skip to Main Content

Antico Sigillo della Comunità di Empoli, 1741 – di Carlo Pagliai

↖ Torna all’ARCHIVIO DOCUMENTALE
← Torna all’Antico Sigillo della Lega di Empoli – di Carlo Pagliai


Non poteva assolutamente mancare il sigillo da cui si è estratto il simbolo del sito DELLA STORIA D’EMPOLI:

SIGILLO DELLA COMUNITA’ DI EMPOLI
estratto dal Tomo XV, sigillo n° X pag 121 delle “Osservazioni istoriche dei Sigilli antichi de’ secoli bassi” di Domenico Maria Manni, Firenze MDCCXXXXIV.

 CONSULTA E SCARICA IL DOCUMENTO ORIGINALE →

Trascrizione del Documento originale: in corsivo e blu l’originaria numerazione pagine e note aggiunte dallo scrivente autore:


(pagina 121:)

SIGILLO X

al centro vi è il sigillo grafico, in bianco e nero, di forma circolare. 
Dotato di una scritta “SICILLVM COMVNIS DE EMPOLI” disposta circolarmente a corona del sigillo;
in sommità vi è il leone simbolo della Repubblica Fiorentina;
al centro del sigillo vi sono due gigli  posti ai lati destro e sinistro della Pieve;
al di sotto del sigillo grafico vi sono riportate due frasi:

SIGILLVM CHOMVNIS DE EMPOLI

PRESSO IL SIG. GONFALONIERE D’EMPOLI

Capo di quella Magistratura.

(pagina 122:)

SOMMARIO

                                                                         Per illustrare il Sigillo del Comune
                                                                          d’  Empoli si rammentano per la prima volta i pregj principali di
                                                                          quella Terra, massime nel formale.

(da pagina 123 a 134 compresa:)

OSSERVAZIONI

ISTORICHE

SOPRA IL SIGILLO X.

Sebbene il Sigillo del Comune d’ Empoli apparisce a prima fronte quasi l‘istesso di quello, che della Lega d’Empoli per noi si siede nel Tomo X. di quest’ Opera a carte 87. pur tuttavia molto diverso è egli, siccome a chi ne fa il confronto apparisce;

(al centro è riportato il sigillo della Lega d’Empoli)

e quindi è che nuove, e pellegrine notizie varie da quelle alla nostra riflessione somministra perlochè poste da parte le osservazioni che si potrebbero quì fare su i due Gigli, de’ quali abbiamo ragionato ne’ Tomi antecedenti più volte, e sul Leone alludente alla Repubblica Fiorentina nel sottomettersi a lei, che fece di questa Terra l’anno 1182, passeremo ad illustrare Empoli per alcuna delle prerogative sue, delle quali non si è trattato in altra occasione.
Il riferire ora i molti Scrittori, che parlano di questa Terra, farebbe quasi lo stesso, che voler supporre il lettore di meschina erudizione fornito.
Pertanto io dirò solo, che o sia per essere tal Terra di belle mura circondata, o sia per la quantità degli uomini illustri che è stata creduta Città, come da Niccolaio Nemessepo nel suo Libro intitolato Parnassus biceps, parlando delle Città d’ Italia a cat. 968. con dire:
Emporii in portis consistit gloria clausis ec.
ponendola dopo Perugia: dall’ Autore della Geografia universale appellandola La Ville d’ Empoli: e si può dire dall’ Autore del Teatro del Mondo, anteponendola nel nominarla a Volterra.
In distanza di quindici miglia da Firenze risiede questa Terra quasi nel centro di una grande, amena, e fertile pianura, appellata collo stesso nome di lei. Essa pianura da Levante comincia col fiume Pesa, da Tramontana ha l’Arno, da Ponente ha l’Elsa, e da Mezzogiorno ha una continuata schiena di vaghissime colline, celebrate fra le altre cose per la produzione di ottimi vini da Pietro Domenico Bartoloni nel suo Bacco in Boemia, stampato in Praga nel 1717. Il suo clima temperato, oltre il renderla abbondevole di tutto, l’ha adornata di folti Villaggi nelle sue vicinanze; fra i quali è celebre la Real Villa dell’ Ambrogiana.
Le mura di Empoli, che rovinate erano con più altre, secondo Giovanni Villani, per lo diluvio del 1333, si racconta, che nel 1336 furono rifatte in brevissimo spazio di tempo, dacchè la Repubblica nostra per ottener ciò concedè alcune insolite franchigie agli Empolesi. Se non chè minacciando nuova rovina, vennero rifatte quasi sono adesso a foggia di una ben grande fortezza l’anno 1499.
E come che fosse di grande importanza l’edificio delle mura di essa Terra (appellata, secondo il Guicciardini, il Granaio della Repubblica Fiorentina) funne data la soprintendenza, e direzione al Canonico Giovanni de’ Dotti, o sia Patani d’Empoli, uomo pratico molto delle Mattematiche, ed in specie nella Fortificazione, il quale in quella occasione ampliò il giro delle mura sopra a quel che era stato prima, ed in segno di buon servizio, e di gradimento ottenne poscia dalla Repubblica nostra un Diploma di privilegi, ed esenzioni. A questo allude Andrea Dazzi parlando di Giovanni predetto dopo avere intitolato l’Epigramma Fossa Emporii, con dire:

Aspicis hac fabria circumdata menia fossa,
Qua sestusdecimus signat ab Urbe lapis
Hoc est Patanide decus immortale Iohannis,
Qui termma bonus eruis arte nova.

Così bella fortificazione si vede in rame ritratta nelle carte, che a noi vengono di Germania.
La spesa di esso magnifico lavoro si fece dalla Repubblica suddetta con alcuni dazj, che furono imposti a tutta la Lega d’Empoli, e che anche oggi in parte durano. Fu ancora questa Terra fortificata maggiormente da Cosimo I. de Medici, laonde Sebastiano Sanleonini ne trattò in quell’ Epigramma, che ha per argomento: In Empolim oppidum a Magno Cosmo novis propugnaculis munitum.
Ma dal materiale al formale passando, avvertir mi piace, come in Empoli vi fu già l’anno 1260. il famoso parlamento riferito da Giovanni Villani Lib. IV in cui si decretava la distruzione totale della Città di Firenze, rammentata da Dante nel X. dell’Inferno. Ivi fiorì fino al secolo passato una rinomata Accadema di belle Lettere, appellata dalle Cene, alla quale si trovano indirizzate alcune lettere stampate, siccome scritti a penna alcuni componimenti in essa Accademia già recitati esistono oggi presso il Sig. Dottor Bartolommeo Romagnuoli d’Empoli, la cui amicizia io moltissimo valuto, come di persona non meno dotta, che gentile. E quì io debbo confessare come le notizie, che ad illustrare il Sigillo di questo Comune io riporto, dalla benefica sua mano mi si porgno, comecchè egli ha tanto capitale di memorie fin quì accumulate da potere un dì l’ Istoria di Empoli compilare diffusamente, come a me, ed a varj Letterati fa sperare. Colla traccia pertanto di lui, e molte siate colle sue stesse parole trasmessemi, io andrò qui riferendo una mando d’uomoni illustri in lettere di questa Terra, disposto in appresso per ordine d’ alfabeto.
Primieramente il celebre Alessandro Marchetti Professore di Mattematica nell’ Università di Pisa, Filosofo, Medico, e Poeta nato a ‘ 7. Febbraio 1624. in Empoli nella stessa Casa, ove abita il soprallodato Sig. Romagnuoli; e non solo nato lì egli , ma ancora i suoi, tuttochè da alcuni sia stato affermato, e particolarmente da chi ha scritto la sua Vita che fosse di Pontormo.
Andrea da Empoli Agostiniano, Penitenziere del Papa, e Lettore di Teologia nell’ Università di Padova, Fondatore del Convento di S. Maria a Ripa di Montecatini. Di lui il Sig. Dottor Cerracchini ne’ Fasti Teologali ne favella.
Anton Francesco Cavalli Francescano, Teologo del Cardinal Leopoldo de’ Medici, e gran Predicatore, morto l’anno 1656. e sepolto con nobile inscrizione, in cui viene appellato Principe de’ Teologi in Italia.
Anton Francesco Giomi Lettore di Legge Civile nell’ Università Pisana, sepolto con inscrizione nell’Insigne Collegiata.
Antonio di Giovanni Giachini Canonico Fiorentini, a cui Niccolò V. per suo Breve dà facoltà di riconoscere, se vero è esposto da Maria degli Albizzi, che si possa fondare il Monastero di S. Chiara di Firenze, di cui io parlo nel Tomo X. a 22. Vedi il Vaddingo nel suo Tomo VI. all’anno 1451.
Antonio di Ser Niccolò Guidi uomo erudito in lettere, Spedalingo di S. Paolo di Firenze l’an. 1528.
Antonio Messerini Sacerdote, Autore di varj componimenti eccellenti in stile Bernesco.
Antonio Pellicini, detto dal Negri per isbaglio Pelliccini, che scrisse de’ Mali contagiosi, e pestilenziali per comandamento del Sovrano della Toscana nella Peste del 1630.
Bartolommeo Salutii Minore Osservante di San Francesco, che diede alle stampe Panegirici, Prediche, ed alcune Opere Scritturali.
Benedetto Buonsignori, che essendo nelle Lettere Latine, e Greche versato, compose varie Opere rammentate da Giulio Negri, e fu Abate della Badia di Firenze. Questo asserisce il Sig. Romagnuoli, che nacque in Empoli. Di lui parla il Puccinelli della Badia Fiorentina trattando.
Domenico da Empoli Fondatore del Monastero di Monache al Borgo di S. Lorenzo, di cui si ragiona da Alessandro Ceccherelli nelle Azioni del Duca Alessandro de’ Medici.
Domenico Vanghetti mirabile Filosofo nella Università Pisana, sepolto con inscrizione fatta dal Sig. Lazzero Benedetto Migliorucci, nel Carmine di Pisa.
Enea Galletti Decano d’Empoli, Autore di varie Letterarie Fatiche, alcune delle quali sono alle stampe, rammentato dal chiarissimo Sig. Giovanni Lami nel suo Viaggio. E’ sepolto nella Collegiata, ove era l’appresso Inscrizione, perita ora nel rifacimento della Chiesa stessa.

