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Chiesa di San Giusto a Pretojo, presso Corniola

Si trova situata lungo la via Salaiola tra Empoli e Monterappoli, nella località una volta conosciuta come Pretojo (come la omonima Petroio di Sovigliana) e praticamente vicinissima alla Villa Castellani, a poca distanza dalla frazione di Corniola.

La chiesa viene citata nel 1119 come facente parte del piviere di S. Andrea di Empoli nel famoso Privilegio di incastellamento di Empoli, e nella descrizione appare filologicamente inserita tra la vicina chiesa di San Simone e Giuda (Corniola) e quella scomparsa di San Ruffillo di cui rimane a testimonianza un semplice oratorio a margine del Convento dei Cappuccini.

Empoli - Borgo e chiesa San Giusto 18-11-2011

 

Empoli - Chiesa di San Giusto a Petroio 15-11-2011

Lo stato attuale, foto di C. Pagliai

 

CRONOLOGIA dei principali documenti di riferimento:
1119: citata nell’Istrumento dell’incastellamento di Empoli
1192: citata nella Bolla papale di Celestino III a conferma di possessi e privilegi
1258: citata nella Bolla papale di Alessandro IV a conferma di possesso e privilegi
12761277: risulta censita negli estimi delle Rationes Decimarum
1286: risulta citata nell’elenco dei canonici che assistettero nel 03 aprile 1286 al sinodo diocesano tenutosi nella cattedrale di Firenze
1290: risulta citata nell’elenco della Decima relativo al piviere empolese
13021303: risulta censita negli estimi delle Rationes Decimarum
1580/1595: censita e rappresentata nella Pianta dei Capitani di Parte, Popolo di S. Giusto a Pretojo
1810:
la chiesa parrocchiale fu rinnovata nelle forme odierne a spese del Capitolo empolese e per volontà del Proposto Michele Del Bianco;
1820: censita e rappresentata nel Catasto Leopoldino 1820, Sezione B di Pagnana e Vitiana, foglio 1, particella 84
1833-1845: ricordata dal Repetti nel suo celebre “Dizionario”

STORIA
Appare inoltre citata nelle bolle del 1192 e, nel 1258 viene citata come Sancti Iusti de Petroio;
non appare citata nelle decime 1272-1280, nel sinodo fiorentino 1286, nella decima 1290 e del 1303.
Nel 1459 fu direttamente annessa al Capitolo di Empoli, considerandola al rango di una semplice cappella o un oratorio. [1]
Nel 1563 venne fusa la campana minore del campanile mentre quella maggiore fu fusa nel 1738 dal senese Bartolomeo Fanti [2], campanile non che appare disegnato nella mappa dei Capitani di Parte Guelfa redatte tra il 1585-1590 e dove la chiesa appare con semplice forma a capanna e una vetrata oculare sulla facciata.

Il prete Pogni cita l’iscrizione scritta sulla campana minore [3]:

A · CAP · EMPOLITANO ANO ·  DNICE

INCAR · M · CCCCC · LXIII

Successivamente furono eretti all’interno due altari laterali barocchi dedicati a San Giuseppe in cornu evangelii (di proprietà della Confraternità della Buona Morte) e della Madonna del Rosario in cornu epistolae[5]

Attuale localizzazione nella foto aerea di Google Maps:


§

Nella visita pastorale del 1655 del Cardinale Nerli fu annotata la presenza sull’unico altare di una “tabula antiquissima in ligno” in condizioni mediocri, poi individuata nel trittico quattrocentesco attribuito a Lorenzo Monaco raffigurante la Madonna col Bambino inserita tra i Santi Giovanni Evangelista, Caterina d’Alessandria, Giovanni Battista ed Agostino[6] oggi conservata nel Museo della Collegiata di S. Andrea.

Trittico di Lorenzo Monaco

Trittico di Lorenzo Monaco

 

Nella visita pastorale del 1754 il suo territorio pertinente fu annesso direttamente a quello della pieve di S. Andrea. [7] Dopo la sua soppressione la chiesa conobbe un periodo di degrado e di abbandono, per il quale il Proposto Michele Del Bianco nel 1810 si adoperò per farla ricostruire col supporto del Capitolo di S. Andrea, lasciando intatti gli altari barocchi e facendo assumere l’attuale facciata coronata a timpano e la finestra.

