
Giovanni Domenico Ferretti (Firenze 1692-1768)
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Due importanti pittori d’epoca barocca ebbero modo di lavorare a Empoli, in Collegiata. Il più noto da noi è Vincenzo Meucci, che lavorava in coppia con Giuseppe del Moro. Uno faceva le figure e l’altro i contorni, le cosiddette “quadrature”. Fra l’aprile 1761 e il maggio ’63 dipinsero la volta della Collegiata di S. Andrea a Empoli, appena ricostruita dall’architetto granducale Ferdinando Ruggeri. Nello stesso periodo, nel mentre che eran da queste parti, provvidero anche alla decorazione della cappella del Buon Consiglio in S. Stefano degli Agostiniani. Del soffitto di Collegiata non rimane nulla, o quasi. I nostri Virgilio e Sineo ridipinsero secondo la loro fantasia l’incannicciato intonacato, con gli esiti non bellissimi giunti fino a noi, visto che sono sorretti da una orribile righellatura di tondini di ferro. Rimane integro, anche se bisognoso di restauro, l’affresco del Ferretti. Sta nella Cappella barocca a sinistra del transetto e rappresenta la ”Allegoria dell’Immacolata”.
Trascurato sia dal Bucchi che dal Giglioli, ignorato dalla Giusti, lo segnala e la riproduce invece Walfredo Siemoni nel suo “Chiese, Cappelle, Oratori del territorio Empolese”, edito dalla Pro Empoli nel 1997. Si tratta di un’opera importante, una delle tante che ci rimane ancora da valorizzare. Questa segnalazione vuol essere un inizio per ritrovare una strada che già in passato ha portato alla salvaguardia di tante opere d’arte, ben conservate nella Pinacoteca e nelle due Chiese d’Empoli. La Cappella dell’Immacolata è la sola in pieno stile barocco che abbiamo, ed è un bel documento da conservare, al di là delle mode che tanti danni han fatto al nostro patrimonio di cose belle.
Giovan Domenico, da parte sua, ci è oltremodo simpatico perchè ci ha lasciato anche tante pitture di carattere non religioso, come splendidi affreschi di carattere mitologico e queste curiose opere, che qui pubblichiamo, che rappresentano il più simpatico degli protagonisti delle commedie dei suoi tempi: Arlecchino.
Resta da dire che il Meucci e il Ferretti si conoscevano bene; oltre ad aver, probabilmente, lo stesso parrucchiere, erano stati tutti e due allievi del pittore bolognese Gioan Gioseffo del Sole, d’una quarantina d’anni più vecchio di loro due. E magari saranno stati anche rivali, nel procurarsi raccomandazioni e commesse per pitture sui soffitti. Eh sì, anche in quegli anni lì, per aver da vivere, occorrevano le pedate dei potenti. A proposito, il Meucci tiene fra le mani il ritratto d Giangastone di Toscana, come si firmava con mano tremolante, l’estroso (a dir poco) figliolo di Cosimo III…
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- Giovanni Domenico Ferretti (Firenze 1692-1768)
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- Giovan Domenico Ferretti: Arlecchino e Colombina
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- Vincenzo Meucci (I694 - 1766)
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- Giovan Domenico Ferretti: Arlecchino e Colombina
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- Giovanni Domenico Ferretti: Collegiata di Empoli, Cupolina della Cappella dell'Immacolata
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