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Spedale Vecchio: Analisi e ipotesi di riqualificazione in polo universitario – Tesi di laurea 2010 di Carlo Pagliai

Lo Spedale Vecchio da alcuni decenni è oggetto di discussione circa il suo riutilizzo e le sue effettive potenzialità, e tale aspetto ha fornito lo spunto per svolgere la presente Tesi sullo “Spedale Vecchio San Giuseppe di Empoli: Analisi e ipotesi di riqualificazione in polo universitario” discussa dallo scrivente al Corso di Laurea magistrale in Progettazione dell’Architettura il 22 settembre 2010, Relatore Prof. G. Tempesta.

   PREMESSA
La tesi è articolata in prevalenza di elaborati grafici di matrice urbanistica e architettonica, e in particolare per quest’ultimi si sono omesse alcune tavole in quanto rappresentanti le piante dei vari piani dell’edificio, per ovvie implicazioni relative alla proprietà.
L’intero materiale deriva da studi e ricerche svolte su di esso dallo scrivente durante gli studi universitari effettuati nelle rispettive materie e corsi di laurea.
Si auspica che tale materiale, nella sua multidisciplinarità (e interdisciplinarità), possa essere frutto per ulteriori ricerche e approfondimenti, sperando al contempo che non divenga il pretesto per alterchi in altre sedi.      di CARLO PAGLIAI

Spedale Vecchio

Spedale Vecchio – foto di Carlo Pagliai


INDICE GENERALE DELLA TESI

ELABORATI n°

1    – INQUADRAMENTO
2   – INQUADRAMENTO
3   – STORIA
4   – PERIODIZZAZIONE
5   – PERIODIZZAZIONE   ( Omissis )
6   – RILIEVO  ( Omissis )
7   – RILIEVO
8   – PROGETTO
9   – PROGETTO  ( Omissis )
10 – PROGETTO  ( Omissis )
11  – STRUTTURE
12  – STRUTTURE
13  – STRUTTURE

RELAZIONE

CAPITOLO 1  – Introduzione e inquadramento

L’oggetto principale della tesi è l’edificio dello Spedale Vecchio sito a Empoli, il principale Comune del Circondario Empolese Valdelsa, un organo amministrativo nato nel 1997 grazie ad una Legge Regionale, ed è istituito quale “circoscrizione territoriale omogenea di decentramento amministrativo nell’ambito della Regione Toscana, nonché per l’esercizio di funzioni e servizi di ambito sovracomunale”. Esso svolge quindi sul territorio di propria competenza gran parte delle funzioni provinciali, oltre ai compiti che le singole Amministrazioni comunali hanno ritenuto opportuno gestire in ambito circondariale, come quelle derivanti dal protocollo d’intesa del 1997.
La città di Empoli è un importante centro commerciale e industriale, ricco di tradizioni e di opere d’arte. La città, rinomata per le sue vetrerie e la sua attività nel campo dell’abbigliamento, è situata sulla riva sinistra dell’Arno, in una fertile pianura, all’incrocio di grandi arterie stradali e in posizione strategica rispetto ad importanti mete turistiche come Firenze, Lucca, Pisa, Siena. Rimasta per lunghissimo tempo un centro a prevalente economia agricola e mercantile, Empoli si apri allo sviluppo industriale con la promulgazione delle leggi economiche del granduca Pietro Leopoldo. Decadute durante l’epoca napoleonica le attività artigianali tradizionali (la tessitura della lana e del lino, la lavorazione del feltro e della paglia, la produzione delle ceramiche), il vero e proprio decollo industriale si ebbe con la nascita della produzione vetraria.
Negli anni a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo e soprattutto con il suo maggiore sviluppo nel periodo compreso tra la prima e la seconda guerra mondiale. Negli anni ’50 la crisi di alcune industrie ha aperto la strada pure in questo settore all’affermazione della piccola e media impresa, anche cooperativa. L’industria delle confezioni, nata nel periodo della prima guerra mondiale con la produzione di cappotti e impermeabili,è straordinariamente progredita nei primi anni ’50 fino a diventare attualmente il più importante settore produttivo di Empoli e dell’intera area. In questa Città fu edificato nella metà del Settecento un notevole Spedale, per il quale si rimanda alle sue origini e analisi storiche al capitolo seguente.
Tale edificio è ubicato ai margini del Centro Storico di Empoli, confinando in un contesto delle prime espansioni degli inizi del Novecento e circondato su tre lati da un contesto di matrice medioevale. Su due lati è circondato da due ampie viabilità (Via Roma e Via Giovanni da Empoli) utilizzate intensamente da traffico veicolare di lento scorrimento, su di un lato confina con Via Ridolfi ad oggi fruita come strada di uscita da Zona a Traffico Limitato del Centro di Empoli; su questa viabilità il Comune avrebbe già proposto la trasformazione in Zona pedonale e traffico limitato ai residenti. Sul quarto lato, a nord, confina con una piazza di piccole dimensioni e viabilità a traffico limitato per i residenti e avente sezione ristretta e senza sfondo. L’edificio dello Spedale Vecchio fa parte di un più ampio plesso, il quale è costituito dai seguenti corpi:

