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Editoriale: Elezioni Politiche, scenari locali – di Carlo Pagliai

download (1)Tutte le volte che si approssima ogni tipo di elezione politica, amministrativa, europea, eccetera si respira     costantemente quel clima di aspettativa di cambiamento.

Stavolta no.
Stavolta sarà diverso; l’Italia nel giro di pochi anni ha (finalmente) aperto gli occhi sul suo reale stato economico, fino a ieri falsato e supportato da un debito pubblico che tutto d’un tratto ha bussato alle porte di tutte le nostre case per presentarci il conto.
Si è tentato di tamponare l’inarrestabile emorragia della credibilità italiana con un Governo Tecnico che ha commesso molti errori tecnici e anche sostanziali; ma come tutte le emorragie occorre molto tempo per rimettersi in sesto, ci vogliono controlli periodici e seguire scrupolosamente le cure prescritte dal medico. E inghiottire le medicine amare, se del caso.
Dico che stavolta sarà diverso. Ho scritto questo articolo da una prospettiva il più possibile neutrale.
Sarà diverso perché di sofferenza di un’intera generazione scippata e tradita sta crescendo, unendosi al grido di sofferenza di altre due generazioni azzerate nella loro dignità e futuro, ovvero gli anziani e il “fu” ceto medio, annientato in soli neanche dieci anni.
Stavolta sarà diverso, questo comico genovese è riuscito a riportare la gente in piazza, a tenerla arrabbiata al punto giusto, a rabbonire schiere di persone che in altre situazioni potevano ingenerare atti e situazioni poco gestibili.

Il malcontento ha raggiunto livelli di guardia ma la vecchia classe politica della “seconda repubblica” non è riuscita neanche a capire le richieste e le aspettative della popolazione italiana; sono anche certo che costoro non hanno la benché minima idea di come poterne uscire da questa situazione, visto  che sono i diretti responsabili di tutto ciò.
Uso il termine di vecchia classe politica auspicando che divenga tale, un brutto incubo da cui dobbiamo uscire, perché le prospettive sono molto più fosche di quanto si possa immaginare.
Rivolte e tumulti lasciano solo incendi e morti senza cambiamenti politici;
Le rivoluzioni sono supportate dal popolo e capitanate da leaders con lo scopo di “sovvertire” l’ordine, ma la storia insegna che le rivoluzioni sono sempre l’antipasto di dittature o regimi molti rigidi (fascismo, sovietica, nazismo, Cuba, Islamiche in Iran e Libia, etc).

A livello locale che prospettive si annidano dietro l’angolo?
Tralasciando gli esiti elettorali delle imminenti Politiche 2013, meglio pensare anche a livello locale:
astenendosi da possibili proiezioni di vittorie elettorali, incerte per questo contesto, si può tuttavia esprimere una certezza.
Da martedì prossimo ad Empoli, come in molti altri Comuni del Circondario, comincerà un’intensa campagna elettorale per le Amministrative 2014, e soprattutto su Empoli comincia a consolidarsi l’idea e la probabilità che al prossimo voto vi sarà indispensabile il ballottaggio tra coalizioni, cosa inedita nella storia elettorale postbellica di Empoli.

Di sicuro ci saranno diverse novità, assetti inediti, ma un grosso partito avrà presumibilmente bisogno di appoggi da partiti “stampella”; ebbene sì, uso volutamente il termine plurale.
Pesano su questa prospettiva, come ovvio che sia, il giudizio degli abitanti sull’operato dell’attuale Giunta che si assomma a quello delle precedenti governi locali, in linea con sé stessi.
Spunteranno anche famigerate liste civiche, che forse saranno proprio loro a far da stampelle a qualche partitone. Secondo me saranno proprio queste liste civiche a giocare il ruolo centrale e decisivo per il “teatro” non facile di Empoli.
Anzi, ho appena cambiato idea: mi sa che per le Elezioni Amministrative 2014, a seconda della piega che prenderanno queste Politiche, la campagna elettorale ad Empoli sarà feroce e rovente.
Staremo ad osservare.

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