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Francesco Botticini, nello svolgere la storia di S. Sebastiano, arriva al momento che viene eseguita la prima condanna da parte di Diocleziano: dall’alto, calato giù da mani divine, arriva l’angelo munito di palma del martirio e apposita corona. Notate anche il cagnolo bianco che fa finta di nulla, in mezzo al pubblico. Verrà rappresentato in ciascuno dei quattro momenti del racconto. Salvato grazie alle cure di Sant’Irene, matrona romana, Sebastiano tornerà appena rimessosi in piedi da Diocleziano per invitarlo alla conversione. Questa volta l’imperatore, probabilmente molto arrabbiato, lo farà ammazzare a bastonate e gettare, dopo averne accertata la morte, nella cloaca massima, che era la fogna generale di Roma. Questo almeno dice Jacopo da Varagine nella sua “Leggenda Aurea”, ossia storia di Santi, fonte inesauribile di iconografie e racconti per tutti i pittori di argomenti religiosi.
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