  • Lo Spedale Vecchio, edificio originale
  • L’ala “umbertina” edificata lungo la Via Roma
  • Corpi di fabbrica ed elementi incongrui, ad uso accessorio dello Spedale e realizzati tra gli edifici di cui al punto 1 e 2

Sulla suddetta piazzetta si affaccia anche un altro edificio degno di nota, ovvero la costruzione che ingloba la torre medioevale detta del “Righi”, di origine trecentesca e unica porzione residuale dell’intera seconda cerchia muraria. Tale torre, a sua volta interclusa dagli stessi elementi incongrui che cingono ad ovest lo Spedale, merita senz’altro la sua valorizzazione e salvaguardia. Considerato anche il suo avanzato stato di degrado sarebbe necessario anche un intervento di restauro.
Lo Spedale nel suo complesso invece gode di buone condizioni in quanto su di esso sono stati fatti ripetuti interventi di manutenzione, da non intendersi tuttavia come interventi di restauro architettonica. I più recenti riguardano le manutenzioni e modifiche interne effettuate per collocare l’attuale distaccamento della Facoltà di Architettura di Firenze per il Corso di Laurea in Pianificazione Territoriale, attivato ad Empoli in sedi distaccate nell’anno 2001.
Lo Spedale fino all’anno scorso era parzialmente adibito ad uso sanitario, il suo utilizzo storico fin dalla sua fondazione, tuttavia nel 2008 fu avviata la fase di dismissione e trasferimento dei reparti al nuovo plesso ospedaliero San Giuseppe completato nel 2006. Da allora il Comune si è posto il problema del possibile riutilizzo dell’edificio, proponendo nel relativo regolamento urbanistico la possibile variazione col relativo Piano di Recupero. In sintesi tale Piano consente e propone l’utilizzo dello Spedale ad uso istruzione pubblica, universitaria e uffici pubblici.
In tal senso, da anni il Comune ha ventilato più volte l’ipotesi di destinarlo agli uffici pubblici del Comune stesso, in quanto l’attuale sede viene utilizzata in locazione. Tornando al contesto, l’edificio dello Spedale Vecchio è collocato in una particolare posizione di cerniera tra Centro Storico e le aree delle prime espansioni edilizie. Tale posizione è da ritenersi privilegiata in quanto la sua funzione di plesso universitario potrebbe assumere un ruolo di duplice accentratore di utenza ma al contempo potrebbe divenire (o tornare) ad essere un entità protagonista a scala urbana e territoriale. Infatti col progetto si verrebbe anche a creare un nuova viabilità di accesso al centro storico, o meglio, in un ampio isolato accessibile solamente da piccola strada senza sfondo.
L’edificio dello Spedale Vecchio è stato concepito con severa architettura del periodo granducale (metà Settecento), e a parte l’addossamento di elementi impropri alla sua sagoma e delle modifiche nell’ala est, ha mantenuto le sue originarie caratteristiche stilistiche e materiche, essenzialmente costituite da paramenti murari in laterizi, rivestiti con intonaci bianchi e modanature marcapiano e cornici in pietra serena. Al suo interno vi sono ancora i pavimenti originali in cotto disposti a spiga di pesce, nonché tutte le modanature in pietra serena.
