 – Si è tenuto ieri, nell’affollata Sala maggiore della Misericordia di Empoli, l’attesa conferenza di Carlo Pagliai, Architetto e Urbanista, sulle foto aeree scattate dai cieli e prese dall’alto per scopi sia militari che civili.

Con l’introduzione di Francesco Fiumalbi, che ha tracciato un panorama generale sull’importanza di questi documenti provenienti dall’Istituto Geografico Militare per definire e tracciare le linee di sviluppo urbanistico della terra empolese e dei suoi dintorni, si è entrati subito nel vivo del discorso.

La visione delle varie “passate” dell’aereo munito di apposita macchina fotografica da ripresa dall’alto per l’arco temporale 1942-1971, ha mostrato al pubblico presente, numeroso e curioso, l’evoluzione della città, lo sviluppo dei quartieri, l’arretrare e il mutare delle campagne. In particolare è risultato evidente il graduale passaggio dell’abitato, all’inizio raggruppato intorno al centro storico, che ha trovato spazio nelle naturali direzioni d’espansione, lungo le vie principali. La scomparsa dei renai che affioravano in Arno, il mutare delle colture nelle campagne, dal frammentario lavoro dei mezzadri, al più vasto e ordinato virare verso le culture specializzate, frumento e vigneti, fin quando l’espansione edilizia non ha trasformato tutto in terra murata. E il conseguente impoverimento e rottura dell’equilibrio idrico della terra, naturale rimedio all’esubero delle acque.

Giuliano Lastraioli, presente in sala, non ha fatto mancare il suo commento, ricco di personali ricordi e puntuali riferimenti storici. Ma molte sono state le domande che hanno arricchito il fluire della conferenza, con la richiesta ai relatori di ingrandire particolari delle foto aeree, in modo da apprezzare meglio i particolari, i profili delle case, le curvature anomale delle vie, che andavan dietro alle proprietà terriere più che alle rigide leggi dell’urbanistica e dei piani regolatori.

La chiusura di Carlo Pagliai ha confermato l’interesse di questi strumenti, per la verità poco noti e ancor meno utilizzati dai professionisti del settore (siano essi Architetti, Geometri o Avvocati), per definire al meglio e avere una visione corretta della storia del nostro territorio, che è storia della città e degli uomini.

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