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Empoli e il Piano d’ingrandimento di fine ‘800 – di Carlo Pagliai

I PRG DI EMPOLI pubblicati nella Sezione URBANISTICA E MAPPE →
↖ Il Piano Regolatore: Variante Del. C.C. n. 381 del 19  settembre 1978
↖ Il Piano Regolatore: Variante Del. C.C. n. 382 del 08 ottobre 1973
↖ Il Piano Regolatore 1964
↖ Il Piano Regolatore 1956
↖ Il Programma di Fabbricazione 1952
↖ Il Piano di Ricostruzione 1947
↖ Il Piano di Risanamento del 26/12/1926
↖ Il Piano di ingradimento, fine Ottocento

di Carlo Pagliai

Un ritrovamento casuale ma al contempo sorprendente: il Piano d’ingrandimento di Empoli, per il quale si ringrazia la Famiglia Bini per la gentile condivisione del documento.
Non si tratta di un “Piano Regolatore” ma di un mero Piano di espansione relativo al tessuto urbano sviluppatosi poi attorno all’asse centrale di via Roma; dalla tavola si legge chiaramente che tale documento pianificava l’espansione di un area esterna all’antico Castello delimitata a nord da Piazza Vittorio Emanuele II° (oggi P.zza della Vittoria), ad est da via Curtatone e Montanara, a sud dalla stazione ferroviaria e ad ovest da un tratto di via Ridolfi (oggi via Mario Fabiani).

Datazione e periodizzazione.
Nel momento in cui scrivo devo dire che non ero a conoscenza di questo documento, di cui probabilmente ne potrebbe esistere una copia nell’archivio storico comunale, o quanto meno è probabile riscontrare un atto amministrativo comunale di approvazione.
Sta di fatto che prevale l’entusiasmo nel voler pubblicare tale documento, a prima vista forse inedito alla mia conoscenza in storia urbanistica di Empoli; tale documento non risulta inserito o pubblicato nella nota pubblicazione sulle mappe “Empoli: città e territorio. Vedute e mappe dal ‘500 al ‘900”, AA.VV., Editori dell’Acero 1998.
Questa tavola era singola ovvero non comprendeva allegati di sorta e quindi al momento non si è in grado di fornire dettagli sulla data di adozione/approvazione ed efficacia del Piano; tuttavia è possibile formularne il periodo temporale di collocazione tra il 1892 e il 1911 facendo riferimento alle tavole del Catasto leopoldino[1] aggiornate (” levate “) alle due suddette epoche. Dal loro riscontro con tale Piano d’ingrandimento si evincono le trasformazioni avvenute anteriormente e posteriormente ad esso.

Caratteristiche del Piano
Desta interesse il disegno dei lotti abbastanza dettagliati in cui vi son riportate le misure delle distanze tra le costruzioni prospicienti le strade tutte di 14 ml, addirittura si legge bene la sagoma dei marciapiedi nelle strade.
Si leggono pure alcuni elementi viari della preesistente campagna, che sarà urbanizzata con questo Piano; emerge pure un dettaglio che toglie i dubbi anche allo scrivente circa la trasformazione intervenuta del lato est del bastione mediceo (su cui vi costruirono in parte lo Spedale Vecchio) infatti dal progetto di lottizzazione si legge chiaramente che i rettifili di via Roma prevedevano, come poi hanno quindi fatto, il tranciamento e demolizione del detto fronte murario del bastione voluto da Cosimo I°.
La tavola del Piano indica pure la dislocazione e alcune funzioni degli edifici ad uso ferroviario e della Stazione.
Si riesce anche ad osservare il tracciato preesistente del Rio dei Cappuccini, che in questa mappa appare già sviluppato secondo la prima importante sua deviazione avvenuta in seguito alla realizzazione della ferrovia, il cui tracciato originale è riportato nel Catasto leopoldino 1820.

viabilità
Facendo opportuni ingrandimenti si riesce a leggere alcuni nomi delle strade allora esistenti; per esempio l’attuale tratto di via Mario Fabiani viene riportato come “via della Stazione”, ma è già noto che l’originaria sede della stazione fosse molto più vicina al sottopassaggio. Si legge pure che l’attuale Piazza Don Minzoni o della Stazione fosse denominata Piazza Pini (importante famiglia empolese dell’epoca).
Colpisce anche la presenza del nome “Cascine” in una mappa, dato inedito a mio avviso .
Le linee ferroviarie sono riportate semplicemente come linee di colore blu, e non si riesce a comprendere bene cosa rappresentino quei cerchietti blu riportati in mappa lungo le stesse linee dei binari, presenti anche su due marciapiedi lungo l’attuale via Palestro.
Forse ai lettori non sarà neppure sfuggito una diversa tessitura urbana di progetto: infatti nel Piano si legge il progetto di alcune strade poi non realizzate, ipotizzando una variante del Piano, se esistita.
Per esempio si evince una strada dipartente circa dall’attuale Bar “Ci Ri Siamo” e sviluppandosi verso est, non realizzate integralmente.
Non è stata neppure realizzata quella strada in senso “nord-sud” posta parallela tra via Roma e via Curtatone Montanara.

Conclusioni
La mappa di per sè fornisce informazioni e un’immagine urbana inedita e su cui occorre fare debiti approfondimenti.
Essa tuttavia è stata redatta con buona tecnica cartografica in scala 1:1250 , rapporto frequente nelle tavole catastali leopoldine; riporta pure l’orientamento a nord, ma soprattutto è disegnata con chiara tecnica su una carta a lucido, con ogni probabilità utilizzando come base cartografica una tavola del suddetto catasto allora vigente e quindi alla levata del 1892.
Le caratteristiche di redazione della mappa potrebbero consentirne anche una elaborazione di cartografia digitale, tuttavia lo stato conservativo non consentirebbe una elevata affidabilità in fatto di topografia e geometria, ma rimane un ottimo documento testimoniale della crescita urbana della città.
Si riporta di seguito il link per scaricare il PIANO D’INGRANDIMENTO  Download here.

 

Note e Riferimenti:
[1] A.S.C.E, diapositive da Bg 24-1 a Bg 24-8;

Piano di ingrandimento - cortesia Famiglia Bini

Piano di ingrandimento – cortesia Famiglia Bini

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