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Laura Boldrini, Carlo Pagliai e quel che resta a Empoli dell’architettura fascista

Intervista a Carlo Pagliai, scritta e curata da Marco Mainardi.
Per gentile concessione di Marco Mainardi.  Già pubblicata su Gonews.

Carlo Pagliai  Ingegnere e urbanista
Urban Planning, building and real estate consultant
Blogger, YouTuber and digital communicator

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Si è fatto un gran discutere in questi giorni della proposta della presidente della Camera Laura Boldrini di cancellare la scritta dux dall’obelisco posto davanti allo stadio Olimpico di Roma in quanto inneggiante al fascismo.
Una polemica che ha naturalmente coinvolto tutta l’architettura del ventennio che, al di là delle scitte mussoliniane, è ancora ben presente nelle nostre città.
E a Empoli? Nessuno meglio di Carlo Pagliai, ingegnere e storico empolese, può rispondere alla domanda spiegandoci cosa resta architettonicamente in città del ventennio ancora tanto discusso
Certo, anche a Empoli ci sono ancora molti edifici e infrastrutture costruiti in quel periodo.

Quali?

L’attuale piazza del Popolo dove c’è anche l’anagrafe è la principale opera sopravvissuta alla guerra e a una certa “furia” di vergogna riparatrice. Nel Ventennio era piazza del Littorio intitolata poi alla Repubblica durante il periodo della RSI.
Fu realizzata attraverso l’unico intervento di “sventramento” attuato tra il 1926 e 1933 con la demolizione del secolare quartiere giudaico.
Tra il 1932 e 1933 fu ristrutturato anche il complesso case che vi si affacciavano di proprietà dell’allora Accademia dei Gelosi Impazienti per realizzare la casa del fascio in stile classicheggiante, il cui progetto  dall’ingegnere Aldo Mari fu approvato con la licenza edilizia del Comune di Empoli datata 6 luglio 1932.
Un’altra grande piazza fatta dal fascio empolese fu l’attuale piazza Gramsci, già piazza XXVIII Ottobre e prima ancora piazza Bisarnella, i cui lavori furono effettuati tra il 1931 e 1932.

Empoli - Piazza del Popolo anni 30 2

Proprio l’allora piazza del Littorio fu occasione di visita a Empoli per gerarchi di assoluto rilievo, come hai scritto già con dovizia di particolari in un articolo del tuo cliccatissimo e sempre aggiornato sito www.dellastoriadempoli.it

Furono Achille Starace, allora segretario del partito, e Alessandro Pavolini, segretario federale, ad inaugurare la casa del fascio in piazza del Littorio domenica 21 maggio 1933.
Si legge infatti questa notizia da un articolo pubblicato su La Stampa del 22 maggio 1933, articolo più ampio che riguarda la visita del Principe Umberto assieme a Starace avvenuta a Firenze la mattina del 21 maggio per presiedere il Gran rapporto dell’Unione Nazionale Ufficiali in congedo tenutosi al “Teatro Vecchio” ovvero il Teatro Verdi.
Si legge che i due alti gerarchi si recarono ad Empoli nel tardo pomeriggio passando in rassegna rappresentanze e organizzazioni fasciste locali. L’inaugurazione non fu effettuata con famigerati tagli di nastri, ma con la “spalancatura” delle porte per mano del «Balilla di Empoli », seguita dal classico discorso, proclamato dal balcone, arringante una folla vivace e festosa.
Chissà se le urla di inneggiamento fascista degli empolesi fossero state fermamente convinte, l’articolo presenta infatti una situazione forse sovraccaricata, consuetudine tipica di allora per tenere viva la propaganda di regime.
Da un attento riscontro nell’archivio fotografico del Fondo Caponi, come si può vedere sul sito, ci sono alcune immagini probabilmente scattate proprio in quest’occasione.

Ce ne sono altri di edifici fascisti in città?