CORLUM ANIMAM , VIRORUM MEMORIAM GLORIA COLIT.

FACENT HIC OSSA AENEDE CINI DI GALLETTI EMPORIENSIS

INSIGNIS HIUS COLLEGIATAE DECANI MERITISSIMI

VIRI IN PRIMIS IN DEUM PIETATE RELIGIOSISSIMI

PHILOSOPHIA PRAESTANTISSIMI , QUOD ET SUBTILISSIMAE

DE IDEIS PERIPATETICIS QUAESTION QUAS EDIDIT FACILE

DECLARANT.

CUI IN TANTUM SUM LATIAE , TUM HETRURIAE ARRISERE MUSAS

UT AB EXORDIO MUNDI INVICT. IMPERATOR. CAROL. V

RES GESTAS

CHRISTIADAQUE LATINO CARMINE IMMENSI OPERIS VOLUMINE

SIT COMPLETUS.

GUNDEBANUM HETRUSCO PEDE FELICITER DECANTAVERIT,

ALIAQUE INNUMERA , QUAE LUCE DIGNA HUIUS DESTITUTA MORTE

IN TENEBRIS IACENT , ABSOLVERIT .

TANTO IGITUR VIRO , OPTIMEQUE PROAVO

IACINTHUS COCCHIUS AMORIS ERGO MONUMENTUM PONENDUM

CURAVIT A. D. MDLXXXX.

