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Dizionario geografico fisico storico della Toscana – Emanuele Repetti – Monterappoli

Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana

contenente la descrizione di tutti i luoghi del Granducato

compilato da Emanuele Repetti

socio ordinario dell’i. E r. Accademia dei Georgofili e di varie altre   –  Volumi vari

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MONTE RAPPOLI, o MONTERAPPOLI, talvolta MONTE TRAPPOLI in Val d’Elsa.
Borgo già Castello che dà il titolo a due chiese parrocchiali una delle quali plebana (S. Giovanni Evangelista), e l’altra prioria (S. Lorenzo) nella Comunità Giurisdizione e 4 miglia a ostro d’Empoli, Diocesi e Compartimento di Firenze. È situato sulla cresta dei colli marnosi che fiancheggiano la Val d’Elsa dal lato di levante, lungo la strada rotabile che da Empoli sbocca nella Regia Traversa, o antica Via Francesca, presso Granajolo. Fu questo uno de’castelli de’Conti Guidi rammentato nei privilegi concessi a quella illustre prosapia dagli Imperatori Arrigo VI e Federigo II sotto gli anni 1191, 1220 e 1247.
L’Ammirato nella storia de’Conti Guidi e il P. Ildefonso nel Vol. VIII delle Delizie degli Eruditi Toscani riportano il sunto di un contratto del 6 maggio 1255, col quale il Conte Guido Novello del fu Conte Guido di Modigliana, fratello del Conte Simone di Poppi, i Conti Guido Guerra e Ruggero figli del fu Conte Manovaldo di Dovadola,  il Conte Guido di Romena figlio del fu Conte Aghinolfo, ciascuno per la sua parte vendè e consegnò al Comune di Firenze nelle mani del giudice Guglielmo Beroardi sindaco a ciò destinato, fra gli altri luoghi la sua quarta parte che possedeva per indiviso con gli altri conti consorti del castellare di Monterappoli più la quarta parte del padronato e della chiesa di S. Jacopo di Stigliano, di S. Lorenzo a Monterappoli, dei fedeli, pensioni e affitti, compresa qualunque signoria e dominio sulla stessa corte e castello.  Come poi Monterappoli con Empoli, Cerreto Guidi, Vinci, Monte Murlo, Montevarchi ed altri castelli e terre dopo la vittoria riportata dai Ghibellini a Montaperto, ricadesse sotto il dominio de’ conti Guidi, fino a che i luoghi medesimi nel 1273 furono rivenduti e restituiti da uno di quei conti alla Signoria di Firenze, potrà vedersi all’Articolo MONTEVARCHI. Dalla bolla però del Pontefice Celestino III diretta nel 1194 al preposto della pieve di S. Genesio della Diocesi di Lucca si rileva che i pievani di quest’ultima battesimale (ora cattedrale di Sanminiato) possedevano beni, ed avevano una qualche giurisdizione di dominio in Monterappoli; non però giurisdizione spirituale, mentre molto prima di quella età la pieve di Monterappoli dipendeva dal diocesano di Firenze.
Nella confinazione stabilita nell’ottobre del 1297 dai respettivi sindaci fra il distretto sanminiatese e il contado fiorentino, quando si posero i termini presso o lungo il fiume Elsa, quelli che servirono di limite fra il territorio delle comunità di Canneto di Val d’Elsa, spettante alla giurisdizione di Sanminiato, già del contado pisano, ed i  territorii di Monterappoli e di S. Andrea a Rofiniano, compresi nel contado fiorentino, si mantengono tuttora quasi i medesimi di allora.
Il distretto della pieve di S. Giovanni Evangelista a Monterappoli nel sec. XIII abbracciava le seguenti nove popolazioni:
1. S. Lorenzo a Monterappoli (esistente);
2. S. Andrea a Rofiniano, (riunita alla pieve);
3. S. Maria d’Oltrorme (soppressa);
4. S. Matteo a Granajolo (cui è unita la seguente);
5. S. Maria a Granajolo, o al Borgo Vecchio;
6. S. Jacopo di Stigliano (annessa alla precedente);
7. S. Martino del Piano (distrutta);
8. S. Bartolommeo di Carbonaja (ammensata alla cura di Granajolo);
9. S. Prospero a Cambiano (esistente);
S. Giusto a Camprolese, riunita nel 1446 alle monache di S. Appollonia di Firenze.
Tra gli uomini distinti la storia ci ha tramandato il nome di un Simone da Monterappoli che in Firenze fu tra i capi della congiura contro il Duca d’Atene, e di un Luparello che nel 1370 contribuì alla presa di Samminiato fatta dai Fiorentini.
Monterappoli a tempi della Repubblica Fiorentina faceva parte della Lega d’Empoli, ed aveva fino d’allora per arme parlante un tralcio di pampani piantato sopra un
monticello. – Vedere EMPOLI.
La chiesa plebana di S. Giovanni Evangelista fu di padronato della famiglia Frescobaldi, che nel 1486, sotto di 30 agosto la rinunziarono insieme con quella di S. Matteo a Granajolo a messer Bertoldo di Gherardo di Filippo Corsini. Attualmente però è di data dell’Arcivescovo di Firenze. – Essa nel 1833 aveva 887 abitanti.
La parrocchia di S. Lorenzo dello stesso luogo, di padronato una volta de’monaci Cistercensi, alla soppressione di questi in Toscana passò nel Principe. –
Essa all’anno 1833 contava 430 abitanti.

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