Aspetti dell’occupazione tedesca di Empoli – di CLAUDIO BISCARINI

Scritto da: in Claudio Biscarini, Ricerche con 0 Comments 18 dicembre 2011 19:24

LOGO DELLA STORIA 200 Aspetti dell’occupazione tedesca di Empoli  – di CLAUDIO BISCARINI

Accade che, nel rievocare il periodo della seconda guerra mondiale nella nostra città, sfuggano quei particolari che danno, invece, la percezione vera del clima dell’epoca. Prima dell’arrivo delle truppe combattenti nel luglio 1944, ad esempio, i vari comandi amministrativi e di polizia germanici e della Repubblica Sociale Italiana si erano occupati del nostro territorio per alcune problematiche che vi si erano presentate. Il 31 marzo 1944, una lunga circolare della Questura di Firenze, retta all’epoca dal Questore Manna, inviata a diversi enti militari e politici della zona, trai quali il Commissario Prefettizio di Empoli Giovanni Paolinelli, i dirigenti della Pubblica Sicurezza e della Guardia Nazionale Repubblicana e i dirigenti ferroviari, ricordava che nella zona si erano avuti diversi sabotaggi sulle linee telefoniche che correvano sul territorio della provincia di Firenze e che erano di estrema importanza per i comandi tedeschi. I sabotaggi, di solito, consistevano nel taglio materiale del filo telefonico posto all’aperto e nella sua asportazione. Manna richiamava l’attenzione di tutti sul fatto che si doveva, da parte delle autorità, vigilare che questi fatti non accadessero con un maggior controllo sugli individui che, eventualmente, fossero stati visti nelle vicinanze di linee telefoniche e nell’intensificare al massimo i servizi di vigilanza aventi questo scopo. Si richiamava il fatto che le popolazioni e gli amministratori sarebbero stati resi responsabili se i sabotaggi fossero continuati.[1] Si deve dire che questo ordine non deve aver avuto particolare ricaduta sugli eventi se, il 1 aprile 1944, intervenne pure il Capo Provincia [2] Raffaele Manganiello[3] che ribadiva: Nei casi di sabotaggio operati contro opere militari tedesche, i Podestà, a richiesta delle stesse autorità locali germaniche, mettano a disposizione il personale civile necessario per intensificare la vigilanza alle opere stesse.[4] La situazione, a vedere dai documenti, non cambiò di molto tanto che il 6 maggio 1944 dovette intervenire perfino il Befehlshaber der Sicherheitspolizei und des SD in Italien,Außenkommando Florenz diretto dall’SS Hauptsturmführer Otto Alberti[5]. Personaggio di estremo interesse, Alberti ha fatto parte di quella parte di piccoli funzionari di polizia tedesca che, nel dopoguerra, riuscì in qualche modo a mimetizzare le proprie responsabilità. Era nato a Berlino il 26 novembre 1908 e, dal 1 maggio 1937, faceva parte del Partito Nazionalsocialista con la tessera n. 6.986.906. Membro della Schutzpolizei[6]  dal 1 aprile 1929 al 15 marzo 1935, era entrato prima nella Geheime Staat Polizei, la famigerata Gestapo., quindi nelle SS nel 1940 con la tessera n. 358068. Si era sposato con Friedemarie Holm funzionaria del Nazionalsozialistiche Frauenschaft.[7] Nel 1963 aveva il grado di  Hauptkommissar della polizia criminale a Kiel. Dopo Firenze, ebbe il comando dell’SS-Außenkommando di Parma. Nell’aprile 1944, era ufficiale 1c[8] dell’SS -Gruppenführer und Generalleutnant der Polizei Jürgen von Kamptz, uno degli ufficiali delle SS più potenti in Italia. Nel ciclo operativo del marzo-aprile 1944 lotta alle bande nei territori umbro-marchigiani, Alberti si guadagnò  una proposta per la Croce di Ferro di prima Classe con Spade[9]. Personaggio di tutto rispetto, dunque, nel panorama dell’occupazione tedesca della provincia fiorentina. Nella circolare citata, egli esordiva dicendo che Dal giorno 15.4.1944 fino ad oggi sono stati eseguiti 15 sabotaggi (Sabotageakte), l’ultimo nella notte tra il 5 e il 6.5.44 alla linea telefonica tra Empoli e Pontedera in danno delle Forze Armate Germaniche.Per questa ragione e per evitare altri sabotaggi il Comando di Firenze obbliga al Comune di Empoli[10] ed a quello di Pontedera quanto segue. Alberti proseguiva dicendo che la linea doveva essere controllata anche la notte, con pattuglie di civili poste a 500 metri l’una dall’altra, con cambio ogni 4 ore. La circolare si concludeva con una esplicita minaccia: Se in seguito a questa speciale sorveglianza dovessero continuare tali sabotaggi saranno chiamati responsabili i Capi dei Comuni suddetti con la Legge Militare. Sono chiamati  responsabili del buon andamento del servizio (che doveva cessare  alle 5 del 25 maggio n.d.a.)e devono dare tutta la loro collaborazione i Comandi di Presidio e di Distaccamento della G.N.R.dei Comuni suddetti.Il documento era controfirmato dall’SS-Sturmscharführer[11] Mammey. E questa volta, la minaccia di cadere nelle mani della Gestapo, deve aver risolto il problema se il 31 maggio 1944 la Questura di Firenze comunicava che da quella data il servizio poteva essere tolto. Ma, si continuava, se ci fossero stati altri sabotaggi si doveva comunicare alla popolazione civile che saranno prese dal Comando Germanico rappresaglie, inasprite, comprendendovi persone borghesi. Quindi, una poco velata possibilità di ritorsioni gravissime.[12] Ma il 31 maggio 1944, ormai il fronte di guerra si era messo di nuovo in moto.Dalle montagne a sud di Roma e dalla testa di ponte di Anzio, le truppe alleate si stavano dirigendo su Roma e dal nostro territorio stavano cominciando a passare sia reparti di rinforzo che si dirigevano a sud che in ripiegamento verso la linea Gotica, dove si sarebbero attestate per tutto l’inverno.