Filippo di Matteo Ferrini Vicario Generale del Cardinale Antonio Pucci Vescovo di Pistoia, ed a lui successore nella Prepositura d’ Empoli.
Di esso ho eziando toccato qualche cosa nel Sigillo II. del Tom. XIII.
Mona Fiore , della quale si conservano alcuni Componimenti piacevoli dal soprallodato Sig. Romagnuoli.
Francesco da Empoli de’ Minori Conventuali, detto eziando da Firenze, che scrisse a favore dell’ erezione de’ Monti Pii, e di lui parla Scipione Ammirato Lib. XI. delle sue Storie.
Francesco da Empoli, detto anche San Simone da Pisa, pur Minorita, Autore d’ alcune dotte Opere, di cui parla il Tossignano, il quale aggiugne, che flormit Oxonia.
Francesco Tani, di cui ho toccato alcuna cosa nel Sigillo II. del Tomo XIII.
Francesco Vannozzi, che ebbe una delle prime Cattedre di Legge Civile nello Studio Fiorentina , rammentato dal Migliore nella Firenze illustrata a car. 383. fratello di Andrea Vannozzi, che fondò un Canonicato nella Metropolitana Fiorentina, e ne fu egli il primo possessore.
Francesco Zeffi Canonico d’Empoli, e di San Lorenzo di Firenze, e Accademico Fiorentino, Autore di varj componimenti, de’ quali si parla nelle Notizie Letterarie, ed Istoriche dell’ Accademia Fiorentina, e dal Negri negli Scrittori Fiorentini, come Autore di alcuna Traduzione.
Il famoso  Monsignor Vincenzio Borghini, che fu suo scolare, lo domanda uomo letteratissimo, e racconta delle sue Lezioni di lettere Latine, e Greche, come ho io toccato nel Tomo III. a 84 e a 86.
Tom. Xv.                       R                Sig.
Sig. Giachino Sandonnini Professore di Sacri Canoni nell’ Università di Pisa ec.
Giovan Francesco Ferranti Autore della Ninfa Regina, e d’altre Poesie.
Gio: Maria Scappini Poeta, Filosofo, Giuresconsulto, morto Fiscale di Pistoia.
Giovanni Celli Canonico d’Empoli , e Vicario Generale di Volterra nel 1588. sotto il Vescovado di Guido Serguidi.
Giovanni d’Andrea Malepa Piovano d’ Empoli, Vicario Generale dell’Arcivescovo di Firenze, Institutore di una Libreria di manoscritti pubblica  nella sua Patria, la quale si dissipò in tempo di pestilenza. Di lui ho accennato alcunchè nel Sigillo II. del Tom. XIII.
Sig. Cav. Giovanni Andrea Falagiani, che ha dato alle stampe un Saggio di Poesie Toscane, Accademico Fiorentino, Arcade ec.
Giovanni Giachini Canonico d’Empoli, Cherico di Camera, e Vescovo assistente di Pio II.
Giovanni Ronconcelli, di cui a lungo ho io favellato riportando il suo Sigillo nel Tom. XIII.
Giovan Vincenzio Tozzi Canonico d’Empoli, e Lettore Ordinario di Filosofia nell’Università di Pisa, il qual morì a’ 9. Gennaio 1678.
Giuliano di Batista Mugnaini Canonico d’Empoli, e Dottore di Leggi. Morì d’anni 35. essendo al governo della Città di Nepi, ove fu onorevolissimamente sepolto.
Giuseppe del Papa pubblico Lettore in Pisa, e Archiatro famoso de’ Granduchi di Toscana, chiaro per le Opere, che di suo sono alla luce.
Ipolito Neri Autore del Poema intitolato il Samminiato, e di altre Rime stampate.
Ipolito Sesoldi Carmelitano, Dottore di Sacra Teologia, del quale a lungo ne paria il Sig. Dottor Cerracchini nella sua Opera intitolata Fasti Teologali.
Leonardo Giachini primo Lettore di Medicina in Pisa, di poi Archiatro, e Consigliere del Re di Francia. Pubblicò molte sue Opere mediche, meritando le lodi, che a lui danno il Cardano, Guida Baldo, e molti altri.
Lorenzo Buonsignori Canonico d’Empoli, Arciprete di Fiesole, e Vicario Generale dell’ Arcivescovo di Firenze Antonio Altoviti l’ anno 1548.
Lorenzo Neri Lettore nell’Università di Padova.
Lorenzo Orsacchi Agostiniano Autore delle Storia di sua Religione, di cui paria il Sig. Cerracchini ne’ Fasti Teologali.
Luigi Zuccherini Dottore, Filosofo, e Medico, Accademico Fiorentino, che diede alla luce la Vita di S. Mamante Martire.
Matteo di Lippo da Empoli, che di Religioso Domenicano, e Teologo Insigne divenne Vescovo Colocense, e dipoi Arcivescovo di Corinto, morendo nel 1400. del quale parla il celebre Sig. Lami nel primo Topo del suo Viaggio a car. 42.
Michele Buonsignori, che cantò la Recuperazione di Gerusalemme in ottava rima .
Michele Durazzini Agostiniano Autore di varie letterarie Fatiche, di cui parla il Gandolfo negli Uomini illustri Agostiniani, ed il Sig. Cerracchini ne’ Fasti Teologali.