Dal punto di vista impiantistico l’edificio è dotato di tutti gli impianti necessari alla conduzione dell’esercizio ospedale rio, e buona parte delle volumetrie incongrue e superfetazioni è costituito da volumi tecnici; in sintesi, gli impianti tecnici attualmente presenti sono il termico centralizzato, i vani corsa ascensori e porta lettighe, l’impianto di incenerimento organico, la cabina elettrica e l’impianto generatore di acqua calda sanitaria.
L’aspetto che riveste particolare importanze per l’intero edificio è la sua caratterizzazione storica e la sua dinamica costruttiva. Infatti lo Spedale vecchio è stato edificato in un’ampia porzione dell’antico Bastione Mediceo angolare, visibile fino alla fine dell’Ottocento, prima che fossero iniziate alcune fasi di costruzione dell’ala “umbertina” lungo tutta via Roma.
Lo Spedale ha una forma a “U”, la quale lo configura l’edificio con una corte interna, abbastanza stretta rispetto all’altezze dei vari corpi di fabbrica, corte che trovasi in stato di degrado ma ancora prevalentemente pavimentata con la pietra serena originale e posata durante la prima costruzione dello Spedale. Sul lato ovest si trova uno spazio chiuso e circondato da un’alta recinzione in muratura, fino ad oggi utilizzato come spazio di parcheggio riservato ai dipendenti, non pavimentato ma semplicemente coperto da ghiaia. Su questo spazio vi sono quattro alberi, uno dei quali non essendo mai stato curato è cresciuto a dismisura arrivando ad ostruire molto la visuale dell’edificio.
Lo stesso dicasi per un albero cresciuto sul terrapieno della porzione della terza cerchia muraria sito di fianco allo Spedale, meglio individuabile ai piedi della anzidetta trecentesca Torre del Righi. Tale edificio, comprendente la Torre del Righi, è meritevole di restauro ma soprattutto di indagini di approfondimento archeologico in quanto al suo interno vi sono senz’altro relitti delle fortificazioni inerente la seconda cerchia muraria di Empoli.
L’edificio è stato storicamente utilizzato come scuola di formazione secondaria per gli infermieri, da circa venti anni trasferitasi in Piazza Ristori a Empoli. In relazione allo Spedale Vecchio, si vuol precisare che nelle immediate vicinanze dello Spedale esiste un altro polo universitario dedicato alle figure sanitarie, ubicato in località Sovigliana del Comune di Vinci, praticamente sulla riva opposta dell’Arno con cui Empoli confina a nord.
Tale Polo universitario, attivano a metà degli anni Novanta è cresciuto ben oltre ogni aspettativa, arrivando a soddisfare un’offerta per 1500 studenti provenienti da tutta Italia. Contemporaneamente venivano attivati a Empoli in diverse sedi distaccate alcuni corsi di diploma universitario, trasformati poi in corsi di laurea triennale.
La distribuzione di corsi universitari e la loro crescente affluenza ha fatto incrementare l’esigenza di avere un’unica sede in cui condividere alcuni servizi e logistiche, quali segreteria, centro stampa, mensa, spazi studenti, eccetera.
Da questa esigenza si fonda la proposta progettuale, ovvero collocare i diversi corsi di laurea distaccati in questo unico plesso universitario, il quale si presta ottimamente ad essere utilizzato per tale scopo, e la sua storica funzione di struttura pubblica ne rende ancora più compatibile la nuova destinazione d’uso universitario.

CAPITOLO 2

( Omissis )

 

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