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Empoli e i suoi nervi scoperti: Mario Tuti

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Sono quattro, terribili: non se ne parla mai volentieri. I Fatti del 21, la Strage delle Cascine, la fucilazione per rappresaglia dei 29 ostaggi da parte dei tedeschi e, ultimo in ordine di tempo: il Tuti.

foto-mario-tuti

Fonte immagine: archivio Unità

Noi ne parliamo e ne parleremo, perché la storia non fa sconti. Per rispetto ai morti e per rispetto ai vivi. Per documentare, per quanto possibile.
Perché questo è il sito di Empoli e questi fatti son successi da noi,  fra le nostre strade.

Pubblichiamo un ricordo sui fatti del Tuti, scritto dal nostro amico e collaboratore dottor Roberto Taviani, medico all’ospedale di Empoli.

Siamo alla fine del Gennaio 1975…

Il 24 Gennaio 1975. Una data che deve far ricordare a molte persone. Soprattutto il nostro pensiero deve andare a tre servitori dello Stato: Falco, Ceravolo, Rocca.

Il mio pensiero va anche più lontano, quando, ragazzi, frequentavamo il K2.
Era una specie di “barre”, circolo, dopolavoro, in Piazzetta della Propositura. Studenti, preti, qualche bancario, agenti della PS, artigiani, giovani figli di papà .
Senz’altro primi anni 60. C’era anche Mario Tuti, lui un po’ più piccolo. Allora due tre anni di differenza erano un’eternità. Si consideravano di un’altra generazione, e noi “grandi” non si pigliavano in considerazione!
Sembrava tanto un bravo ragazzo. Sempre vestito a puntino. Capelli tagliati in ordine. Veniva additato come un ragazzino modello. Bravino a scuola. I suoi abitavano in via Cavour prima dell’incrocio con via Ferrucci, vicino alla pinetina. Vicino alle Giuseppine. Di famiglia abbastanza benestante. A Empoli ci si conosceva allora un po’ tutti.
Anche Arturo Rocca frequentava lo stesso circolo, con altri della PS. Tutti grossi giocatori di conchino e ramino.
Ricordo frequentava il barre un altro ragazzotto che aveva la fama di essere “contestatore” . Allora il 68 non era ancora venuto, ma le prime contestazioni, i primi cortei studenteschi, già c’erano. Il buon Rocca gli diceva bonariamente con la sua voce roca, inconfondibile… < se ti incontro a una manifestazione…>, e magari accennava a una pacca sulla spalla, o a un nocchino. Col “nostro” invece… nulla da ridire… era tanto un bravo ragazzino!
Passano gli anni, mi allontano dal “barre”. Gli ultimi anni dell’università, il militare, i primi molto intensi di attività lavorativa…

… Quella sera me la ricordo bene. Sì, inverno 1975. Ero a cena da mio babbo in Via Del Papa con moglie e figlia di neanche un anno. Era una delle rare sere che non ero “reperibile”. Sarà stata l’ora di cena o poco prima. Un “concerto di sirene” sotto casa. Il pronto soccorso era in via Paladini. Le ambulanze ci arrivavano da via Del Papa. Penso al solito incidentone… meno male che non sono reperibile, stasera… qualcuno fa mattina! Però… stai a vedere che è successo un finimondo e mi trovano anche qui.

… E la mattina dopo in Piazza della Vittoria…
Il giorno dopo mi ero preso un giorno libero perché ero stato invitato al Distretto Militare a Firenze per “comunicazioni”, mi pare una promozione post congedo.
Mi stavo avviando alla stazione a prendere il treno. In Piazza della Vittoria… capannelli insoliti. Facce stravolte… bisbigli a mezza voce… Tu sapessi… Chi l’avrebbe mai detto… Io del resto andavo veloce, rischiavo di perdere il treno. L’informazione, sia giornali che televisione, non era così pronta ed “aggressiva” come oggi. Anche sul treno si respirava un’aria pesante. Ancora non avevo connesso le “sirene della sera prima” con questi fatti.

