Sulle Mura d’Empoli: Progetto di Rigenerazione Urbana n° 2 – di Carlo Pagliai

Sulle Mura D’Empoli: Progetto Di Rigenerazione Urbana N° 2 – Di Carlo Pagliai
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A breve pubblicherò e presenterò una proposta di Piano Organico di Rigenerazione Urbana delle emergenze culturali, nel frattempo pubblico alcuni articoli mirati ad alcuni angoli notevoli del Centro Storico, o di ciò che ormai rimane.

Le foto sono tratte e già pubblicate  su articolo del 2004 su La Nazione e il Tirreno.

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Due detti empolesi su Sant’Agostino – di Carlo Pagliai

Due Detti Empolesi Su Sant’Agostino – Di Carlo Pagliai

 

Il secolare “oriuolo” di S. Agostino è dotato di due facce, una sulla pubblica Via de’ Neri e l’altro sulla parete interna del transetto lato nord. Può ritenersi quasi un “miracolato” del crollo del campanile, che si ripete avvenuto mediante brillamento di mine tedesche; perchè miracolato ? Perchè il crollo di tale torre alta e snella poteva causare danni ben peggiori, e a giudicare dalle foto scattate dopo il crollo, nel complesso è andata bene, limitando i danni ad una parte del transetto. Lo stesso non si può dire dell’ex adiacente Teatro Salvini, che dopo la sua demolizione estesa è stato ricostruito come lo vediamo oggi nel Cinema La Perla.

Le campane di S. Agostino – di Carlo Pagliai

Le Campane Di S. Agostino – Di Carlo Pagliai

Già, le campane di Sant’Agostino.

Che fine avranno fatto dopo la distruzione bellica del campanile del Convento di S. Stefano degli Agostiniani?
Poveracce, saranno rimaste là sotto alle macerie dopo un salto di circa 40 metri, magari poi furono gettate via assieme al resto delle macerie.

Invece no. Conversando con l’amico Enrico Tofanelli mi fa presente che delle quattro campane se ne sono salvate due, e che le stesse superstiti sono visibili oggi nell’androne di ingresso di S. Agostino (quello di fronte al riaperto Vicolo de’ Frati).
Le altre due invece, sempre su indicazione del Tofanelli, sembra si fossero rotte durante il crollo e  pertanto ritirate come rifiuti da alcuni  “cenciaioli” di Pontorme. Piccola nota: le campane non si possono riparare per ovvi motivi di acustica.

La mancata “secessione” di Sovigliana e Spicchio verso Empoli del 1957 – di Carlo Pagliai

La Mancata “secessione” Di Sovigliana E Spicchio Verso Empoli Del 1957 – Di Carlo Pagliai

Ancora oggi molti se lo domandano: <<PERCHE’ SPICCHIO E SOVIGLIANA NON FANNO PARTE DEL COMUNE DI EMPOLI?>>

Eppure tale dilemma fu affrontato nel 1957, quando ancora le suddette frazione erano due modesti nuclei di case ben distanti tra loro, e divise da una notevole piana agricola ancora ben coltivata a mezzadria caratterizzata dal seminativo arborato; nella piana spicchiese il Rio dei Morticini era libero e non constritto tra le case e muri di cemento com’è oggi, e vi era ancora il famoso arginone che tagliava in due la stessa piana parallelamente al Rio. Ciò si può notare meglio osservando una foto aerea del 1953 presso l’IGM.

Il Culo e le Quarant’ore

Il Culo E Le Quarant’ore
Riporto un vecchio aneddoto empolese, forse diceria, forse e probabilmente accaduto, e che nel tempo si è tramandato con un detto empolese noto come "Che c'entra il culo con le quarant'ore?".

Centro Storico di Empoli: area pedonale o angolo punizione? – di Carlo Pagliai

Centro Storico Di Empoli: Area Pedonale O Angolo Punizione? – Di Carlo Pagliai

Da qualche giorno leggo dalla stampa pubblica che il Centro Storico di Empoli (o quel poco che ormai resta) nella parte del “Giro d’Empoli” è divenuto area pedonale, ma sarebbe opportuno definirla area “esclusivamente” pedonale visto che non è più consentito neppure circolare in bicicletta; considerato che in quasi tutte le grandi capitali del mondo nelle aree pedonali è consentito (è incentivato) l’uso delle biciclette, ritengo che tale scelta provocherà solo disagi per i residenti del C.S. e di riflesso, anche per quelle coraggiose (oppure ostinate?) attività commerciali che resistono, anche se la moria prosegue ancora.

Scorcio da Via S. Francesco – di Carlo Pagliai

Scorcio Da Via S. Francesco – Di Carlo Pagliai

Una foto da sola può far tornare in mente molti ricordi. E chissà quanti ricordi risveglia questa immagine scattata da via S. Francesco verso l’entrata del vicolo della gendarmeria, ove si vede ancora presente la storica pescheria del Meini e sulla destra si vede il negozio di Calzedonia poco dopo subentrante al Sweet Sweet way. Una bella contrapposizione fra vecchio e nuovo commercio, bottega semisecolare contro franchising dilagante.

La foto proviene dal mio archivio privato che ormai non so più quante immagini conta, ma dal mio ultimo inventario le unità trattate sono le migliaja.

Piano di Ricostruzione 1948: due proposte sul Centro Storico – di Carlo Pagliai

Piano Di Ricostruzione 1948: Due Proposte Sul Centro Storico – Di Carlo Pagliai

In attesa di novita in tema, vorrei pubblicare due particolari ingrandimenti del Piano di Ricostruzione del 1948, approvato dal Comune di Empoli per decidere gli interventi di recupero e nuove proposte progettuali.
– La prima proposta prevedeva la “tagliata” di Piazza della Vittoria, la realizzazione della nuova Piazzetta degli affari all’incrocio tra le vie Ridolfi e del Giglio (si sarebbe rimosso una porzione di isolato dove oggi c’è il palazzo del Gaggioli & Vezzosi). Nella Via del Gelsomino, detta Via dei Forni, avrebbero fatto un intervento di “sfollamento” allargando il fronte strada sul lato est.

La Collegiata di S.Andrea nella presunta versione originale romanica

La Collegiata Di S.Andrea Nella Presunta Versione Originale Romanica

L’immagine è tratta da un opuscolo per la benedizione di famiglia dell’anno 2008, la quale raffigura la facciata della Collegiata di S. Andrea Apostolo prima del suo rifacimento avvenuto nel Settecento ad opera dell’Architetto Ferdinando Ruggeri trasformandola internamente in stile barocco, sfigurando l’impianto romanico originale a tre navate.

Riportiamo ancora una volta l’iscrizione presente in facciata.

HOC OPVS EXIMII PRÆPOLLENS ARTE MAGISTRI BIS NOVIES LVSTRIS ANNIS TAM MILLE

PERACTIS AC TRIBVS EST CEPTVM POST NATVM VIRGINE VERBVM QVOD STVDIO

FRATRUM SVMMOQVE LABORE PATRATVM CONSTAT RODVLPHI BONIZONIS PRESBITERORVM

ANSELMI ROLANDI PRESBITERIQVE GERARD VNDE DEO CARI CREDVNTVR ET ÆTERE CLARI

<<Quest’opera superba per arte di esimio maestre fu cominciata quando erano passati mille anni e due volte nove lustri più tre dopo la nascita del Verbo della Vergine e si sa che fu compiuta per somma cura e fatica dei presbiteri della vita comune Rodolfo e Bonizzone di Anselmo di Rolando e del prete Gerardo per cui sono creduti cari a Dio e illustri per il cielo>>.