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Il Tabernacolo sul Rio di S. Anna lungo il Sottopoggio – di Carlo Pagliai

Camminando lungo la Via di Sottopoggio per Terrafino fino all’incrocio con Via di Monteboro si arriva ad un ponte sul rio di S. Anna[1], che nasce dalle colline di Cerbaiola e si dilunga nel Piano d’Empoli fino a gettarsi in Arno nei pressi della località Magolo;  più precisamente, la rampa di salita viaria si sviluppa sul ponte sopra il detto corso d’acqua, e sul suo fianco sud c’è ancora in adiacenza il vecchio ponticello arcuato in laterizi rimasto in funzione anche nel dopoguerra.

tabernacolo - foto di C. Pagliai

tabernacolo – foto di C. Pagliai

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Sul fianco sud della strada, vi è il tabernacolo di S. Anna che presenta indizi di alterazione o ricostruzione del manufatto, anche se come si descrive appresso, discende in parte o in continuità con l’immaginetta censita pressappoco nel medesimo punto nella mappa[2] catastale del 1820 e anche nella «Vergine di doro» indicata nella cinquecentesca mappa[3] dei Capitani di Parte Guelfa.

Vi sono fondati dubbi sul fatto che il tabernacolo abbia mantenuto pressoché la stessa posizione, ma osservando attentamente la mappa catastale del 1820, il tabernacolo (immaginetta) è situato al nord (e non sud) della strada di sottopoggio; in quel punto, la via di sottopoggio non proseguiva in maniera dritta e allineata come oggi ma faceva una sorta di breve strozzatura sul lato sud. Questa configurazione geometrica è rimasta inalterata fino al Dopoguerra, infatti da un semplice riscontro sulle  foto aeree militari[4] si osserva la rettifica del tratto stradale avvenuta tra il 1953 e 1965; in estrema sintesi, al ponticello vecchio viene affiancato sul lato nord un ponte nuovo. Tuttavia il tabernacolo non è stato lasciato nell’esatta posizione originale, infatti il tabernacolo oggi si trova ubicato praticamente sul parapetto sud del vecchio ponte, quando invece nella mappa leopoldina era ubicato sul parapetto nord del detto ponte.

tabernacolo - foto di C. Pagliai

tabernacolo – foto di C. Pagliai

Il tabernacolo, di tipo a colonna, poggia su un basamento in laterizi e soprastante corpo intonacato privo di finitura, ma colpisce molto la copertura con due lastre di calcestruzzo posta a “capanna disassata” sul lato sinistro rispetto al corpo centrale.
Nella nicchia del tabernacolo si trovano un bassorilievo in bronzo raffigurante S. Anna che tiene in collo la S. Maria col braccio sinistro mentre col braccio destro tiene uno scettro sormontato da un giglio fiorentino; entrambe hanno il capo coronato, e ponendo particolare attenzione ad ambedue le corone, non si è potuto leggere segni o caratteri distintivi degli stemmi sulle corone, anche se sulla corona di S. Anna si osservano due gigli fiorentini.
Si nota che il bassorilievo si stato apposto su di una cornice quasi circolare, con evidenti tracce di coloriture rovinata da diverse incrostazioni, dalle quali appare sul basso la scritta dell’anno 1937 anche se non si legge bene.
Non si leggono altre iscrizioni di sorta su nessun altro lato, da aggiungere solamente la presenza sulla parete sinistra dentro la nicchia di una piastrella ceramica dipinta a mano raffiguranti S. Anna e S. Maria.

Tutti questi elementi siffatti portano a pensare che il manufatto esistente sia solo la versione ricostruita di quello pregresso, conservando l’effigie originale nell’incavo.

Note e riferimenti:
[1] la denominazione di questo rio potrebbe essere oggetto di trattazione infinita, in alcune cartografie moderne è indicato come rio di S. Maria, ma c’è chi lo indica con altri nomi.
[2] A.S.Fi – Cat. Generale Toscano – Catasto leopoldino – Comunità di Empoli Sez. S foglio secondo.
[3] A.S.Fi – Cap. di Parte N. Neri t. 120 II° c. 294.
[4] Ist. Geografico Militare. Nella foto aerea 1965 si può osservare come il cantiere sia stato concluso poco tempo prima.

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