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Dal Museo della Collegiata la ‘Madonna del Latte’ di Ambrogio di Baldese in prestito a Parma

EMPOLI – Un altro dei tesori del Museo della Collegiata di Empoli, la Madonna del Latte di Ambrogio di Baldese (Firenze, 1352-1429), ha suscitato l’interesse della critica, tanto da essere richiesto in prestito in occasione della mostra ‘Mater. La maternità nell’arte’.

L’evento è promosso dal Comune di Parma, con il supporto del Ministero per il Beni e le Attività Culturali, la Regione Emilia Romagna e la Diocesi di Parma, e ideato e prodotto da Fondazione DNArt in occasione dell’Expo 2015.

L’opera empolese sarà per questo esposta a partire dall’8 marzo e fino al 6 giugno al Palazzo dei Governatori di Parma.

Madonna del latte antoniodibaldese

IL DIPINTO – La piccola ancona concessa in prestito dal museo di Empoli, proviene dal Monastero della Santa Croce, cenobio empolese di monache benedettine ed era destinata alla devozione privata. Ambrogio di Baldese, con una pittura brillante ed effetti cromatici piacevolmente variati, adotta il modello iconografico della Madonna del Latte riuscendo a narrare, come in una didascalia, il duplice ruolo della Vergine, corredentrice e avvocata dell’umanità. La Madonna e il Bambino si offrono allo sguardo ravvicinato dell’osservatore invitato a riflettere sul rapporto intimo tra madre e figlio, con lei che tiene il seno fra il medio e l’indice della mano destra, per offrirlo a lui, che con una mano lo accarezza, e con l’altra, mentre ci guarda, tiene il cardellino. La Vergine ha lo sguardo malinconico, consapevole dell’ineluttabilità del sacrificio e della corrispondenza tra il latte materno e il sangue, qui evocato dal cinabro che tinge l’uccellino sul collo e che è richiamato poi, con estrema efficacia, dalla Crocifissione dipinta nella cuspide. Le due coppie di angeli, sospesi a mirare la scena, tengono le mani giunte nel gesto di preghiera o incrociate sul petto, attitudini queste che esprimono l’accettazione della volontà divina.

Madonna del latte antonio di baldese 2

LA MOSTRA – L’opera di Ambrogio sarà collocata all’interno di un percorso volto a narrare le diverse declinazioni sottese alla rappresentazione del rapporto tra madre e figlio, a partire dalle tracce archeologiche delle Grandi Madri nella cultura mediterranea, passando attraverso i capolavori di Lippi, Pinturicchio, Lotto, Veronese e Tiepolo, fino ai modelli a noi più vicini di Hayez, Severini, Giacometti e Fontana.

Il dipinto era già stato concesso in prestito, nel 2010, per la mostra ‘Il corpo e il volto di Cristo’ alla Reggia di Venaria Reale.

Fonte: Comunicato stampa

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