Pier Antonio di Leonardo Giachini Canonico di Empoli, Vicario Generale dell’ Arcivescovo di Firenze nel 1529, Spedalingo degl’Innocenti, nel modo che ne fu Spedalingo Messer Pace di Sandro da Empoli, il quale era stato ancora Spedalingo di Bonifazio, Fu Canonico di Volterra, Vescovo d’ Ippona, e Suffraganeo di Pistoia.
Di lui nel Sigillo VIII. del Tomo III.
Pier Lorenzo Orsacchi Lettore di Filosofia nell’Università di Pisa.
Pietro Domentico Bartoloni Autore dell’Istorie de’ Duchi, e Re di Boemia in Tomi IV. di alcune Opere Mediche, e Poetiche, e ultimamente del Bacco in Boeima Ditirambo graziosissimo.
Pietro Sandonnini Vicario Generale del Vescovo di Teate, poi del Vescovo di Pistoia Alessandro del Caccia, morì nel 1626. e fu sepolto nell’Insigne Collegiata.
Polidoro Polidori, che oltre ad aver lasciate le Istorie de’ suoi tempi inedite, lasciò anche diversi altri Trattati Mattematici esistenti presso il gentilissimo Sig. Cav. Tempesti d’Empoli.
Tommaso di Filippo Pancetti Giuresconsulto assai dotto, morto Fiscale di Pistoia.
Tommaso Ferroni Canonico d’ Empoli , Cameriere di Papa Alessandro VI.
Ugolino di Giovanni da Empoli Cherico, Cubiculario del Cardinal Pietro Corsini, il quale fece una certa Fatica sullo Specchio Istoriale di Vincenzio Bellovacense, come riferisce il lodato Sig. Giovanni Lami nel suo Viaggio, che lo reputa uomo letterato, e ne parla altresì nelle Note alla Cronica di Leone Urbevetano.
Messer Vincenzio di Vincenzio Bartoloni Canonista eccellente, Proposto di Poggibonsi.
Vi ebbe Giovanni di Lodovico da Empoli Viaggiatore illustre, la descrizione de’ cui Viaggio si legge nel Codice F S della Stroziana.
Tralasciasi a bella posta nove altri Soggetti che lessero Teologia, e Filosofia in varie Università, i quali non si rammentano per averne parlato a lungo il Sig. Cerracchini ne’ Fasti Teologali.
Accennar si dovrebbono quelle nella Pittura, nella Scultura, nell’Architettura, e nell’altre parti del Disegno valorosi , siccome Messer Ubaldo Mainari, Iacolo dell’Empoli, il Fracassa, e Andrea Pucci, di cui ho io parlato nel Tomo XIII. a car. 113.
Sarebbe da parlarsi di varj Uomini illustri in Armi, come tra gli altri molti Cantino di Domenico Cantini, il quale nel 1397. liberò la Rocca di S. Miniato per opera di Benedetto di Bartolommeo Mangiadori ribellata dalla Repubblica Fiorentina, donde poi la Famiglia de’ Mangiadori venne relegata in Empoli. Socco Ferrante, di cui esisteva la statua nella Collegiata Insigne come ad uomo, che col suo valore impedì l’ entrata de’ nemici dalle mura già rotte nell’assedio di Empoli.
Francesco Ferrucci da Bernardo Segni appellato Empolese di Patria, valorosissimo Capitano, come dall’IStorie dell’Ammirato, e del Varchi. Questo fu proposto, che si dipingesse nella Real Galleria del Granduca di Toscana, come illustre nel valor militare. Nè si taccia di Marco da Empoli gran Capitano sotto Piero Strozzi.
Molto meno è da tralasciarsi di far menzione di varie Persone illustri in santità, come sono il Beato Iacopo di Giambono Giachini, di cui l’Ammirato nel Libro X. delle sue Storie. La Beata Bartolommea Bertini Terziaria de’ Servi, nata in Empoli l’anno 1570. morta dipoi in Siena, ove si congiunse in matrimonio il dì 17. Giugno del 1619. Di lei si trova la Vita stampata l’anno 1626. Asserisce il medesimo Signor Romagnuoli essere tradizione costantissima in Empoli, che S. Eugenio Diacono di S. Zanobi Vescovo Fiorentino, fosse nativo di questa Terra di una Famiglia, che nei tempi posteriori si disse de’ Burali, e che perciò hanno sempre rifatto il nome d’ Eugenio. Della Serva di Dio Anna Maria , Vedova del già Depositario Giuliano di Donato del Riccio, fra le primaria Famiglie d’ Empoli ragguardevole, come ramo di quella de’ Ferrini, Terziaria di S. Pietro d’ Alcantara, ne accenna alcuna cosa il Sig. Dott. Giuseppe Maria Brocchi eruditissimo Scrittore delle Vite de’ Santi, e Beati Fiorentini sul fine del primo Tomo della medesima Opera. Ne esiste la sua Vita manoscritta. Siccome della Lucrezia Madre di S. Filippo Neri ne parla una Decisione del Sig. Aud. Finetti ec. in Causa Giachini, e Galli in Emporien. Benefi.


Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back To Top