Ancora oggi in facciata è presente un’iscrizione in pietra serena su cui il Pogni trascrive ciò:

D  O   M

TEMPLVM . D . IVSTI

VOLATER  . PONTIFICIS  . NOMINE  . DISTINCTVM

PRIORI  . VETVSTATE  . PROLAPSVRO (sic.)

CAPITVLVM  · EMPORIENSE

COLONIS  . LABORE  . MANVVM  . EX  . ANIMO

COADIVVANTIBVS

IN  . AMPLIOREM  . FORMAM  . REDACTVM

A FVNDAMENTIS  . EREXIT

AN . A  . P  . V  . MDCCCX

Empoli - Chiesa di San Giusto a Petroio 15-11-2011 2

§

L’oratorio fu benedetto il giorno 15 del medesimo anno 1810 dal Proposto Michele Del Bianco, il quale nel marzo antecedente aveva posto la prima pietra nel fondamento del coro, lato levante [8].

Risulta correttamente rappresentata nella mappa del Catasto Leopoldino del 1820, nel foglio n. 1 di 2 della sezione V di S. Giusto e Terrajo:

Catasto leopoldino San Giusto

Fonte cartografica: estratto dal Catasto Generale della Toscana, Comunità di Empoli
Sezione B – Pagnana e Vitiana, Foglio 2 di 2 – ASFi, Catasto Generale Toscano, 
Catasto Leopoldino Comunità di Empoli – tratta dal sito web del“Progetto CASTORE”
Regione Toscana e Archivi di Stato Toscani  – 
Per g.c. Info Crediti e Copyright

 

La chiesa è stata di seguito definitivamente sconsacrata. Pochi anni or sono è stata oggetto di intervento di ristrutturazione conservativo e trovasi oggi in buone condizioni.

La chiesa prima del recente intervento di ristrutturazione - Foto Arch. Pucci Tiziano

La chiesa prima del recente intervento di ristrutturazione – Foto per g.c. dell’Arch. Pucci Tiziano


 

Note e Riferimenti:
[1] Empoli: una città e il suo territorio, AA.VV., Ed. dell’Acero, Empoli 1997, pag. 102;
[2] Il territorio empolese nella seconda metà del xvi sec, W. Siemoni e L. Guerrini, Edizioni Gonnelli 1987, pag. 240;
[3] Le iscrizioni di Empoli, Olinto Pogni, Firenze 1910, rubrica 607;
[4] Le iscrizioni di Empoli, Olinto Pogni, Firenze 1910, rubrica 608;
[5] Empoli: una città e il suo territorio, AA.VV., Ed. dell’Acero, Empoli 1997, pag. 102;
[6] Chiese, Cappelli e oratori del territorio empolese, W. Siemoni, 1993, pag. 84;
[7] Archivio Collegiata S. Andrea, Campione Beneficiale A, a c. 177;
[8] Archivio Collegiata S. Andrea, Campione Beneficiale A, a c. 209;

Cronologia dei principali documenti di riferimento:
1119: citata nell’Istrumento dell’incastellamento di Empoli
1192: citata nella Bolla papale di Celestino III a conferma di possessi e privilegi
1258: citata nella Bolla papale di Alessandro IV a conferma di possesso e privilegi
12761277: risulta censita negli estimi delle Rationes Decimarum
1286: risulta citata nell’elenco dei canonici che assistettero nel 03 aprile 1286 al sinodo diocesano tenutosi nella cattedrale di Firenze
1290: risulta citata nell’elenco della Decima relativo al piviere empolese
13021303: risulta censita negli estimi delle Rationes Decimarum
1580/1595: censita e rappresentata nella Pianta dei Capitani di Parte, Popolo di S. Giusto a Pretojo
1596
Luglio 06: 
1810:
la chiesa parrocchiale fu rinnovata nelle forme odierne a spese del Capitolo empolese e per volontà del Proposto Michele Del Bianco;
1820: censita e rappresentata nel Catasto Leopoldino 1820, Sezione B di Pagnana e Vitiana, foglio 1, particella 84
1833-1845: ricordata dal Repetti nel suo celebre “Dizionario”
1847: in carica

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