I problemi con l’occupante tedesco, specie per l’amministrazione comunale cittadina, non si erano ridotti ai casi di sabotaggio. Era presente in città una presidio germanico il quale, secondo una lettera di Paolinelli  a Manganiello del 10 aprile 1944, aveva fatto fare nel cinema cittadino, ben tredici spettacoli cinematografici per soli soldati tedeschi. Il proprietario del locale, giustamente, rivendicava la spesa di  1950 lire e voleva i soldi dall’Amministrazione comunale la quale, di rimbalzo, chiedeva comunicazione da parte di codesto Superiore Ufficio, dove eventualmente rivolgersi per riavere i soldi che si dovevano sborsare. Il 10 giugno 1944, il fronte era fermo a sud del Monte Amiata e i sudafricani della 6th Armoured Division che, a settembre, passeranno l’Arno tra Montelupo e Riottoli si stavano rompendo le corna sulla E-Linie a Bagnoregio, la Reverenda Madre Superiora del Conservatorio della SS.Annunziata faceva presente in un elenco, di cui abbiamo rinvenuto il duplicato senza firma, che una colonna tedesca che ha soggiornato, per circa una settimana, nelle nostre scuole Elementari Femminili situate in Piazza Ettore Muti, aveva asportato materiale didattico ma anche 12 anfore di terracotta, 20 lampadine elettriche, legna da ardere, 2 tappeti per teatro, una macchina da cucire e aveva distrutto gli armadietti delle insegnanti, intasato i bagni e insudiciato le pareti. Il tutto alla faccia del self control con cui spesso ci vengono riportati i contatti con soldati della Wehrmacht. Tre giorni dopo e l’Ortskommandantur di Empoli che, scrivendo una lettera sgrammaticata e dal tono perentorio al Bürgermeisteramt di Empoli dice: Ai ferrovieri tedeschi di Empoli occorre nella casa di Via Tripoli 1, oltre alle stanze gia avute, anche quelle del pianterreno. Siete invitati di voler mettere subito a disposizione quanto richiesto qui sopra e di verificare l’elettricita e contotta aqua apportandoci se occorre le eventuali reparazioni. La rimessa deve pure essere aperta. Termine: 14.6.44 ore18.[13] I ferrovieri tedeschi  della Reichsbahn erano arrivati, nelle loro uniformi militarizzate[14], già da molti mesi e avevano funzioni di controllo sulla linea Firenze-Pisa e sulla Empoli-Siena. Lo stesso ufficiale tedesco, il 23 giugno, la battaglia in Toscana era alle porte di Siena, chiedeva al Comune  50 letti con biancheria, 50 coperte di lana, 10 tavoli, 40 seggiole e 40 catini per l’ospedale militare tedesco da campo di Empoli.La richiesta continuava dicendo che queste cose devono essere messe a disposizione da casa privata di una certa situazione. Dovrete inoltre mettere a disposizione del Feldwebel Müller una guida per l’indicazione delle suddette casa. Il trasporto di quanto richiesto avra luogo con un camio appartenente allo stesso ospedale da campo. Lo stesso giorno, l’Amministrazione dell’Ospedale Civile S.Giuseppe di Empoli, riceveva la notifica di requisizione su ordine del comando tedesco, degli oggetti sopra citati. Il fronte si avvicinava e erano in arrivo i primi feriti nei combattimenti che, tra poco, avrebbero coinvolto anche la città.[15]



