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Perchè mai mi occupo di storia di Empoli ? di Carlo Pagliai

Me lo sto domandando sempre più spesso, ma non trovo una risposta esaustiva.
Posso dire però che per me la ricerca storica e culturale sul territorio empolese, e sulla città di Empoli, è stata embrionale di una miriade di accrescimenti culturali a catena.

” A volte ho quale come l’impressione che sia la storia del luogo a cercare me, e non il contrario, quasi come un fantasma buono in cerca di contatto col mondo reale “

Non mi interessa sapere se e quanti cittadini siano interessati a quella che è divenuta una vera catena editoriale di storia, arte, urbanistica e fotografica della ridente Terra d’Empoli.
Non entro neanche in merito sul livello medio di ignoranza o insensibilità sulla materia, sarebbe pretenzioso e poco elegante.

Quando realizzai questo sito lo strutturai più come uno strumento personale per avviare ulteriori ricerche sequenziali, confidando sulla potenza di internet.

La stessa domanda l’ho ricevuta oggi da un amico, che più esplicitamente mi ha detto:

 

” Perchè diavolo fai la storia di Empoli? “

 

Le origini del mio interesse alla Storia di Empoli ?
Il discorso parte da un pò lontano.

Il primo contatto che ricordo fu una lezione in seconda elementare che frequentavo in via Leonardo da Vinci; la lezione fu tenuta da un parroco, tale Don Gianfranco, un uomo alto di cui ricordo bene il sorriso e i capelli riccioluti, con aria distinta e amichevole, e le lezioni avvennero in presenza della nostra maestra L. Polidori.
Ci faceva l’ora di religione se non ricordo male, ma quella relativa alla storia di Empoli l’ho ancora stampata nella mente.
In famiglia non avevo parenti letterati, professori o cultori, ad eccezione del mio zio Aldo Fabiani.
In seguito durante l’infanzia ricevevo sporadiche notizie e rudimenti di storia della città dalle mie nonne, entrambi abitanti all’interno della cerchia muraria ove sono praticamente cresciuto.

” L’innesco definitivo fu l’Università di Empoli “

Evento scatenante in via definitiva il mio interesse per la storia di Empoli sono stati alcuni esami universitari svolti nell’allora neonato corso di laurea in Urbanistica e Pianificazione territoriale con sede…. a Empoli!
Il mio primo articolo ufficiale pubblicato negli mezzi cartacei fu la “scoperta della chiesetta di San Ruffillo” nella primavera 2004 e che ebbe molto spazio sui quotidiani locali e pubblicato a futura memoria sul Segno di Empoli.
Il successo fu notevole; inoltre avevo già prodotto notevole materiale in base agli esami universitari svolti, motivo per cui decisi di iniziare a pubblicare altri articoli sul Segno e quotidiani locali, ad esempio quello sul Mulin del Sale dell’Arno e il Mulinaccio di Casenuove.

Poi tra il 2006 e 2010 interruppi la mia attività pubblicistica in quanto il terreno culturale “cartaceo” dell’epoca non era affatto fertile.
Ciò non di meno interruppi le mie ricerche storiche.
Ripresi la pubblicistica a partire dai primi mesi del 2011, in cui conobbi anche Paolo Pianigiani con cui ebbi contatti.
In quel 27 agosto 2011 ebbi l’idea di aprire la sola pagina facebook “Della Storia d’Empoli” che il buon Pianigiani appoggiò da subito.
Il successo dell’iniziativa fu esponenziale, e alla fine di ottobre fu necessario trasportare il tutto su di un blog con la stessa intestazione; affermazione e crescita di gradimento da allora furono lineari e costanti come nel momento in cui scrivo.

Durante questi quattro anni devo dire che non ho mai smesso di imparare, e conosciuto persone di alto spessore culturale da cui ho appreso moltissime nozioni che a loro volta hanno generato l’effetto a catena curiosità / interesse / ricerca / risultati.
Poi purtroppo nei percorsi di vita si incontrano molte persone e personaggi, ma se ne perdono anche altrettanti: è la giostra della vita, bisogna accertarlo.

Per il momento mi riprometto di mantenere costantemente acceso questo interesse.

Carlo Pagliai

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This Post Has One Comment
  1. l’interesse per il passato può essere fortissimo
    e parimenti inspiegabile

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