Ci sono ancora alcune case del fascio disseminate nelle attuali frazioni, alcune riconvertite ad altri usi mentre altre versano in pessime condizioni.
Di recente è tornata ancora alla ribalta quella di Santa Maria proprio perché il quartiere ne chiede una riqualificazione.
Poi ci sono quella di Ponte a Elsa che in passato ha ospitato funzione di ufficio postale, quella di Monterappoli e quella di Marcignana seppur modificate nel dopoguerra, la Casa del Comitato Rurale fascista di via Montanelli a Fontanella sede dell’ufficio postale.
L’architettura del periodo fascista è pervenuta ai giorni nostri, per esempio, anche attraverso alcuni edifici civili presenti nei quartieri di viale Buozzi e via Amendola (già via Berta), senza costituire quartieri caratterizzati ma comunque la loro presenza non si può considerare irrilevante.

Empoli - Consorzio agrario Via Carrucci 1995

Empoli – Consorzio agrario Via Carrucci 1995

Empoli - Via Fucini incrocio Via Amendola

Empoli – Via Fucini incrocio Via Amendola

Empoli - Ponte a Elsa Casa del Fascio

Empoli – Ponte a Elsa Casa del Fascio

Empoli - Casa del Fascio Santa Maria 14-09-2011

Empoli – Casa del Fascio Santa Maria 14-09-2011

In epoca fascista fu costruito anche lo stadio che era in zona via Masini

Sì, lo stadio Martelli poi Castellani, utilizzato fino ai primissimi anni sessanta per essere trasferito poi nell’attuale impianto sportivo.
Fu demolito a partire dal 1961 per realizzarvi il quartiere di Naiana attorno a via Luigi Russo. Molti empolesi sugli “anta” si ricorderanno di aver tifato la squadra dell’Empoli proprio in quella struttura realizzata tra il 1936 e 1938.
Ho visto i progetti architettonici e strutturali, sono a dir poco fantastici per le conoscenze tecniche dell’epoca, e vi fu una grossa variante in corso d’opera a causa del terreno non ottimale per le fondazioni.

Empoli Mostra delle attivitàEmpoli stadio martelli luglio 1939

Empoli Mostra delle attivitàEmpoli stadio martelli luglio 1939

Nei tuoi lavori di ricerca storica hai mai trovato altri aspetti importanti in materia?

Sì, il fascio empolese intendeva realizzare il suo più grande intervento sul Piaggione realizzandovi la nuova casa del fascio, un edificio a dir poco monumentale visti i progetti pubblicati sul fascicolo della mostra delle attività empolesi del 1939 a firma dell’architetto Italo Gamberini.
Consultando gli archivi storici comunali si scopre con stupore che durante il Ventennio furono edificate buona parte dell’edilizia scolastica urbana e rurale, in particolare quest’ultime.
Nelle campagne furono realizzati molti edifici esistenti ancora oggi, ad esempio l’ex scuola rurale di Ponte a Elsa oggi adibita a centro sociale che, pur essendo un gioiello architettonico del ventennio, versa in condizioni disonorevoli.
Questa fu realizzata tra il 1925 e 1926 assieme alle scuole di Monterappoli, Fontanella e a molte altre disseminate nelle campagne empolesi. Non si contano poi gli innumerevoli costruzioni di acquedotti.

Empoli - Progetto casa del fascio 1939 2

Cosa ne pensi della presa di posizione di Laura Boldrini?

La sua proposta di cancellare la scritta “Dux” dall’obelisco al Foro Italico è sintomatica di ignoranza in architettura: il Razionalismo oggi è il movimento più studiato al mondo. Ancora oggi spaventa il suo significato ideologico e il rischio di possibili rigurgiti, ma credo che ella possa dormire sonni tranquilli: un recentissimo sondaggio rivolto agli studenti di oggi con cui domandavano cosa si festeggi il 25 aprile, buona parte non sapeva rispondere. Di fronte ad un’elevata scolarizzazione, permane una certa linea di ignoranza.

Visto che siamo a parlare di storia empolese e che è in uscita un tuo libro, ci puoi anticipare qualcosa?

Volentieri. Si tratta per l’appunto di un volume che affronterà lo specifico tema degli edifici e spazi pubblici una volta esistenti ad Empoli e completamente trasformati per varie ragioni, il tutto con la prefazione di Giuliano Lastraioli. Tra qualche giorno faremo la presentazione e sarò lieto di avere Gonews tra gli invitati.

Marco Mainardi

INTERVISTA SULLE CRITICITA’ DELL’URBANISTICA

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