[1] Circolare della Questura di Firenze n. 04723 del 31 marzo 1944.
[2]
Con la nascita della Repubblica Sociale Italiana i Prefetti di nomina regia vennero sostituiti dai nuovi Capo Provincia.
[3]
Raffaele Manganiello, già dirigente del CONI nel ventennio, venne ucciso il 18 settembre 1944 sull’autostrada Torino-Milano presso Mazzè da partigiani assieme agli agenti Alceo e Francesco Gabriellini e all’ausiliaria Dorotea Lantieri.
[4]
Circolare del Gabinetto della Prefettura di Firenze in data 1 aprile 1944, n. 1619.
[5]
In alcuni testi viene citato come Von Alberti ma ciò non corrisponde al vero.
[6]
La Schutzpolizei, che faceva parte della Ordnungspolizei “polizia dell’ordine”, in pratica equivaleva ai nostri vigili urbani.
[7]
Lega delle donne nazionalsocialiste.
[8]
Ufficiale addetto all’Intelligence.
[9]
Cfr. C. Biscarini,Missioni oltre le linee:Servizi alleati e Resistenza a Perugia e nell’Appennino umbro-marchigiano, Uguccione Ranieri di Sorbello Foundation, Perugia 2009, n.178,p.57.
[10]
Per Empoli, responsabile era il Commissario Prefettizio Giovanni Paolinelli.
[11]
Il Sergente maggiore delle SS. Karl Mammey era nato il 13 agosto 1910 a Buer-resse ed era responsabile dell’ABt.IV.seguirà Alberti anche a Parma.
[12]
Circolare urgentissima, riservata a mano, della Questura Repubblicana di Firenze . La zona dell’Empolese dove si doveva sospendere il servizio, riguardava  da Empoli a Erta di Montelupo.
[13]
Il documento , porta l’ intestazione Orstskommandantur Empoli.
[14]
Indossavano giacche, pantaloni e berretti di foggia militare, color azzurro aviazione o beigè, calzoni corti blu scuro d’estate, o lunghi dello stesso colore con piccola riga rossa d’inverno,  con bustina dello stesso colore, con fascia al braccio sinistro con scritto Deutsche Wehrmacht.
[15]
Per tutti i documenti citati: Archivio Storico Comune di Empoli, Postunitario, Fondo CLN.

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