Torno da Firenze per l’ora di pranzo. Al Telegiornale nazionale ti vedo il Dr. Di Paolo.

…Oh questa? ..o i’ che ci fa Di Paolo in Televisione…nazionale per di più!
Era l’aiuto diciamo giovane. Il Tuci, il primario, ed il Guerri l’aiuto Anziano, erano assenti tutti e due. Mi pare, evento più unico che raro…malati tutti e due in contemporanea. Lo stavano intervistando… in camice, nel corridoio verso le sale operatorie…<è arrivato (il Rocca) in condizioni precarie, gravi, con importante emorragia in atto, ho dovuto … suturare (Allora la chirurgia vascolare quasi non esisteva ) un grosso vaso dell’arto inferiore> Ricordo bene che Lui disse “la femorale”. E ricordo di aver pensato… accidenti, bravino, Di Paolo che ha suturato la femorale. Mah…  come ha fatto ad arrivare vivo con la femorale fottuta!
E poi una processione di volti noti: Politici, uomini delle istituzioni. Alti ufficiali.

Il Comizio in Piazza.
Empoli inondata di manifesti. Agenti dappertutto. Si diceva che erano arrivati a camionate da Firenze. Il Comizio in Piazza Gramsci, della CGL e della “triplice”.
Mi pare ci fosse proprio Lama in persona. Folla oceanica. Nemmeno per il Corpus Domini in Piazza de’ leoni.
Me lo ricordo bene il palco in mezzo alla piazza, presidiato dai metalmeccanici in tuta blu. Bandiere quasi tutte rosse. Labari di tutte le associazioni.
E il Tuti era uccel di bosco… Si diceva che qualcuno l’avesse visto verso Bassa, a un appaltino. Altri verso Pontedera. Voci non saprei quanto attendibili. Mi ricordo di aver pensato… o vedono sempre verso Pisa Pontedera… magari è a Firenze. Voci di gente qualunque. Le istituzioni molto riservate. C’era chi vociferava di fuga rocambolesca, con mezzi… i più impensati.

Rocca … eroe per caso
Il Rocca non faceva di solito “lavoro di pattuglia”, né sulle Volanti. Svolgeva lavoro d’ufficio al commissariato di Piazza Gramsci. Mi pare telefonista o “marconista”. Si diceva che proprio quella sera dirigenti e agenti dovevano festeggiare l’arrivo del giovane commissario Antonelli a Empoli: una cena conviviale da Santi, all’Osteria Bianca. E che quando arrivò la segnalazione che dovevano arrestare… perquisire il Tuti, partirono abbastanza increduli, forse sottovalutando… era tanto un bravo ragazzo. Ed il Rocca… vengo anch’io… che lo conosco… si fa alla svelta. Forse neanche armati.
Il Tuti non era più il ragazzino del “K2”. Era cresciuto, aveva messo su famiglia, era impiegato come geometra in Comune.
Insomma una volta giunti alla palazzina all’inizio di Viale Boccaccio, Falco e Ceravolo fatti fuori sul colpo e Rocca ferito in modo grave ad un arto.
Effettivamente si diceva che il Tuti fosse un grosso esperto di armi ed un ottimo tiratore.
E’ abbastanza insolito che l’abbia mancato. C’era chi diceva che l’aveva sbagliato volontariamente. (Forse mirando alle gambe, e per caso aveva colpito un grosso vaso? Rischiando di ucciderlo lo stesso).

… L’ideologia del Tuti doveva essere ben radicata. Durante la reclusione a Porto Azzurro, credo abbia avuto la necessità di essere operato. Il Dr. Pavia che era primario chirurgo all’Elba  ci raccontò (avevamo lavorato insieme ad Empoli) che un giorno che fu portato in Ospedale per una medicazione con grossa scorta, gli disse… <dottore ma queste medicazioni non si potrebbero fare in carcere?>. <Bisogna risparmiare, per non trovare l’Italia proprio a terra, quando andremo al potere noi…>

Dott. Roberto Taviani

Foto dall’Archivio on line dell’UNITA’

Sito internet in ricordo di Leonardo Falco e di Giovanni Ceravolo

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