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Andrea Pantaleo: Consumo del suolo della Piana empolese

I risultati delle ricerche prodotte durante un tirocinio formativo universitario basato sulle foto aeree d’epoca promosso dall’associazione culturale “Della Storia d’Empoli”.

Empoli - Monterappoli Località Grassellino pressi Torrino 27-03-2012 (5)

Empoli – Monterappoli Località Grassellino pressi Torrino 27-03-2012 – Diritti riservati

Dopo un primo inquadramento del contesto della pianura empolese e il reperimento della cartografia vettoriale, sono stati perimetrati in formato SHP e le foto militari accuratamente georeferenziate con S.D.R.  Montemario Italy.


REDAZIONE E PRODUZIONE A CURA DI:

ANDREA PANTALEO


Sono stati realizzati elaborati sullo stato di fatto delle soglie temporali del 1953, 1965, 1971, 1978, 1988, 2009 con relativi dati areali graficizzati  espressi in forma percentuale. I dati sono abbastanza sconcertanti, il fenomeno più evidente è chiaramente l’agricolo, passiamo da una presenza del 90% degli anni 50′ a poco più del 50% nell’anno 2009; è l’unica voce nei grafici ad assumere curva decrescente, gli altri dati negativamente durante le scadenze temporali assumono valori sempre maggiori, anche se le singole voci non oltrepassano la soglia del 20%.

Il suolo nelle sue condizioni naturali è in grado di fornire all’uomo i necessari servizi ecosistemici per il suo sostentamento. E’ una delle principali fonti di approvvigionamento: alimentare, di materie prime  e di biomassa; non solo ma regola: il clima, l’erosione e la qualità dell’acqua ed inoltre  è un supporto fisico perchè  decompone la materia organica ed è un ricco conservatore di biodiversità. Possiede anche un grande potenziale culturale per quanto riguarda l’ambito paesaggistico, il profilo ricreativo ed è un vero e proprio patrimonio naturale.

L’uso del suolo è il risultato dell’interazione tra uomo e copertura del suolo, rispecchia dunque la programmazione socioeconomica di una determinata area e in analisi più ampia è un’ottima base dati per la pianificazione territoriale, volta all’individuazione del patrimonio e alla rilettura delle regole appartenenti al Genius Loci di ogni singolo territorio.

 

Il lavoro svolto sulla piana empolese fa luce su come il suolo abbia anche un lato fragile, la disattenta cura prestatagli da scorrette pratiche agricole, dalle dinamiche urbano/insediative e dai cambiamenti d’uso hanno dato origine come per la gran parte del nostro territorio nazionale , a processi di deterritorializzazione e degrado, che spesso diventano evidenti quando raggiungono livelli irreversibili e molto onerosi per quanto riguarda il loro ripristino.

Trattare in materia di consumo di suolo vuol dire parlare nella maggior parte dei casi di perdita di una risorsa ambientale dovuta dall’occupazione di superficie naturale oppure agricola. Il lavoro svolto analizza il fenomeno mirando maggiormente all’ambito agricolo, mappando l’aumento di copertura artificiale del terreno (principalmente legato alle dinamiche insediative, all’espansione urbana, alla densificazione e alla realizzazione di infrastrutture del territorio) dal periodo post bellico ai giorni nostri.


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TAVOLE:    1953     1965     1971    1978     1988      2009


Il concetto “base” di consumo del suolo è concretizzato negli elaborati grafici scala 1:10.000 e illustra  la variazione da una copertura non artificiale ad una artificiale, dove l’impermeabilizzazione è considerata la forma più evidente. Sono state interpretate come forma di perdita della risorsa suolo altre forme di copertura artificiale come le attività di escavazione e le attività estrattive di superficie con relativi abbandoni.

Il consumo di suolo è stato espresso in forma % e rispecchia maggiormente il bilancio tra superficie agricola e non agricola.

Bisogna fare una precisazione, in merito al consumo di suolo “netto” ad una precisa datazione e sotto un’ottica di permeabilità, alle aree agricole bisogna considerare anche tutte quelle aree sottoposte a processi di rinaturalizzazione (campi incolti)e di progettazione urbano-ricreativa (verdi pubblici non pavimentati).

Processi di de-impermeabilizzazione all’interno dell’area di studio sono stati molto rari se non quasi nulli , sicuramente per via di motivazioni legate alla rendita urbana e per i grandi apporti di energia necessari. Quando si procede alla realizzazione di elaborati in materia di consumo di suolo bisogna apporre attenzione alla validità delle fonti utilizzate a agli strumenti informatici di calcolo, tali strumenti devono essere in grado di analizzare fenomeni seguendo le grandezze di spazio e tempo. Sono dunque necessari strumenti e tecniche per la lettura dei processi temporali e geografici.

Andrea Pantaleo

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Note: l’associazione ringrazia il Dott. Andrea Pantaleo per la gentile concessione a pubblicare questo suo materiale prodotto durante il tirocinio universitario, svolto con cura e diligenza.

Carlo Pagliai

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