- Stemma dei Lami, Empoli, Collegiata, cappella del Transito di S. Giuseppe
- Museo Parrocchiale di Empoli: Vincenzio Lami, Santa Filomena
- Vincenzio Lami, Cecina, chiesa dei santi Giuseppe e Leopoldo, crocefisione con dolenti
- Vincenzio Lami, Autoritratto, depositi Gallerie Fiorentine. Da restaurare!!!
- Vincenzio Lami, Autoritratto. Depositi gallerie Fiorentine: da restaurare!!!
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Notizie e immagini di Vincenzio Lami (Empoli 1807 – Firenze 1892). Si deve a lui se abbiamo una Pinacoteca qui a Empoli. Dopo aver molto dipinto e girovagato per l’Europa (finì anche in Russia, da dove riportò gloria e moglie), tornato in quel di Empoli, ruppe da par suo le scatole a tutti finchè non riuscì a far scucire al neonato governo Toscano, grazie anche ai buoni uffici del concittadino Vincenzio Salvagnoli, le famose 5.040 lire come spesa iniziale ma indispensabile ai restauri e alla nascita del piccolo museo. Fu allestito in due locali in Collegiata, uno era l’attuale Oratorio di San Lorenzo, l’altro una saletta lì accanto, dove in seguito si faranno paste e pasticcini.
Grazie a una sua discendente (non diretta, come ci precisa: la sua bisnonna era sorella del pittore), la nostra carissima Giulia Grazi Bracci, nominata “Maciò”, possiamo pubblicare credo per la prima volta al mondo, la foto della misteriosissima moglie di Vincenzio. Che di nome faceva Speranza. Il cognome originale per ora non si sa, ma qui non ha importanza. L’importante è averli rimessi insieme, Vincenzio e Speranza. Con lo stemma di famiglia e due opere di pittura, una sotto gli occhi nostri, qui a Empoli (completamente ignorata) e quell’altra agli onori di un altare, in quel di Cecina. Sull’autoritratto, finito nei sottoscala dei depositi delle Gallerie Fiorentine, si reclama da qui a gran voce un pronto restauro e una più degna esposizione. Provo a suggerire: una parete d’inizio della nostra Pinacoteca. Fu lui, Vincenzio, il primo a volerla e a metterla in piedi: ci starebbe proprio bene il suo autoritratto (restaurato) a imperitura memoria e a dirgli grazie!
Sarebbe anche un modo per dirci grazie per l’imprestito (a scàpito) dei nostri Masolino e Bicci di Lorenzo, finiti a dar lustro e brillo alla mostra fiorentina “Bagliori Dorati”.
Tanto loro, a Firenze, del nostro Vincenzio con la gola squarciata e nei depositi, nulla se ne fanno. Noi si potrebbe restaurare ed esporre in bella vista, magari accanto alla sua “Santa Filomena”.
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