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Coltivare rappOrti: Progetto di orto sociale urbano – Estratto di Tesi di Valentina Bagnoli

TitoloLa Dott. Valentina Bagnoli ci ha fatto gentile concessione di pubblicare un estratto dalla sua interessante Tesi di laurea su Empoli discussa pochi mesi fa al L.A.B.A. di Firenze alla quale vanno i nostri complimenti per l’elaborato e il risultato raggiunto.
Il tema trattato è relativo ad un ipotesi progettuale di orto sociale nel Parco Mariambini sito in Empoli, la cui premessa e ratio progettuale prende spunto da alcune contraddizioni nell’approvvigionamento alimentare dell’attuale contesto europeo.

Senza titolo-3Ho trovato questa tesi interessante perché è riuscita a sintetizzare ed ad affrontare in maniera propositiva il paradigma contemporaneo della globalizzazione, il fenomeno che oggi riesce a portarci sulla tavola <<le arance sudafricane a luglio>> come scrive lei stessa.
Come non condividere questi pensieri, che lei rielabora e traduce in una tesi multidisciplinare, seguendo la traccia del “disegno” creativo degli orti ?
Si propone tuttavia una sintesi di lettura della Tesi.

Carlo Pagliai

Estratto di Tesi : Coltivare rappOrti: Progetto di orto sociale urbano – Estratto di Tesi di Valentina Bagnoli

Il progetto della mia tesi nasce da una serie di riflessioni legate al problema dell’alimentazione e al desiderio sempre più crescente di sapere cosa mangiamo e da dove proviene il nostro cibo; ma anche da una considerazione sull’aspetto delle nostre città, che io definisco come “cancri di cemento” in continua espansione.
Da qui l’esigenza di progettare un orto urbano che, oltre a avere una funzione di sostegno alimentare, rende la città più vivibile; gli orti riportano il verde, ma anche la città stessa, a una scala più umana, permettendo un’identificazione con lo spazio pubblico e una maggiore caratterizzazione.

Nel momento della progettazione ho pensato che sarebbe stato interessante far coesistere due realtà nello stesso luogo, due realtà dove sia possibile interagire, socializzare e lavorare nel rispetto degli altri. Un orto sociale urbano che unisce l’aspetto prettamente legato alla coltivazione degli orti con la possibilità di vivere un luogo che, nonostante la sua centralità, garantisca relax ed evasione dalla città.
Il concept ha preso ispirazione da una visuale dall’alto del luogo che avrebbe dovuto ospitare l’orto-giardino. Ho voluto mantenere una certa regolarità, soprattutto per la parte degli orti, ma allo stesso tempo il progetto presenta degli elementi che conferiscono all’insieme un certo movimento. Molti di questi elementi sono una rivisitazione in chiave moderna di complementi d’arredo usati all’interno di parchi e giardini. Inoltre gli elementi sono stati progettati pensando alle funzioni che svolgono e quindi a un loro possibile utilizzo in contesti molto simili al mio progetto.

Un aspetto interessante quando si parla di orti e che mi premeva sottolineare è il tipo di coltura che puo’ essere realizzata: in questo modo si potrebbe creare degli spazi che sono si funzionali per quanto concerne l’aspetto del cibo sano e locale, ma che sono anche interessanti dal punto di vista estetico.
L’idea quindi sarebbe quella di rendere il luogo più gradevole e piacevole possibile; ossia attraverso la coltivazione di frutta e verdura tipiche del luogo secondo le regole cromatiche. In questo modo, l’aspetto complessivo del parco risulterebbe come una distesa di colori e sfumature dato dai fiori, ma non solo; anche frutta e verdura posso contribuire a rendere il paesaggio molto più gradevole ed esteticamente interessante, trasformando gli orti in veri e propri musei del colore, luogi scenografici dove fermarsi per contemplare lo spettacolo della natura. Ma come sarebbe il mio orto urbano? Ho fatto una ricerca sui prodotti tipici della nostra zona, ma anche di tutti quei prodotti che provengono dalla terra Toscana. Ho cercato di accostare i colori in modo da creare uno scenario possibile. Il risultato è stato molto interessante, caratterizzato da una forte predominanza del colore viola.

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This Post Has One Comment
  1. trovo questo progetto della Dr.ssa Valentina Bagnoli molto interessante ed “attuale”….e poi qull’appezzamento di terra è stato utilizzato per decenni proprio come “Orto”. C’era infatti l’orto de’ Paglai , ortolani storici dell’empolese, e si dice che fosse una meraviglia. Sia per la disposizione delle culture sia per ciò che produceva. Si dice che le migliori primizie venissero di li. Ergo..orto c’era e..orto ci tornerebbe. Tra l’altro a un tiro di schioppo dal centro…anzi ora in centrissimo. E sarebbe anche l’occasione per farlo tornare habitat di una fauna “Umana” senz’altro più “adatta” della maggior parte della fauna umana che lo popola oggi. ..Poi anch’io quando vedo di “arance” dai paesi più strani, di noci invece pure e di frutta e verdura pretesi…fuori stagione…mi piglia lo stranguglio…..

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