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Libri: Empolesi brava gente, di Paolo Pianigiani

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Titolo: Empolesi brava gente
Autore: Paolo Pianigiani
Editore: Ibiskos Ed.Risolo
Collana: Delphinium
Genere: Narrativa locale
Pagine: 142
Prezzo: 15 €

ISBN: 978-88-546-1183-2

Sinossi
Empolesi, brava gente. È già un’assoluzione, un raccontare benevolo di storie o storielle. Non si condanna nessuno. Abbiamo bisogno di essere assolti, se non perdonati, da giudici immaginari, sempre, nel nostro vagare per il mondo.
Che in questo caso è un castello senza mura, in gran parte distrutte, non essendoci da tempo più bisogno di protezione dalle cannonate spagnole e imperiali.
Son racconti veritieri o quasi, per lo più frutto di memorie apprese sui libri, ma anche ascolti da bar o sogni notturni, quando la verità si svapora e hanno dominio i ricordi immaginati e le sensazioni. E gli uomini e le donne (una sola, in verità, Ginevra), che nelle nostre strade hanno lasciato traccia. Storie che scorrono e si accavallano, con Empoli sullo sfondo, ma con i necessari rimandi spaziali e logistici altrove, quando necessario.
Fino in Brasile, per esempio.
Ventidue i protagonisti, ventidue storie. Comunque e sempre da conoscere e far conoscere, a chi c’è e a chi verrà nel futuro. Anche per questo e soprattutto, si scrivono i libri.

Note sull’Autore
Paolo Pianigiani, empolese di nascita, in casa con la levatrice, ma senza lavatrice: ai Giardini. I lenzuoli allora si sciacquavano in Arno. L’anno, il 1953. Umbratile spuma di Saturno. Capricorno pieno, nel bene e nel male.
Studi classici, senza gli entusiasmi, ma con interessi sparsi, rivolti alle arti di penna e di pennello, nel loro multiforme apparire e manifestarsi. Si intende di poche cose, ma in quelle è uno specialista. Dino Campana o il Pontormo, per esempio.
Per non dire dell’Ippolito Neri e del Saminiato. Di cui conosce le trame e gli intrighi. E gli anagrammi. Ve ne parlerebbe per ore senza annoiarsi: lui no; voi forse sì. Controverso, curioso di tutto e in particolare delle persone. Di storia e di gente. Sa tutto o quasi della sua terra e di quello che vi succede. E di cui poco s’importa, preferendo sempre l’ieri e il domani, lasciando scorrere l’oggi. Che non gli piace.
Scrive da sempre di cose locali e di storielle di racconto. Gli piace star leggero, per rispetto degli altri. Profondo conoscitore del dialetto empolese, che per lui è una lingua in via di estinzione e da salvaguardare, per i posteri a venire. Preoccupato di quello che vede intorno a sé, guarda ombroso e s’incupisce quasi subito e brontola.
Ma si apre al mondo e alla speranza se gli parlate di Porta Pisana com’era. E di come potrebbe essere. O se vede gli occhi di un bambino che ride. Di qualunque colore sia. Per il resto è una persona comunissima. Proprio come voi

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