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Paolo e Carlo: alla ricerca del “piato d’inopia”…

libri

Ci capita, spesso e volentieri, nel pubblicare gli articoli che Giuliano ci manda, d’incappare in qualche termine desueto, per non dire misterioso e oscuro, che vi affiora, messo lì, può essere, a tradimento, per metterci alla prova di comprensione. Carlo è architetto e Paolo ha il liceo classico del 68, quando tutto si faceva meno che studiare. Siamo ignoranti di termini che sfiorano il latino e il greco e che suppongono saperi giuridico legali, frequenti e noti solo nelle aule dei giudizi.

Ma siamo, vivailsignore, curiosi, e con la voglia e la buona volontà d’imparare. Ma questa volta è stata dura: “piato d’inopia“… ma che vuol dire?

Ci siamo divisi il lavoro: Carlo i testi nostri, dal Lazzeri al Chiarugi, dal Pogni al Figlinesi, lo zibaldone a tutto tondo di ricordi empolesi di recente acquisito in formato digitale e che abbiamo ereditato dal grande Mario Bini, che per primo si sobbarcò la trascrizione dall’originale. Paolo il resto del mondo, a partire dalla Crusca, di sponda con i libri antichi resi disponibili dalla pazienza dei canadesi e degli americani (googlebook e compagnia), per perdersi ad libitum nell’immenso mare del web, dove confondersi e sbagliar strada è tutt’uno.

Barbara Morelli: Abbastanza tempo e mondo

Barbara Morelli: Abbastanza Tempo E Mondo

 Romanzo edito da Ibiskos Editrice Risolo, 2012

 

Vive a Empoli, l’autrice: e ci sta benissimo.

E’ anche felice. E beata lei. Ma veniamo al libro, che di libri qui si parla. Un bel libro, intanto, dei pochi che escono e non raccontano di cose che avvengono a NY o a Londra. I fatti qui potrebbero essere accaduti dietro casa, quando la casa non c’era: c’erano boschi e scoiattoli. O accadranno, come si dice nel risvolto suggeritore di copertina.

Ma perché scoiattoli? Per dare il nome a uno dei protagonisti, che li mangiava. E li spellava, pure, avendoli prima trappolati o presi al volo con un frullìo di fionda. L’altro protagonista? Siamo a Empoli mica per nulla: un ciuco, ma bello e con il suo carattere. E un pelo grigio e bellissimo.

Il Tempo? Ci dice, Barbara, che è abbastanza. Lo spazio? Il mondo. Ci racconta una storia avvenuta nel mondo, che dura abbastanza tempo. E’ un gioco di parole dei più vigliacchi, per un titolo. Ti lascia a pensare: che vorrà dire? Messo qui nell’incipit, nel principiare del discorso. A spianare la via o a confonderla, perché sfumi in diagonale, e agli angoli, come i sorrisi di Leonardo. I due spiriti liberi, che questo sono, si presentano, cambiandosi il microfono a turno.

Mangiascoiattoli appare dal nulla, figlio di una madre che presto sparirà: pazienza, ne farà a meno, resterà un ricordo simpatico. Diventerà mercante. Artigiano e mercante. La vita davanti e l’arte di arrangiarsi. Ce la farà?

abbastanza tempo e mondo coverr

Ma sì, questo è un romanzo, siamo mica ai tempi di oggi! Il ciuco? Nasce in un branco, anonimo e un po’ filosofo, come tutti i ciuchi. Per quello li buttavano dai campanili, a sfracellarsi le gambe e i pensieri nei capitelli in pietra serena. Ma viene scelto, sapremo dopo, nel proseguo, proprio dal nostro marmocchio già cresciuto e già diventato giramondo. Mangiascoiattoli; che cavolo di nome. Mangerà mica anche i ciuchi? No, no: troppo grandi. E poi scorrono, veloci e ardenti, i capitoli.

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