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Inviaci i tuoi articoli, filmati, fotografie, le tue testimonianze, la tua memoria: saranno pubblicate sul nostro sito DELLA STORIA D'EMPOLI. Scrivi alla email della redazione allegando i documenti: dellastoriadempoli@gmail.com
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Non avevo mai scritto nulla del mio vicino-lontano Indro: vicino perché nativo di Fucecchio (Firenze), a non molti chilometri di distanza da casa mia; vicino perché tantissime cose le condivido (ovviamente non tutte); lontano perché egli vive altrove; ma lontano soprattutto perché egli è famoso giornalista e scrittore
L'amico Paolo Fanciullacci ci invia un suo racconto. C0sa c'entreranno Santa Maria, Empoli, Birmania e un grembiule tutti assieme? Scopritelo leggendo…
A Empoli vi sono almeno tre esemplari dello stemma lapideo della Famiglia Francia: due si trovano apposti su una parete del Chiostro della Propositura, l'altro si trova in sommità di un timpano nella Chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani, quest'ultimo censito dal Pogni
La grande Storia, con la S maiuscola, si incontra nei luoghi più diversi, dalla chiesa di San Miniato al Monte…
Annunciamo la prossima presentazione di una ricerca incentrata sul Pontormo, svolta per uno Stage universitario finalizzato a redigere un quadro conoscitivo sul celebre artista; si è inoltre effettuato un focus su una sua particolare opera conservata nella chiesa di Pontorme, meritevole di sintesi analitica. Per il momento si può solo anticipare che i risultati sono promettenti.
Trascrizione e analisi critica del manoscritto del 1567 da un Anonimo empolese relativo all'Assedio di Empoli avvenuto nel 1530 e conservato nella biblioteca Riccardiana di Firenze.
Sonetto: Quando la pugna diventa pugnetta il partigiano al conflitto si affretta. Siamo alla fine della cacciata: chi vuole gloria parta in volata.
A prima vista non è facile intuirne la presa di scatto, ma ci sono due elementi inequivocabili: sulla sinistra lo…
Summer 1944. The war front was advancing towards Florence. The Allied soldiers and Germans found themselves fighting in one of the most beautiful areas of Tuscany. Many castles and villas stood in the area between San Casciano in Val di Pesa, Montespertoli and the Pian dei Cerri.
La Seconda Guerra mondiale era finita, Empoli riportava ancora i danni e le ferite, e la democrazia iniziava a muovere i primi passi con cortei e piazze riempite di persone radunatesi per i comizi elettorali
Secondo alcune ricerche l'affresco del Cristo in Pietà fu realizzato nel 1424, anno in cui il pittore Masolino da Panicale soggiornò ad Empoli per eseguire altre opere nella vicina chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani
Lo stemma della famiglia CELLI è situato nel giardino dell'Istituto della SS. Annunziata di Empoli, che ringraziamo per la gentile concessione a pubblicare.
L'elenco dei proprietari di edifici del castello di Empoli redatto nel 1649 in occasione del rifacimento della fogna allora situata in Via Marchetti.
Il Tondo di Giovanni Pisano, risalente al 1280 circa e di marmo bianco, è conservato ad Empoli nel Museo della Collegiata. Su di esso gli storici dell'arte hanno avuto attribuzioni divergenti.
Le operazioni di guerra interessarono anche le campagne empolesi, seppur in misura apparentemente minore. I danni bellici avvenuti nelle zone circostanti al capoluogo o nelle frazioni passano inesorabilmente in secondo piano, anche se non furono poche. In questa gallery fotografica si propone anche l'immagine di un ponte distrutto e una volta esistente sul torrente Orme alla confluenza dell'Arno, oggi ricostruito con una passerella.
Next April 11 will come back in its place in St Stefano's church in Empoli. This is the St. John the Baptist ,…
Sabato 11 aprile tornerà la copia caravaggesca del San Giovanni Battista nella chiesa di S. Stefano degli Agostiniani di Empoli, dopo un ciclo di restauri cofinanziato dal Rotary Club di Empoli
It's attributed to Bernardo Rossellino and located in its original place, that is the baptistery of San Giovanni, now becomed a part of Museum of St Andrew's church in Empoli.
Fu commissionato dalla famiglia Giachini nel 1447 ed è attribuito a Bernardo Rossellino (1409-1464). L'intera opera è stata realizzata in modo raffinato tale da annoverare nella plastica decorativa del Rinascimento fiorentino.