Paolo Pianigiani: Giorgio Gamucci, il partigiano “Dotto”

Scritto da: in Articoli, Paolo Pianigiani con commenti 7 febbraio 2012 03:23

 

“Chi muore giovane è caro agli Dei”, dicevano i greci antichi. Ma morire a 19 anni, è in ogni caso terribile, anche solo da ricordare. Al partigiano “Dotto”, questo era il suo nome di battaglia, fu dedicata nel primo dopoguerra la piazzetta nei pressi del ponte sull’Arno. Prima era intitolata alla “Regina Margherita”. Era uno studente e forse per questo scelse quel nome, preso dal film “Biancaneve e i sette nani”, uscito nel 1936. Uno studente in mezzo ai suoi compagni: operai, contadini, artigiani. Un po’ per gioco, come succede a un ragazzo di quell’età, coinvolto nella scelta che fu condivisa da tanti: o sotto le armi, a fianco dei nazi-fascisti, o sulle montagne, con i partigiani. Era comunque schedato come “comunista”, nell’Archivio Politico Centrale, e tenuto d’occhio dal regime fino sui banchi di scuola. Non fu una scelta dettata dalle circostanze, fu la logica conseguenza del suo pensiero.

Giorgio Gamucci faceva parte della brigata partigiana “Gramsci”, che operava nella zona fra Siena e Grosseto. Attivissima nelle azioni di guerriglia e sabotaggio. Il 17 marzo del ’44, nelle campagne di San Gimignano, in uno scontro a fuoco fra fascisti e partigiani, morirono l’ispettore partigiano fiorentino Delfo Giachi e restò mortalmente ferito anche lui, il partigiano “Dotto”. Fu portato in segreto all’ospedale di S.Gimignano, ma non fu possibile salvarlo. A lui venne subito intitolata una nuova brigata partigiana, la “Giorgio Gamucci”. E’ rimasto un “cippo”, come si chiamano questi tristissimi monumenti messi per ricordare, a mantenere la memoria di Giorgio, sul luogo dove cadde ferito insieme a Delfo Giachi.

Le foto che pubblichiamo, scattate  da Paolo Chiti, sono reperibili sul sito www.resistenzatoscana.it.  Ringrazio il direttore, Giovanni Baldini, per avermi permesso la pubblicazione.  Ecco è il testo, ormai quasi illeggibile:

 

GIACHI DELFO
GAMUCCI GIORGIO
17 – 3 – 1944

 

ricordi questo cippo
l’eroismo dei compagni
che morirono
per la libertà

 

Giogio Gamucci, il partigiano "Dotto" - Foto di proprietà ANPI sez. Empoli

 

Oltre alla foto, di proprietà degli amici dell’ANPI, sezione di Empoli, e che ci racconta di un giovane sorridente e sereno, alle prese con la cornetta di un telefono, ho qui da aggiungere che ho avuto anche il modo di leggere un recente libro di Claudio Biscarini, dove si raccontano le vicende dello scontro a fuoco che portò al ferimento del partigiano Dotto e alla morte di Delfo Giachi. Se ne precisa meglio particolari e circostanze e si fa giustizia di alcune imprecisioni, sia nelle date che nello svolgersi delle cose, in cui sono incappati storici e scrittori che prima di lui si sono accinti a scrivere e raccontare quella storia. Per chi vorrà approfondire lascio in fondo i riferimenti bibliografici. La ricostruzione è stata possibile grazie alla lettura fatta dallo storico Claudio Biscarini, che ci ha abituato ormai a queste scoperte, degli atti del processo a cui fu sottoposto nell’immediato dopo guerra il capo della provincia senese, il medico Giorgio Alberto Chiurco.

Giorgio Gamucci rimase in silenzio, pur ferito e nelle ultime ore di vita. Se avesse rivelato qualcosa sulla posizione dei propri compagni, avrebbe permesso una azione diretta contro i partigiani.

 

 

Claudio Biscarini:

Microstoria, n. 53, Firenze, Nuova Toscana Editrice, 2007

Torri e cannoni. Il passaggio del fronte a San Gimignano, San Gimignano, ANPI, 2008.

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