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Quattro autori al Circolo Arti Figurative 21 Febb – 01 Marzo: Due Sedoni e Due Cecchi

Quattro autori: i due fratelli Sedoni (Antonio e Gabriella) e due Cecchi non imparentati fra di loro (Antonio e Danilo) esporranno collettivamente alcune delle loro opere pittoriche al Circolo Arti Figurative nei locali del Palazzo Ghibellino. La mostra sarà aperta dal 21 febbraio al 1 marzo 2015 ore 17.00 – 19.30

Diversi per studi e provenienza, diversi per stile, esperienze, formazione artistica e linguaggio, ma accomunati per appartenere alla stessa generazione e per l’individualità dei singoli percorsi, nessuno dei quali è legato a scuole o tendenze particolari, espongono insieme per sottolineare nella diversità e nel contrasto i molteplici punti di vista sulla realtà (o irrealtà), sull’arte e sulla visione interiore a cui le diverse forme di arte permettono di accedere. Fra le poche cose in comune, il rifiuto della omologazione culturale e la rivendicazione di una autonomia e vivacità intellettuale che il sistema dell’arte sembra volere livellare.

L’inaugurazione avrà luogo il venerdi 20 febbraio ore 17.00

Palazzo Ghibellino – Piazza Farinata degli Uberti 10

La cittadinanza e i lettori di Della Storia d’Empoli sono invitati a partecipare.

Per info tel. 039-0571-78273  www.circoloartifigurative.it

mostra Cecchi Sedoni

 

L’APPROFONDIMENTO: GLI AUTORI

DANILO CECCHI.
Le opere di Danilo Cecchi sono costruita da una compatta linea di materia colorata distribuita senza pennello. La rinuncia allo strumento fondamentale e simbolico della pittura risponde all’esigenza di superare l’idea della pittura come raffigurazione più o meno mimetica di una realtà essenziale immutabile. La materia colorata trasferisce nello spazio bidimensionale della superficie la tensione verso le forme. Le forme sono soprattutto quelle degli oggetti della natura suggeriti appena nella loro consistenza e nel loro profilo, ma comunque riconoscibili. Colori e materia mantengono il fascino del paesaggio dell’insieme emozionante del mondo esterno che ci avvolge e del quale siamo parte. Un’empatia, un’emozione che Danilo  Cecchi concretizza nel gesto che dispone il colore e dà spazio alla materia dove abita l’immaginazione.

ANTONIO CECCHI
Le opere di Antonio Cecchi sono un racconto. Il racconto del costituirsi delle immagini attraverso l’addensarsi progressivo del segno. Antonio ha un’attenzione particolare agli oggetti, colti nella loro singolarità e definiti in uno spazio razionale con i ritmi e i tratti della geometria.Un’arte della riflessione, della mediatezza razionale che sviluppa la sua immagine di mondo nel piano bidimensionale. Prima ancora che emerga allo sguardo la figura è costituita dal movimento ritmato della mano che imprime il segno. Questo emergere,questo costituirsi del significato dal ritmo imposto al molteplice da un fascino particolare alle opere di Antonio, il sentimento di essere insolitamente vicini al cuore delle cose.

GABRIELLA SEDONI.

Per Gabriella Sedoni sentirsi artista e fare arte è ogni volta un modo per tradurre in espansioni di luce e colore la relazione Io-Mondo. Nelle cromie, nelle campiture, che si sviluppano nella bidimensionalità della tela, Gabriella realizza un’astrazione che non rinuncia mai all’armonia.Nelle opere recenti è ancor più evidente come il colore configuri un’atmosfera, uno spazio che non condivide nulla con il quotidiano e negli sviluppi tonali riesce a dare visibilità al sogno. Il quadro non mostra, non rappresenta, è una realtà fisica la cui visione è un modo privilegiato di superare l’opacità dell’esperienza reale. Come osservare un paesaggio dello spirito dove l’esperienza estetica guida l’immaginazione.

ANTONIO SEDONI
Queste opere recenti di Antonio Sedoni possono essere lette come la prosecuzione, lucida nella consapevolezza e raffinata nell’esecuzione, del suo particolare viaggio nel tempo.
Viaggio nelle espressioni artistiche del passato nelle quali trovare segni e percezioni che evochino ricordi ed emozioni. I ricordi e le emozioni si concretizzano in immagini in cui il colore partisce lo spazio e offre un ordine sentimentale e conoscitivo agli aggetti.
Al nomadismo estetico del nostro tempo  Antonio contrappone la   profondità simbolica dell’arte del  passato, liberata da ogni residuo realistico e svincolata da evidenti riferimenti formali. Questo il “Viaggio nel tempo” che affascina lo sguardo e guida la percezione estetica del presente.[/su_column]

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